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Ospiti


Nota n°354
con Topina il 21/06/2006 * 12:23

Un abbracio a te, Alberto. Anche se è parecchio tempo che non scrivo, tu e Cristina siete spesso nei miei pensieri. A volte immagino che lei e Francesco si siano incontrati e si raccontino la propria pena, proprio come casualmente ci siamo incontrati noi in queste pagine, nell'attesa di riabbracciarci.. Mi stupisce l'atteggiamento di qualcuno, che si erge a giudice di qualcosa che non ha conosciuto, emettendo il suo verdetto, che tuona di tempi e modi in cui la tragedia s'affievolirà e stabilisce limiti al dolore altrui.. Lo trovo inaccettabile ed offensivo, la conferma che il dolore non unisce. Anche fra chi ha subito perdite atroci, non ci si può comprendere, perchè i rapporti instaurati assumono valori diversi da persona a persona. Ogni legame è irripetibile ed ognuno ha la propria personale gerarchia d'affetti. La mia contava solo Lui, solo Francesco, e con Lui ho perso la Ragione, la mia Vita Interiore, l'Anima.. Ho sempre creduto e credo tutt'ora che ogni uomo nel suo passaggio terreno abbia il compito arduo di rintracciare la metà di se stesso che gli è stata strappata alla nascita per essere instillata in un altro corpo: un'Anima divisa a metà, ospitata in due esseri, che si ameranno fino alla fine dei giorni e poi torneranno ad essere un tutt'uno. Perchè il Destino mi abbia strappato questa pienezza due volte, non so dirlo.. Forse più di due volte, perchè con Francesco ha frantumato i giorni luminosi, un futuro felice, il privilegio di vederci invecchiare, il miraggio di un figlio nostro.. L'avremmo chiamato Filippo, l'avremmo amato sempre.. Pensavamo alle mattine di Natale, a quando l'avremmo osservato scartare i regali deposti poco prima, di nascosto, sotto un albero gigante, pensavamo al suo primo giorno di scuola, alle notti in bianco per rassicurarlo dopo un brutto sogno, alla prima ragazza che l'avrebbe fatto innamorare. Sapevamo che sarebbe diventate un uomo bellissimo ed affascinante come suo padre, da cui avrebbe ereditato l'oro dei capelli e l'oceano racchiuso negli occhi ridenti: Francesco sapeva di terre sconosciute, di emozioni primordiali, di un luogo aldilà del tempo e dello spazio, di perfezioni misteriose e arcane. Suo figlio non avrebbe potuto che assomigliargli.. Non lo conoscerò mai.. Anche se a volte mi piace pensare che anche lui mi aspetti oltre il Velo, insieme a Francesco.

Continuo ad amarti come il giorno in cui il Cielo ti ha strappato ai miei baci, ai miei occhi, alle mie mani, continuo ad aspettarti, seduta sul letto, tendendo le orecchie per scoprire in anticipo il rombo della tua auto in lontananza che ti riporta a me, continuo a collezionare riviste di abiti nuziali.. A volte vorrei entrare in quel negozio per bambini che conosci e comprare tante cose, ma al momento di varcare la soglia sento che i miei passi risuonano soli nella testa e allora il coraggio mi manca.. Perdonami. La vita senza di Te mi è insopportabile.