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Ospiti


Nota n°106
con guestbook il 31/10/2005 * 00:56
112 21.07.2005 um 11:08 
Autore: Topina
Per Pilar: E' vero, in quei giorni terribili all'ospedale ho pregato di riaverlo indietro in qualunque stato, ma mi sono bastati pochi minuti per capire che il mio era solo un desiderio egoistico.. Ho capito che lui non avrebbe mai accettato, lui che era così dinamico e vivo. Amava tutti gli sport, sciava, giocava a calcio, praticava il motocross e adorava la moto. Stava prendendo il brevetto d'insegnante di nuoto, per tenere corsi di riabilitazione per invalidi e disabili.. Sono rimasta con lui per tutti i due giorni che è rimasto in rianimazione, senza essere cosciente neanche per un istante; non mi è stato concesso di dirgli "Arrivederci, Amore mio". Ma non ho pianto, neanche una volta, lì con lui, perchè il mio dolore è come scomparso, non contava, non era importante: l'unica cosa che mi stava a cuore e mi tormentava al tempo stesso era la sua richiesta d'aiuto. Pur privo di sensi, Francesco in qualche modo assurdo mi ha chiamato a sè, perchè gli rimanessi accanto e lo accompagnassi lungo la strada buia che lo ha condotto al Cielo. Sapevo di essere la sola a poterlo fare ed è stato strano, sconvolgente: accoccolata accanto a lui, le dita intrecciate con le sue e il viso appoggiato sulla sua spalla, ho chiuso gli occhi ed ho sentito il suo abbraccio sicuro. Non sentivo più nulla intorno a me, nemmeno le voci e le suppliche; eravamo sospesi in un limbo senza spazio e senza tempo, stretti stretti. Poi sono dovuta tornare indietro, non era tempo di proseguire per me. Dio solo sa quanto avrei voluto sostituirmi a lui, ridargli la vita che così violentemente gli avevano strappato, barattandola con la mia.. Ma non c'è stato niente da fare. Solo dopo che il suo corpo è stato tumulato, la disperazione è sopraggiunta, quando il mio compito era finito, quando lui non aveva più bisogno della mia forza. E sono crollata. Anch'io ho pensato di raggiungerlo, di uccidermi, ma ho sentito le parole che tante volte mi aveva detto: lui disprezzava i suicidi, la riteneva la vigliaccheria più grande. Ma la vigliacca sono io, che non l'ho ancora raggiunto. Anche per morire ci vuole coraggio, forse ce ne vuole di più per vivere.. Ma quest'ultimo io l'ho perso. Ho bisogno di lui.. E la gente offende il mio dolore, ripetendo sempre la solita litania: "Sei ancora così giovane! Devi rifarti una vita, una famiglia.. Avrai dei figli.. Il tempo aggiusterà tutto!" Non è mostruoso? Il tempo non cancellerà il mio amore immenso e nessuno potrà mai sostituirsi a lui, che era tutta la mia vita. Da nessun altro voglio dei figli. Questa ha cessato di essere vita ed è divenuta semplice sopravvivenza biologica. Spero che in Cielo riavrò la vita, non posso pensare che tutto è finito così..