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Ospiti


Nota n°1164
con   deedee il 30/10/2008 * 16:01

Il 14 maggio volava in cielo mio marito, il mio principe azzurro, il mio migliore amico...Andava a lavoro e un fuoristrada gli ha tagliato la strada.E' stato un attimo...mi dicono...un attimo per lasciare me, il nostro piccolino adorato e la nostra felicità. Vivevamo una favola fatta di cose semplicissime ma splendide: amore, rispetto, condivsione, dolcezza e ora che il lieto fine ci è stato così brutalmente strappato mi domando come potrò spiegare a nostro figlio perchè il suo papà non potrà essere con lui il primo giorno di asilo e poi di scuola, e perchè non lo accompagnerà alle partite o all'oratorio. Il dolore toglie il fiato, annebbia la mente...è una morsa che attanaglia quel poco di cuore che è rimasto e che rende impossibile anche respirare. E'un brivido che brucia e lacera e offusca ogni pensiero. Quel giorno ho sentito il rumore di qualcosa che si spezzava dentro di me...e ora vorrei solo un po' di giustizia. Chi ha distrutto la nostra famiglia, il nostro nido d'amore, non ha neanche cercato di mettersi in contatto con noi, nenche un banale e misero"mi dispiace", e mentre aspettiamo che la procura ci consegni finalmente gli atti, la vita è come se si fosse fermata nella nostra casa...Si va avanti per il nostro dolce cucciolo di bimbo che da quel giorno ha un nuovo angelo custode.Cercherò di farlo crescere come il suo papà: buono, generoso, leale e sempe sorriente, con la speranza che i vigliacchi della strada non infrangano più i sogni di chi crede che la vita sia un dono da rispettare.