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Vittoria (RG) annullata per quest'anno la festa della birra.
Feste alcoliche? Una follia 


birra2.jpg

Lettera aperta 21/07/2019 
Alla Stampa 
A
lle Istituzioni 

Feste alcoliche? Una follia 

I responsabili della sicurezza nel territorio dimostrano sensibilità al problema.

L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, che dopo aver partecipato al funerale di Simone ha espresso il proprio sconcerto per la festa della birra del 2-3-4 agosto a Vittoria, evidenziando nelle istituzioni alcune situazioni di incoerenza che mantengono la strage, ha chiesto alle istituzioni che tale festa venisse annullata in nome di due ragazzini uccisi da chi ubriaco guidava un suv e per non offendere il dolore dei familiari.  

Nel riconoscere che la nostra richiesta ha suscitato riflessione sul problema, ne apprezziamo l’attenzione ma, come affermava il Vescovo in occasione del funerale del piccolo Simone, chiediamo che le decisioni vengano “scrutate”: non si tratta di sospendere la festa della birra per rinviarla ad altra data, come riporta il comunicato del Comune di Vittoria, ma di annullare la festa della birra.

Riscontriamo in questa direzione un passo in più nel comunicato del giornalista Paolo Borrometi, al quale il Commissario Prefettizio Filippo Dispenza conferma che “la festa della birra quest’anno non si farà”.

La nostra richiesta va nella direzione di compiere scelte adeguate a risolvere il gravissimo problema della strage stradale, tenendo conto dei dati scientifici e delle statistiche: l’alcol danneggia gravemente la funzionalità dell’organismo (fegato, sistema nervoso) ed è responsabile di circa il 35% degli incidenti stradali con morti o feriti (dati ISS), oltre a risse, stupri ed uccisioni.

I dati dell’Osservatorio Nazionale Alcol, direttore Emanuele Scafato, ISS, inducono a riflettere e chiariscono che in Italia: sono circa 8,6 milioni i consumatori a rischio di alcol, di cui circa 4 milioni bevono fino all’intossicazione e di essi 900.000 hanno tra gli 11 e i 25 anni. In questo contesto sono 41 mila gli accessi al pronto soccorso anche di minori in coma etilico.

I consumatori di alcol tra i 40 e i 60 grammi di alcol al giorno con un danno d’organo e necessità di trattamento sono oltre 650 mila. Di questi solo il 10% sono in carico al servizio sanitario nazionale con un costo di 8 milioni di euro solo per il trattamento farmacologico in un anno. Per almeno 57mila consumatori l’alcol è causa di ricovero.

Se gli enormi costi inducono la sanità a tagliare i servizi, le scelte responsabili delle istituzioni a favore della prevenzione porterebbero a ridurre i bisogni, contribuendo ad evitare il taglio dei servizi.

Pertanto, tenuto conto dei rischi e dei danni irreversibili, nessuna istituzione pubblica dovrebbe sostenere iniziative a favore dell’alcol o, in caso contrario, dovrà integrarla con articolate informazioni sui danni dell’alcol e chiarendo che esso non è in linea neanche con l’obiettivo europeo di ridurre almeno del 50% entro il 2020 la strage stradale.

Se piangiamo vite distrutte dall’alcol non possiamo fermarci a metà nel prendere decisioni, si tratta piuttosto, nei diversi ambiti della sicurezza, di avere il coraggio di decisioni responsabili finalizzate al cambiamento: partire da esperienze di dolore e dare un chiaro segnale di legalità per assicurare prevenzione e civile convivenza.

È questo che dobbiamo fare: recuperare dignità istituzioni e cittadini insieme.

f.to Giuseppa Cassaniti

Presidente AIFVS


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