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Forum - Assistenza e consulenza Legale - Devo pagare per far causa alla compagnia assicurativa?

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il 10/02/2017 * 13:11
con Stefy

Anonimo

visitatore

SalveCirca 4 anni fà io e la mia famiglia abbiamo subito una dolorosissima perdita famiglia nostro nucleo familiare a causa di un incidente stradale...La vittima era minorenne.L'anno scorso si è conclusa la causa contro l'investitore riconfermando la sua colpevolezza al 100%... e purtroppo da allora siamo fermi.. Tenendo conto delle tabelle di Milano la compagnia assicurativa ci ha liquidato circa la metà del danno ritenendosi soddisfatta... Perciò abbiamo deciso di fare causa alla compagnia...Ma ci viene richiesto un pagamento anticipato dal nostro avvocato aggiungendo inoltre che c'è la possibilità di non riuscire a recuperare tali soldi.  Avreste qualche consiglio? Grazie 
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Risposta n° 3
--------
il 12/02/2017 * 10:31
con avvocatocesari

avvocatocesari

105 messaggi

L'avvocato di vostra fiducia se ritiene di promuovere una causa civile innanzitutto può procedere con una richiesta di negoziazione assistita preliminare e poi in caso di esito negativo redigere un atto di citazione, procedere alla notifica che si può eseguire tramite pec alla impresa di assicurazioni e poi costituirsi in giudizio non senza provvedere a pagare la marca da bollo del contributo unificato che per processi di primo grado se il valore è tra 260.000,00 € e 520.000,00 € ammonta a 1.214,00 €, se è superiore a 520.000,00 € ammonta a 1.686,00 €. Prima di poter adire un Giudice di Tribunale lo Stato esige una tassa molto onerosa anche alle vittime per il risarcimento del danno subito in conseguenza ad un reato. L'avvocato per eseguire la attività di tutela dei diritti deve studiare il merito nei suoi elementi di fatto e di diritto e quindi eseguire una attività di studio e di redazione dell'atto ed in base alla quantità e complessità delle prestazioni richieste ed in base al valore della controversia può legittimamente chiedere un acconto sul compenso; il codice deontologico degli avvocati legittima la richiesta di un acconto purchè questo sia "commisurato" appunto alla quantità ed alla complessità della controversia. Tenendo presente le tariffe del DM 55/2014 pe runa controversia di valore superiore a 520.000,00 € corrispondente al risarcimento dle danno agli aventi diritto di un nucleo familiare la somma che corrisponde a studio e fase introduttiva di un processo di primo grado si aggira intorno a 7000,00 € di base, che si aumenta anche del 40% se si difendono per esempio 3 parti, oltre accessori IVA 22%  Cassa di Previdenza Avvocati 4% e rimborso forfettario spese studio 15%. Per prassi si ricorre spesso alla pattuizione di un accordo per il pagamento del compenso evitando il pagamento di acconti al di là della marca da bollo del compenso unificato che prevede un compenso forfettario basato sull'ammontare del risarcimen to per pagare anche tante attività che rimangono nell'ombra come trasferte, indennità di vacazione ovvero di attesa in udienza, lettere, corrispondenza, consultazioni , conferenze di trattazione con periti, con l'avvocato di controparte, mail, telefonate e le percentuali concordate si aggirano intorno al 10 - 15%. Potete pertanto accordarvi con il vostro avvocato valutando in modo partecipato l'onorario complessivo e l'acconto da pagare pe runa attività di lavoro che comunque dovrà essere svolta nel vostro interesse con un accordo che preveda anche un "palmario", ovvero anche un premio di gratitudine in base all'impegno ed al risultato che l'avvocato otterrà per voi. Potrete anche concordare un compenso forfettario nel caso che la domanda risarcitoria non trovi accoglimento e trovi un accoglimento parziale e così non avrete mai problemi in ordine al compenso dovuto per il lavoro di grande importanza e responsabilità che l'avvocato di vostra fiducia dovrà svolgere. Avvocato Gianmarco Cesari - AIFVS
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