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News

La news attive sono posteriori al 31/12/2010 * 00:00
Le news anteriori sono consultabili nelle Archivio News

Apprendiamo con vivo compiacimento che è stata approvata oggi all’unanimità in Commissione Trasporti della Camera la proposta di legge n.3837, di cui è primo firmatario l’on. Minnucci, sull’istituzione della Giornata Nazionale in memoria delle Vittime della Strada.
Auspichiamo che anche in Senato ci sia lo stesso impegno perché il 2017 possa essere ricordato come l’anno in cui il valore della vita, dissacrato e ferito, abbia operato finalmente nei politici una conversione storica: se il ricordo è monito, chiediamo che la stessa unanimità, che velocizza anche il percorso, ci sia nell’impegno per la prevenzione e per il rispetto dei diritti delle vittime. Ci aspettiamo, pertanto, che la Giornata Nazionale in memoria delle vittime non si risolva nella celebrazione di un giorno, ma segni un cambio di passo nel Governo, perché, in sinergia con gli organismi di base, diventino prioritari gli interventi per salvaguardare la salute pubblica, e perché la giustizia  sia per tutti e sia amministrata a partire dalle vittime: perché non ci siano né vittime e né imputati.
Giuseppa Cassaniti
Presidente AIFVS

GiornataMondiale.jpg


Sosteniamo la proposta di legge n. 3837

GiornataMondiale.jpg

Giornata Nazionale in memoria delle Vittime della strada
La proposta di legge n. 3837 di cui è primo firmatario l’on. Minnucci, domani sarà discussa alle ore 14 in Commissione Trasporti della Camera.
Apprezziamo la volontà dei politici di velocizzare il percorso, ed auspichiamo che anche in Senato ci sia lo stesso impegno. La terza domenica di novembre del 2017 potrà essere celebrata in sinergia: istituzioni e cittadini insieme, per rispettare i diritti delle vittime e per fermare la strage stradale.

Giuseppa Cassaniti 
presidente AIFVS onlus


New_York_America_Oggi.jpg

L’Ambasciatore italiano a Malta, Giovanni  Umberto De Vito,  ha ricevuto,  presso  la sua Residenza, una delegazione dell’Associazione Italiana Familiari e  Vittime della Strada (AIFVS Onlus) con  il suo Presidente Giuseppa Cassaniti  Mastrojeni, giunta a Malta per partecipare  ad un evento di beneficenza in ricordo  di Johanna Boni.

L’Ambasciatore  ha  portato il suo solidale saluto a queste  famiglie colpite per la perdita di loro  cari.  Ad  un anno dall’approvazione della  nuova legge che ha inasprito le pene  per  chi provoca incidenti, è importante  lavorare  sempre più sulla prevenzione e  sull’educazione.  Il gruppo di 40 persone giunto sull’isola,  composto da volontari e anche  da  una rappresentanza del Comune di  Comiso,  includeva la Nazionale Calcio  Vittime  della Strada  con il suo fondatore  e  Presidente Biagio Lisa e Marco Piccione  della Memoriambook.

Preziosa la  presenza  anche di Anthony  Pasquale,  noto  conduttore radiofonico della radio  italiana  a New York  ICN, che ha documentato,  con le dirette e collegamenti  con  New York,  i vari momenti della manifestazione.  Sabato 18 marzo, nel primo  pomeriggio,  si è svolto una commemorazione  davanti al luogo dell’incidente,  dove è stata posta una targa con un QR  Code, (Quick Response Code), ovvero  un codice a barre bidimensionale, a matrice,  composto da moduli neri disposti  all'interno  di uno schema di forma quadrata 

All’interno sono memorizzate informazioni destinate a essere lette tramite un telefono cellulare, o uno smatphone, che riguardano Johanna Boni, grazie al sito www.memoriambook.com portale attraveso il quale puoi creare il libro dei tuoi cari, inserendo foto, frasi, video o regalando dei fiori. Subito dopo, si è svolto un incontro di calcio amichevole, “Match for Life”, tra la Nazionale Vittime della Strada e una rappresentativa di Vip e Imprenditori di Malta.


LorenaMangano.jpg13/3/2017

Giustizia per Lorena: una sentenza che fa scuola

Le motivazioni della sentenza (Gazzetta del Sud, Nuccio Anselmo, 9 marzo) che giustificano la condanna ad 11 ed a 7 anni di carcere dei due imputati – il finanziere Gaetano Forestieri ed il pasticciere Giovanni Gugliandolo – sono frutto di una ricostruzione rigorosa del sinistro stradale che ha tolto la vita alla giovane Lorena Mangano.

L’AIFVS plaude al giudice Salvatore Mastroeni, che ha saputo scandagliare i comportamenti dei due folli guidatori, e così dimostrare – attraverso la valutazione di dati oggettivamente rilevabili – che il rischio di uccidere era prevedibile ed accettato.

La sua sentenza, intrisa di rigore e di umanità, segna un primo passo nella direzione del cambiamento di mentalità e di cultura: pone attenzione al caso concreto ed al valore della vita umana, svolge funzioni di deterrenza, supera le inaccettabili giustificazioni mentali della vecchia gestione della giustizia finalizzate a sottovalutare il reato ed a favorire il colpevole, in definitiva rende giustizia alla vittima.

Sentenze come questa non debbono essere più casi isolati. Gli strumenti normativi adesso ci sono e non c’è più spazio per un ingiustificato clemenzialismo.

Riteniamo che sia difficile o impossibile smontare in appello una sentenza nella quale la responsabilità degli imputati è pienamente provata oltre ogni ragionevole dubbio, ma nel contempo ci attendiamo che gli imputati abbiano almeno la correttezza di non proporre neanche appello, dimostrando così di riconoscere la gravità della loro condotta e dell’irreversibile danno arrecato.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

Presidente AIFVS

Articolo della gazzetta del sud: www2.gif


Comunicato stampa - il 03/03/2017 * 20:29

Ass_Sport_Sindaca_Raggi_Pres_AIFVS_Valerio_BLANCOyPinol.jpgCOMUNICATO STAMPA

3 marzo 2017

L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ha apprezzato l’impegno dell’Assemblea Capitolina in memoria delle vittime della strada e per la sicurezza stradale. Nel proprio intervento ha rilevato che la strage stradale continua producendo morti e disabili permanenti, ed ha sottolineato che lo sport aiuta i disabili a migliorare la loro vita, come affermato dal proprio campione paralimpico di sollevamento pesi, Valerio Blanco y Pinol.

Nel contesto dell’incontro la Presidente dell’AIFVS ha evidenziato la grave carenza a Roma di infrastrutture sportive – palestre, istruttori ed attrezzature – a favore dei disabili, in particolare per il sollevamento pesi. Ha chiesto all’Assemblea Capitolina un impegno specifico in questo settore, per aiutare le vittime a migliorare la precarietà della loro esistenza ed ha avuto assicurazione collaborativa da parte della Sindaca Raggi, la quale ha interessato in tal senso il Presidente della Commissione Sport.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

Presidente AIFVS


Trasmissione RAI1  torto o ragione  del 01 marzo 2017.
Ospiti della trasmissione i coniugi Leonardo e Annamaria, genitori di Carmen Di Guida https://www.vittimestrada.org/articles.php?lng=it&pg=17653 uccisa ad Aversa (CE) il 05 gennaio 2012 e la dott.ssa Giuseppa Cassaniti presidente dell'AIFVS onlus.

Della morte di Carmen si era occupata anche la trasmissione di RAI3 chi l'ha visto del 31 marzo 2016 https://www.vittimestrada.org/news.php?lng=it&pg=20286&tconfig=0


Marco Rizzetto poteva essere salvato?

Trasmissione RAI1 tempo e denaro del 13/02/2017 
La denuncia di un padre in cerca di giustizia: “Mio figlio Marco poteva essere salvato”

La dinamica dell'incidente dove ha perso la vita Marco rizzetto: https://www.vittimestrada.org/articles.php?lng=it&pg=18550

Comunicato della presidente AIFVS del  24 settembre 2016
Un padre costretto a sopportare la perdita del figlio per omicidio stradale, la mancanza di verità, il mancato soccorso, il calvario della giustizia ingiusta, il dolore che pesa nel suo cuore, viene denunciato da chi ha compiuto il reato perché ha parlato dell’incidente e di chi l’ha causato.
Si può ridurre al silenzio un genitore che soffre? E querelarlo non significa  offendere la sua dignità di padre e infliggergli ulteriori sofferenze?
Noi riteniamo che l’imputato anziché avere l’ardire di compiere un simile gesto, avrebbe fatto meglio a scrivere una lettera di scuse e di pentimento ai genitori di Marco.
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni presidente AIFVS onlus
 

Del caso si è occupato la trasmissione RAI3 chi l'ha visto.
Link sulla trasmissione Chi l'ha visto https://www.vittimestrada.org/news.php?lng=it&pg=20369&tconfig=0l 

Articolo stampa del Messaggero veneto del 21 agosto 2015.
http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/08/21/news/a-che-ora-e-morto-marco-1.11964692?refresh_ce


Fabio-Roberta.jpg

Italo D'Elisa uccide Roberta Smargiassi, Fabio Di Lello uccide Italo D'Elisa. Una tragedia nella tragedia Alcuni commenti e "La vita in diretta" del 3 c.m. permettono, sulla tragedia in oggetto, la diffusione di opinioni che orientano i lettori e gli ascoltatori a non fare una ricostruzione ordinata ed attualizzata dei fatti e a non inquadrare le responsabilità che hanno causato le tragedie.

Pur confermando pienamente che nessuno ha il diritto di uccidere, non si può affrontare un così grave problema partendo dall'atto finale, facendo passare sotto silenzio che la prima causa è legata al comportamento di un giovane, di 22 anni, che ha trasgredito le norme del c.d.s. passando con il rosso (Corriere della Sera del 2/2/2017) e provocando la morte di Roberta Smargiassi, di 34 anni, la cui vita era fortemente legata a quella di Fabio Di Lello: era la sua sposa, sarebbe stata la madre dei suoi figli. Un futuro distrutto da un comportamento ancora oggi sottovalutato e diffuso da La Vita in diretta come un banale incidente, un reato di serie b, una cosa che può capitare, una fatalità. Una interpretazione inattuale, superata dalla legge 41/2016 sull'omicidio stradale, che con l'incremento delle pene sancisce la gravità della colpa, e diffonde un segnale di civiltà: chi uccide trasgredendo volontariamente le norme non può restare impunito, come invece avveniva con l'applicazione riduttiva della normativa precedente ad opera dei magistrati.

Tenuto conto che la civile convivenza è garantita dall'osservanza delle norme, noi dell' AIFVS sosteniamo che la volontaria trasgressione delle norme non raffigura un incidente, ma costituisce un crimine. I familiari delle vittime conoscono il peso delle offese, il senso di solitudine e di impotenza che riecheggia nelle oltraggiose espressioni della giustizia "il morto è morto, diamo aiuto al vivo", e sanno che non sempre si dispone della forza e dell'aiuto necessario per non esserne travolti. L'espressione della Procura di Vasto¬ "Procediamo per omicidio volontario premeditato senza attenuanti" - sganciando il fatto volontario dal contesto umano e dai motivi che lo hanno generato, rende ancora più urgente l'aiuto alla persona e l'impegno delle istituzioni per prevenire la strage stradale. Sono punti fondamentali e tuttavia trascurati nella discussione televisiva, un'occasione mancata per la tv di avviare una riflessione sulle responsabilità delle istituzioni, le cui risposte appaiono inadeguate.

La gravità di questa tragedia nella tragedia porti piuttosto la giustizia a riconoscere la propria colpa storica di un'arrogante gestione al ribasso dell'omicidio stradale, preferendo quasi sempre applicare i minimi di pena anche nei casi di omicidi stradali gravissimi, e a porre invece particolare attenzione al "caso concreto" e all'inenarrabile storia del dolore. La manifestazione "Giustizia per Roberta", a nostro parere, ha il significato di sollecitare i magistrati a non banalizzare il reato ed il danno, come è avvenuto in passato.
Chiediamo alla Rai di porre un'attenzione particolare a certi argomenti trattati nei propri programmi, e di dare vita, come già chiesto, ad una rubrica fissa di informazione formativa, che tratti tutti gli aspetti dell'incidentalità, divulgando anche il Piano del Governo sulla sicurezza stradale.

Attendiamo ancora che il Governo dia priorità assoluta all'obiettivo di prevenire l'incidente stradale responsabilizzando gli enti che gestiscono il territorio, incrementando i controlli, promuovendo a livello nazionale iniziative specifiche di formazione che coinvolgano tutte le scuole; inoltre, in sinergia con le sedi dei familiari delle vittime, assicuri una rete di sostegno a favore di chi è costretto a sopportare la sofferenza di un'offesa irreversibile, perché non cada nella tentazione di farsi giustizia da sé.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni - presidente AIFVS


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