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Forum - Assistenza e consulenza Legale - causa per risarcimento

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attivo  Soggetto n° 218

il 15/04/2016 * 19:55
con abiblo

abiblo

1 messaggio

Nel tornare a scrivere su questo forum dopo diverso tempo colgo anzitutto l'occasione per ringraziare di nuovo l'avv. Cesari che in passato mi ha sostenuto e consigliato, sperando che ancora mi possa rispondere.Il quesito che pongo riguarda la causa da intentare nei confronti della Compagnia assicuratrice ai fini di ottenere il giusto risarcimento per me e mio figlio, a seguito dell'incidente mortale nel quale ho perso il compagno di vita e padre di mio figlio.Ma prima di esporre fatti e dati specifici, dato che vedo questo forum poco attivo negli ultimi tempi, attendo un cenno da parte  di chi abbia letto e mi possa eventualmente rispondere. Intanto saluto e ringrazio. 
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Risposta n° 4
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il 15/04/2016 * 20:31
con admin

admin

Amministratore
60 messaggi

Bentornata signora.
L' avv. Cesari le risponderà al più presto.
Grazie per aver scritto nel forum.
Giorgio Giunta AIFVS

Rettificato con admin il 15/04/2016 * 20:38
Sito web admin
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Risposta n° 5
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il 18/04/2016 * 15:34
con abiblo

abiblo

2 messaggi

Sono purtroppo costretta a riassumere gli antefatti e i fatti a pro di una piena comprensione, e fin da ora mi scuso se non riuscirò ad esser breve.

A seguito di un incidente stradale nel 2009 muore il mio compagno e convivente da più di 20 anni , nonché padre di mio figlio allora quindicenne.L'investitore, che, sotto l'effetto di stupefacenti, col suo Suv lo ha travolto mentre in bicicletta percorreva la corsia opposta, viene riconosciuto colpevole e condannato.
Dopo un periodo di niente di fatto a causa dello stato traumatico in cui versavo e del passaggio sotto avvocati caimani, cambiati legali si procede a richiesta di risarcimento alla Compagnia assicuratrice.

Nel frattempo però alla stessa cosa hanno provveduto l'altro figlio del mio compagno, trentenne ed autonomo e la di lui madre, ex moglie separata legalmente da più di vent'anni. Quest'ultima, venuta a conoscenza che nulla spetterebbe a moglie separata, dichiara mendacemente, e col supporto di testimonianze scritte del tutto false, che la persona deceduta era con essa convivente e non con me e mio figlio. Al che i miei legali  mi hanno fatto produrre a mia volta delle testimonianze scritte, le mie rigorosamente corrispondenti a verità, che attestano inequivocabilmente (la vicina di casa che lo aveva visto uscire di casa con la bici la mattina dell'incidente, il medico di famiglia, amici che avevano cenato con noi la sera prima ) non solo la convivenza, ma  il suo in essere al momento del fatto.

La Compagnia Assicuratrice, dopo un po' di trattativa, formulò un'offerta di € 100.000 per me e di 180.000 per mio figlio. L'offerta, per inanità dei legali e per altri motivi, fra cui una seria patologia che nel frattempo mi aveva colpito e che io collego al lutto e al trauma subìto, ci fu corrisposta ( e per questo devo ancora ringraziare l'avv. Cesari che mi spinse a sollecitare i miei legali affinché facessero richiesta scritta, essendo comunque dovuta tale corresponsione) solo ai primi del 2013. Accettammo  l'offerta a  titolo di acconto.

La questione, fra alti e bassi e  trattative orali, è rimasta insoluta fino ad ora, senza che si chiudesse la pratica o  che si ottenesse niente altro.

Si pone adesso  la scelta se andare in causa o no.E, malgrado me ne manchi ancora la forza e la voglia, devo in qualche modo concludere questa vicenda, e nella maniera più giusta, anche se continua a farmi orrore che beni materiali possano compensare la perdita di una vita umana: lo devo al mio compagno, a mio figlio, ed anche a tutte le vittime di delinquenti incoscienti e di comportamenti irresponsabili.E inoltre non possiamo tollerare che abbiano la meglio menzogne, disonestà  ed avidità: quelle dell'altro figlio e della ex moglie.

Chiedo intanto, prima di proseguire esponendo altri elementi,  i miei intenti e le mie perplessità: a vostro parere, quanto si avvicina o si allontana da un equo risarcimento quanto finora offerto?



Rettificato con abiblo il 18/04/2016 * 19:13
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Risposta n° 6
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il 20/04/2016 * 17:49
con Avvocatocesari

Anonimo

visitatore

A mio giudizio, considerata l'inerzia degli avvocati,  l'indifferenza burocratica dell'impresa di assicurazioni e la situazione complessa consiglio un approfondimento istruttorio preliminare per verificare quanto allegato alla richiesta di risarcimento stragiudiziale e le opportune necessarie integrazioni per affrontare una causa civile con alte probabilità di accoglimento della domanda per cui rimango a disposizione con solidarieta' . Avv. Gianmarco Cesari - AIFVS
Scrivi a Avvocatocesari
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Risposta n° 7
--------
il 20/04/2016 * 22:48
con abiblo

abiblo

3 messaggi

Gentile Avvocato, intanto e ancora la ringrazio per la sua disponibilità.
Da incompetente non comprendo cosa significhi "approfondimento istruttorio preliminare".
Seguito dunque ad esporre i fatti in base a quanto credo di aver compreso della sua risposta.Alla richiesta di risarcimento stragiudiziale sono state allegate solo le testimonianze di cui ho parlato nel mio post iniziale, e solo in base a quelle mi è stata corrisposta l'offerta. Testimonianze che evidentemente sono state considerate (giustamente) più probanti di quelle menzognere della ex moglie, a cui nulla è stato corrisposto.Soltanto adesso, e per mia iniziativa, ho richiesto consulenza per me e mio figlio ad uno psichiatra, il quale ha diagnosticato un disturbo post traumatico da stress ad entrambi, con grave pregiudizio esistenziale, e sono in attesa di una visita presso un medico legale che collabora con tale psichiatra per valutare se la seria malattia rara che mi ha colpito a circa due anni di distanza dal fatto possa avere un nesso causale con il trauma subito.Queste potrebbero costituire ulteriori integrazioni?
Sempre stragiudizialmente la Compagnia ha formulato una ulteriore offerta, solo a me e non a mio figlio, di € 20/max 30.000. Solo formulato, non corrisposto.
Mi trovo adesso a un bivio: intentare o non intentare causa?
Ma intanto una domanda fondamentale, prima di procedere: l'offerta corrisposta, più quella ulteriormente formulata, sono lontane da un equo risarcimento, tanto da suggerire di intraprendere una causa?
E il fatto che mi /ci sia stata corrisposta questa cifra costituisce già un implicito riconoscimento della nostra convivenza con la persona deceduta o tutto ricomincerebbe da capo?
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Risposta n° 8
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il 04/05/2016 * 10:37
con avvocatocesari

avvocatocesari

89 messaggi

Per approfondimento istruttorio intendo una verifica delle allegazioni e di quanto scritto nelle testimonianze e nelle certificazioni di diagnosi valutative in modo da esaminarne il contenuto per valutare la necessità di integrazione. Ritengo necessaria oltre alla consulenza psichiatrica anche una consulenza psicodiagnostica a carattere non psichiatrico ma a carattere psicologico giuridico secondo il metodo delle linee guida dell'Ordine degli Psicologi del Lazio aggiornate per la precisazione del pregiudizio esistenziale. Le due valutazioni tecniche poi dovranno confluire nella relazione medico legale complessiva. L'offerta di € 20/30.000 di certo non può considerarsi congrua e tale da costituire un risarcimento "integrale". L'offerta può legittimare la richiesta ma ritengo che nel caso di specie sia possibile avviare una richiesta di conciliazione e poi in caso di mancata conciliazione una causa civile, previa la verifica che ho indicato. Rimango quindi a disposizione con solidarietà. Avvocato Gianmarco Cesari - AIFVS  
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