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Ospiti


Nota n°809
con   angeloantonio il 19/08/2007 * 00:04

 
18/08/2007
   
 
 
 
 

Volevamo portarla in chiesa per battezzarla, non per farle il funerale»: è disperato Salvatore, lo zio di Annalisa morta domenica scorsa a soli tre mesi (li avrebbe compiuti ieri), in un incidente provocato dal cittadino liberiano Roy Jacobson, alla guida sotto l’effetto di droghe. Ieri il parroco della chiesa di San Paolo Apostolo, a Fuorigrotta, don Pedro Donaire, ha contemporaneamente battezzato la bambina e ha svolto la cerimonia dei defunti. I genitori Grazia e Ciro Filippone, però non c’erano: entrambi restano ricoverati nell’ospedale di Castelvolturno dove sono stati ricoverati subito dopo l’incidente. Ieri è stata dimessa, invece, una delle sorelline di Annalisa, Angela. L’altra bimba coinvolta nell’incidente, Raffaella, invece, dovrà aspettare la visita dell’otorino prima di poter tornare a casa. Don Pedro Donaire ha battezzato la piccola Annalisa, spiegando che «il rito è permesso dalla chiesa quando si tratta di una neonata. In caso di morte, infatti, l’anima di un nascituro viene considerata pura, nonostante il peccato originale. Il battesimo dà anche una maggiore serenità d’animo alle famiglie cristiane». Sulla piccola bara bianca era posato un cuore di roselline bianche con un biglietto che diceva «Ad Annalisa da mamma e papà». Intorno parenti, amici di famiglia e vicini di casa. Alla fine della cerimonia la nonna Anna si è accasciata, piangendo, sulla bara per salutare un’ultima volta la nipote. Tanti i fasci di fiori bianchi per la bimba che «adesso è un angelo, anche se non per volere di Dio, ma per l’imprudenza e l’irresponsabilità dell'uomo», come ha detto ha detto nell’omelia Don Pedro Donaire che poi, in sacrestiaha spiegato: «Ci vorrà del tempo, chiedere loro di perdonare, adesso, è prematuro. Dobbiamo pregare per i vivi, per i genitori e le sorelline, perchè un giorno possano capire». E di perdono non vogliono parlare nemmeno gli zii della piccola. «Non condanniamo il colore della pelle, siamo gente onesta e ci siamo indignati per le accuse di razzismo - ribadisce Salvatore Filippone - gli extracomunitari che conosciamo sono persone splendide. vicino casa di mio fratello, in una stazione di servizio, lavora un giovane di colore, gioca sempre con le bimbe, è una persona molto gentile. La realtà è che c’è una persona che ha causato un incidente stradale e ha ucciso una bambina perché sotto l'effetto di droghe». Poi Salvatore ringrazia «di cuore il sindaco Rosa Iervolino perchè si è stretta al nostro dolore». E conclude «Speriamo che quella di mia nipote sia l'ultima vita ad essere spezzata». E l’avvocato della famiglia Ivan Simeone annuncia che la famiglia si costituirà parte civile nei confronti di Roy Jacobson perché sottolineano i familiari: «È assurdo togliere una figlia ai genitori» Una figlia che, ricorda don Pedro, Ciro e Grazia avevano fortemente voluto, «Erano una delle poche coppie che si sposano con l’intenzione di formare una famiglia» ha raccontato Don Pedro, che aveva celebrato il matrimonio dei Filippone e battezzato le due figlie, Angela e Raffaela, anche loro rimaste ferite nellìincidente di domenica. Don Pedro incontrerà i genitori nei prossimi giorni. La mamma, infatti, dopo aver appreso dalla psicologa la notizia della morte di Annalisa, ha chiesto di incontrare il parroco. Don Pedro attende il ritorno di Grazia a casa per «portarle il conforto di Dio, del quale io sono solo un tramite - conclude - Solo Dio può riportare serenità in questa famiglia e solo il tempo potrà aiutare Ciro e Grazia a superare questa tragedia».