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attivo  Soggetto n° 242

il 17/11/2018 * 20:48
con Ntonie

Anonimo

visitatore

Salve..giusto 11 anni e 3 mesi ho perso mio fratello in un incidente stradale a causa di un auto che gli ha invaso la corsia ..

Finalmente il giudice si è deciso al 2 grado in appello a darci ragione dopo tante perizie emanando la sentenza di risarcimento a nostro favore per una cifra intorno al milione...cosi veniamo contattati dalla controparte per chiuderla subito e woffrendoci una somma di quasi 800 mila comprese le spese per il mio legale che si aggira intorno ai 200 mila, cioè il 30% dell'importo totale..cosi abbiamo accettato la loro richiesta per evitare che la causa si prolungati troppo..

La mia domanda è può un legale chiedere il 30%  sull' intero importo ? Nonostante abbiamo fatto presente che non abbiamo niente scritto, ma solo un accordo verbale , gli abbiamo fatto dato notare che l'importo a lei destinato è enorme a confronto delle quote che io e mio fratello dovremmo prendere, ma non c'è stata storia...

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Risposta n° 1
--------
il 28/11/2018 * 18:22
con Gibbo

Gibbo

1 messaggio

La risposta è semplicemente NO.

Si tratta di una richiesta criticabile, anche considerato che, oltre al capitale a favore del danneggiato, le assicurazioni pagano pure le spese legali A PARTE (e mai in detrazione a ciò che è il giusto risarcimento ottenuto!). In questo caso, tuttavia, è stato evidentemente raggiunto un accordo onnicomprensivo, cioè capitale + spese. Lo squilibrio tuttavia mi pare evidente.

L'art. 13 del Codice Deontologico Forense prevede che:

"Sono vietati i patti con i quali l'avvocato percepisca come compenso in tutto o in parte una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa"

Ciò significa che, seppur mitigato rispetto ad una volta, continua a vigere il divieto del 'patto di quota lite'. Dunque se il Vs. avvocato ha calcolato il proprio compenso in base % rispetto al valore del danno ha operato in maniera deontologicamente scorretta.

I compensi dovranno dunque essere preferibilmente calcolati sulla base della qualità e quantità del lavoro svolto tenendo a riferimento i parametri dati dal tariffario forense e, francamente, credo che sia assai difficile che - pur in due gradi di giudizio - si possa giungere a quantificare in una tale somma le spese dovute.

Personalmente penso che sottrarre 200.000 euro su 800.000 a delle persone sofferenti per la perdita di un proprio caro sia un comportamento assai sgradevole, che come sempre rischia di compromettere la considerazione verso un'intera categoria.

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Risposta n° 2
--------
il 28/11/2018 * 18:23
con Piacentinifranco

Piacentinifranco

3 messaggi

nell'attesa che qualcuno competente le risponda, provi a leggere qui 

Franco

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Risposta n° 3
--------
il 28/11/2018 * 22:29
con avvocatocesari

Anonimo

visitatore

No, il 30% di un risarcimento e’ un compenso che non ritengo onesto per quanto possa essere complessa la attività svolta... come ho avuto modo di spiegare tante volte in questo forum la prassi di un compenso forfettario convenzionale e’ legittima e va a comprendere tantissime attività che una difesa responsabile di una vittima della strada comporta ma la prassi vede riconoscere una percentuale omniacomprensiva che può variare dal 10 al 15 % dell’importo del risarcimento oltre Iva e Cassa di Previdenza, ferma la volontà del cliente di riconoscere a titolo di gratitudine ( molto rara purtroppo ) e riconoscenza somme superiori per un ottimo risultato di giustizia. La sentenza poi riconosce condanne per la refusione ed il pagamento di spese legali che vanno a coprire, eventualmente in modo parziale, il gusto ed onesto compenso che un avvocato ha diritto di vedersi riconosciuto per la attività prestata. Un compenso richiesto innun importo eccessivo deve essere inquadrato in una forma odiosa di speculazione che disonora l’immagine dell’Avvocatura. Avv. Gianmarco Cesari Aifvs 

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