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Ospiti


Nota n°1288
con   Celtic il 12/08/2009 * 16:14

Ciao Wanda,

Come ho scritto la colpa è stata mia e ovviamente ho dovuto pagarne le conseguenze attraverso un processo per omicidio colposo nel quale sono stato condannato. 

Ma quel che ho voluto dire con il mio post è che non è proprio come dici tu e cioè che "...la persona che uccide si fa una vita, figli lavoro macchina soldi...e dall'altra parte non c'è più nulla", a significare che tu intanto sei vivo, te ne freghi, ti fai una vita... tanto è l'altro che è morto e alla sua famiglia resta il dolore. 

Pur essendo una persona molto tranquilla, per nulla esagitata, che beve moderatamente, che non si droga e pur non avendo il culto della velocità, mio malgrado ho avuto un brutto incidente in cui è deceduta una persona, sono stato processato e condannato secondo la legge.

E' vero la mia vita continua, ho un lavoro, una famiglia, pochi soldi a dire il vero, una station wagon usata vecchia di 5 anni, ma sento dentro un senso di colpa che non so spiegare se non con le parole che ho già usato. Tu dici "...dall'altra parte non c'è più nulla" e io ti dico che me ne rendo ben conto. Che anche per me da questa parte, c'è un grosso rimorso, un grande dolore e la consapevolezza di non poter riparare il mio errore qualunque cosa decida di fare o di dire.