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Nota n°667
con LAURADAVEGGIA il 19/03/2007 * 21:46
Condivido le recenti proposte di maggiore severità per chi guida in stato di alterazione, ma ritengo che dopo un po' lasceranno il tempo che trovano, come la patente a punti. Lavoro come fisioterapista da vent'anni in ambito neurologico, ed ho visto troppi genitori che pagano le multe dei figli, che comprano il secondo motorino ed anche il terzo al figliolo che ha già distrutto il primo; troppi ventenni (ma non solo...) usciti a cena con gli amici e rientrati a casa dopo mesi con una carrozzina. Perchè non obbligare chi guida con tanta superficialità ad assistere giorno e notte, per qualche mese, queste persone in ospedale? perchè non fargli toccare con mano non tanto la macchina schiantata in piazza (fa impressione, ma poi finisce lì) cosa vuol dire respirare grazie ad un tubo nella gola, considerare un successo il potersi grattare il naso da solo o (cito testualmente parole altrui) "farsi infilare un tubo nell'uccello per urinare"? Molti de miei utenti, "dopo" , hanno collaborato con polizia e vigili urbani in programmi di educazione stradale per le scuole. Perchè non arrivarci "prima"?
Grazie
Laura Daveggia
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