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Giustizia negata

Assolto per insufficienza di prove!!!!!  -  con Anna_Barbieri__AIFVS_Ferrata

Ferrara, lì 14/07/20010
 
SENTENZA   SCONCERTANTE E INGIUSTA
“Una sentenza sconcertante” , “Una sentenza ingiusta” questi i titoli dei commenti pubblicati sulla stampa locale dopo la sentenza emessa dal Tribunale di Ferrara il 23 giugno c.a. E’ stato assolto per insufficienza di prove il conducente di un furgone che in data 11 marzo 2009 alle h.6.40 del mattino ha investito, uccidendolo, lo studente camerunese Gilles Donald di 24 anni mentre stava percorrendo in bicicletta Via S.Giacomo a Ferrara diretto alla stazione.
Il processo si è svolto in rito abbreviato, condizionato dall’esecuzione di una perizia cinematica che ha ricostruito la dinamica del sinistro.
Il conducente del furgone , accusato di omicidio colposo, andava a più di 70 km/h in una via della città dove il limite sono i 50 km/h, quindi ad una “velocità non consona allo stato dei luoghi”, come è emerso dal processo, il ciclista sbucò all’improvviso.
Ma il perito ha spiegato che anche ad una velocità più contenuta non è detto che si sarebbe potuto evitare l’impatto e nemmeno escludere lesioni mortali causate dallo stesso. In altre parole, anche se la velocità del veicolo fosse stata inferiore, lo studente, che si era immesso sulla strada con la bici, non necessariamente si sarebbe salvato.
La collisione fu violentissima. Il furgone che procedeva nella stessa direzione, urtò il velocipede con lo spigolo anteriore. Il ragazzo fu prima catapultato sul parabrezza e dopo un volo tremendo finì sul selciato. Soccorso immediatamente dai sanitari del 118, non ci fu nulla da fare.
Gilles Donald viveva da anni a Ferrara, in condizioni di legalità, iscritto alla Facoltà di Ingegneria informatica dell’Università di Ferrara (il suo sogno era di migliorare le condizioni socio economiche del Camerun suo Paese natale) e la sera lavorava in una pizzeria per potersi mantenere agli studi. Nel 2008 era stato Presidente dell’ASCAF (Associazione Studenti del Continente Africano di Ferrara), una persona intelligente, carismatica.
Il 29 giugno viene pubblicata una lettera dell’Associazione Amici della Bicicletta: “Gilles, questa la motivazione del perito fatta propria dal GUP, probabilmente sarebbe morto anche se il furgone che lo investì, avesse proceduto nei limiti di velocità di 50 km/h……… Le sentenze dei tribunali dovrebbero essere emesse sulla base dei dati oggettivi e non delle supposizioni e i dati oggettivi, come è emerso dal processo, dicono che il furgone procedeva a 70 km/h, ad una velocità non consona allo stato dei luoghi………Vogliamo pur ammettere che vi fu un concorso di colpa per la condotta del ciclista, ma ciò non rende meno grave la colpa di chi, con un mezzo motorizzato,, procedeva in città oltre i limiti consentiti……”
La settimana scorsa è stata pubblicata un’altra lettera di una lettrice “……a dimostrare l’arbitrarietà della sentenza nella quale si è sostenuto che se anche l’automobilista avesse rispettato il limite di velocità avrebbe comunque investito quel povero ragazzo, mi basta opporre questa semplice considerazione basata sulla fisica elementare: se l’automobilista avesse rispettato i 50km/h, non si sarebbe trovato in quello stesso momento nel medesimo punto in cui si trovava quel povero ragazzo che ora sarebbe in vita”
La risposta del giornalista è stata che, seguendo il principio della perizia fatta propria dal GUP, “il conducente sarebbe stato assolto anche se avesse percorso Via S.Giacomo ai 130km/h con il suo furgone e il povero Donald fosse sbucato all’improvviso davanti a lui. La sentenza è destinata a fare giurisprudenza a livello nazionale e sarà quindi possibile replicarla in casi simili”
Proprio per evitare questo e al contrario dare rilevanza a questa vicenda in termini di ingiustizia subita dalla vittima, propongo tale sentenza all’attenzione della Presidente e dell’intera nostra Associazione, compresi gli Avvocati convenzionati, tramite pubblicazione sul nostro sito internet. Lascio a Voi tutti i commenti.
La mia personale opinione è compresa in poche righe scritte dal Dott. P.Marturano, Ingegnere Direttore del Ministero Infrastrutture e Trasporti, in uno dei suoi tanti articoli, con le quali concludo.
“La riduzione delle velocità medie è uno dei fattori principali per il contenimento di questi incidenti ( tra mobilità motorizzata e quella non motorizzata). Ricerche scientifiche di riconosciuta validità hanno dimostrato che per un pedone il rischio di morte (per impatto con un veicolo) è del 10% ad una velocità di 30 km/h, del 30% a 40km/h e sale all’80% a 50km/h. Ciò significa una riduzione del 50 % del rischio di morte se le velocità di punta in zona urbana si riducessero di soli 10 km/h. Ciò potrebbe essere ottenuto con un maggiore rispetto del limite di 50 km/h in zona urbana che potrebbe contribuire a salvare molte vite, ogni anno.”
 
Assolto per insufficienza di prove!!!!!
 
Anna Barbieri
Responsabile AIFVS Ferrara
Ferrara, lì 14/07/20010
 
SENTENZA   SCONCERTANTE E INGIUSTA
“Una sentenza sconcertante” , “Una sentenza ingiusta” questi i titoli dei commenti pubblicati sulla stampa locale dopo la sentenza emessa dal Tribunale di Ferrara il 23 giugno c.a. E’ stato assolto per insufficienza di prove il conducente di un furgone che in data 11 marzo 2009 alle h.6.40 del mattino ha investito, uccidendolo, lo studente camerunese Gilles Donald di 24 anni mentre stava percorrendo in bicicletta Via S.Giacomo a Ferrara diretto alla stazione.
Il processo si è svolto in rito abbreviato, condizionato dall’esecuzione di una perizia cinematica che ha ricostruito la dinamica del sinistro.
Il conducente del furgone , accusato di omicidio colposo, andava a più di 70 km/h in una via della città dove il limite sono i 50 km/h, quindi ad una “velocità non consona allo stato dei luoghi”, come è emerso dal processo, il ciclista sbucò all’improvviso.
Ma il perito ha spiegato che anche ad una velocità più contenuta non è detto che si sarebbe potuto evitare l’impatto e nemmeno escludere lesioni mortali causate dallo stesso. In altre parole, anche se la velocità del veicolo fosse stata inferiore, lo studente, che si era immesso sulla strada con la bici, non necessariamente si sarebbe salvato.
La collisione fu violentissima. Il furgone che procedeva nella stessa direzione, urtò il velocipede con lo spigolo anteriore. Il ragazzo fu prima catapultato sul parabrezza e dopo un volo tremendo finì sul selciato. Soccorso immediatamente dai sanitari del 118, non ci fu nulla da fare.
Gilles Donald viveva da anni a Ferrara, in condizioni di legalità, iscritto alla Facoltà di Ingegneria informatica dell’Università di Ferrara (il suo sogno era di migliorare le condizioni socio economiche del Camerun suo Paese natale) e la sera lavorava in una pizzeria per potersi mantenere agli studi. Nel 2008 era stato Presidente dell’ASCAF (Associazione Studenti del Continente Africano di Ferrara), una persona intelligente, carismatica.
Il 29 giugno viene pubblicata una lettera dell’Associazione Amici della Bicicletta: “Gilles, questa la motivazione del perito fatta propria dal GUP, probabilmente sarebbe morto anche se il furgone che lo investì, avesse proceduto nei limiti di velocità di 50 km/h……… Le sentenze dei tribunali dovrebbero essere emesse sulla base dei dati oggettivi e non delle supposizioni e i dati oggettivi, come è emerso dal processo, dicono che il furgone procedeva a 70 km/h, ad una velocità non consona allo stato dei luoghi………Vogliamo pur ammettere che vi fu un concorso di colpa per la condotta del ciclista, ma ciò non rende meno grave la colpa di chi, con un mezzo motorizzato,, procedeva in città oltre i limiti consentiti……”
La settimana scorsa è stata pubblicata un’altra lettera di una lettrice “……a dimostrare l’arbitrarietà della sentenza nella quale si è sostenuto che se anche l’automobilista avesse rispettato il limite di velocità avrebbe comunque investito quel povero ragazzo, mi basta opporre questa semplice considerazione basata sulla fisica elementare: se l’automobilista avesse rispettato i 50km/h, non si sarebbe trovato in quello stesso momento nel medesimo punto in cui si trovava quel povero ragazzo che ora sarebbe in vita”
La risposta del giornalista è stata che, seguendo il principio della perizia fatta propria dal GUP, “il conducente sarebbe stato assolto anche se avesse percorso Via S.Giacomo ai 130km/h con il suo furgone e il povero Donald fosse sbucato all’improvviso davanti a lui. La sentenza è destinata a fare giurisprudenza a livello nazionale e sarà quindi possibile replicarla in casi simili”
Proprio per evitare questo e al contrario dare rilevanza a questa vicenda in termini di ingiustizia subita dalla vittima, propongo tale sentenza all’attenzione della Presidente e dell’intera nostra Associazione, compresi gli Avvocati convenzionati, tramite pubblicazione sul nostro sito internet. Lascio a Voi tutti i commenti.
La mia personale opinione è compresa in poche righe scritte dal Dott. P.Marturano, Ingegnere Direttore del Ministero Infrastrutture e Trasporti, in uno dei suoi tanti articoli, con le quali concludo.
“La riduzione delle velocità medie è uno dei fattori principali per il contenimento di questi incidenti ( tra mobilità motorizzata e quella non motorizzata). Ricerche scientifiche di riconosciuta validità hanno dimostrato che per un pedone il rischio di morte (per impatto con un veicolo) è del 10% ad una velocità di 30 km/h, del 30% a 40km/h e sale all’80% a 50km/h. Ciò significa una riduzione del 50 % del rischio di morte se le velocità di punta in zona urbana si riducessero di soli 10 km/h. Ciò potrebbe essere ottenuto con un maggiore rispetto del limite di 50 km/h in zona urbana che potrebbe contribuire a salvare molte vite, ogni anno.”
 
Assolto per insufficienza di prove!!!!!
 
Anna Barbieri
Responsabile AIFVS Ferrara

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Pubblicato il 15/07/2010 * 09:22   Tutte i post   Anteprima ...   Stampa...   Alto


Commenti

Risposta n°1 

 con patriziac il 17/07/2010 * 15:25
E' veramente assurdo!!!! Perchè se la legge dice di non superare i 50 km orari , si persiste nell' ACCETTARE  i 70? Tempo fa mio fratello si e' trovato a percorrere una strada statale in Svizzera il cui limite erano i 50 km orari.Da buon" italiano" lui andava ai 55. Ebbene dopo pochi giorni è arrivata una bella multa (giustamente). Tutto questo per ribadire che anche da parte di chi dovrebbe far rispettare la legge c'è la superficialita' e l' ipocrisia nell'applicazione e nel tollerare il fatto che comunque la vita umana non e' seriamente tutelata . Non è un bell' esempio e tutto questo crea anche nell' automobilista un' incauto e pericoloso modo di comportarsi alla guida.........Mah non so più che pensare!!!!Un' altra giovane vita spezzata, questo e' il risultato.Patriziad

Risposta n°2 

 con carla il 17/07/2010 * 17:12
Ma questo perito dove li ha fatti gli studi? Non è solo assurda e ingiusta sentenza basata su probabilità prive di fondamento scientifico, ma che voglia fare addirittura  giurisprudenza è tutto dire!! Non ne possiamo più di questi cialtroni che poi per strada ci vanno anche loro..se nn siamo tutti ciclisti ( peccato) siamo o nn siamo tutti pedoni? che si aggiornino o usino almeno il buon senso, basta con le castronerie.Non lo  sa che ridurre la velocità di 10km/h per un ciclista o un pedone possono fare la differenza tra la vita e la morte? In città sono troppi 50km/h, estendiamo le ZONE 30

Risposta n°3 

 con MICHELA il 19/07/2010 * 08:53
Pazzesco!!! Non solo un'altra giovane vita spezzata ma pestata da una giustizia che tende sempre a proteggere che uccide. "Assolto per insufficienza di prove!!!" : l'ho sentita anche io questa frase ed è come ucciderli un'altra volta. La giustizia dalla parte di chi sbaglia e contro che soffre, anche con motivazioni ridicole ed altamente offensive. NON E' GIUSTO!!!

Risposta n°5 

 con angeloantonio il 28/08/2010 * 17:38
Un'altra sentenza da scandalo non com............e viva la giustizia

Risposta n°5 

 con cat il 11/09/2010 * 05:28

capisco  benissimo  la  tua  rabbia.......e'  la  stessa  motivazione che mi portera' ad  avere  gli  stessi risultati  ..........e  anche per me NON E' GIUSTO!!! nel mio caso ..ma  e' uguale.....il  treno andava  a 140 km all'ora  e  anche  se andava piu' piano, avrebbe  provocato lo stesso la morte  di mia figlia??? ma  e' anche  vero  che  non  si  sarebbe  trovato  li'  nel  momento in  cui  si  trovava  mia  figlia  e quindi..non  sarebbe successo........... ma  allora  perche' permettono  tutto  questo???  e' giustizia  questa????.............................mamma di cinzia memorie 10

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