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Ospiti


Nota n°1410
con Anna il 10/07/2010 * 10:15
Ho perso mio figlio tre anni e mezzo fa, in un incidente stradale. Aveva vent'anni. Non riesco ad accettare la sa morte ed ancora ho impresso nella mente quel maledetto giorno. Spesso mi chiedo cosa ho fatto in questi tre anni... non lo so. Sto solo sopravvivendo. Famiglia, casa, lavoro. Aspetto non so cosa. Oggi ho una nuova cosa a cui pensare, mi toglie qualsiasi altro pensiero dalla testa. Per crisi aziendale verrò messa in cassa integrazione e non si sa se al termine della stessa verrò riammessa al lavoro. E' stato soppresso il mio posto di lavoro nel senso che verrà accorpato in in altro ufficio. Ho una anzianità di servizio di 28 anni ed ho 53 anni. Nell'azienda ho ricoperto molti ruoli di responsabile in vari  settori ed attualmente mi occupo della contabilità interna delle nostre 5 aziende e sono la repsonsabile del caf interno. Ho chiesto: perchè io? perchè io che ho una professionalità e anzianità di servizio e non l'altro/a che ha una anzianità di un anno o di due anni? del resto io ho fatto anche il lavoro che stanno facendo loro, tra l'altro come responsabile.
E' una cattiveria allontanare una donna di 53 anni che difficilmente troverà lavoro .. che è monoreddito e che potrà andare in pensione solo tra 7 anni.
La verità?
A causa della morte di mio figlio ho avuto molti problemi a livello fisico. Sono spesso stata assente dal lavoro. E' questo il vero motivo.
Al danno si aggiunge la beffa.

Per dovere di cronaca: stiamo affrontando la ituazione con i sindacati ovviamente. Ancora non hanno raggiunto un accordo. Ma per la mia azienda il tempo deve essere breve.
Grazie per lo spazio un saluto a tutti