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Graffiti dell’anima
UN PROGETTO DI TUTELA DELLA VITA SULLA STRADA: «Graffiti» per segnare la coscienza dei giovani, per sensibilizzarli al problema della  sicurezza stradale

new.gif  Conferenza Graffiti dell'anima

Lunedì 28 maggio 2007 ore 21,00 Gussago  (BS) Sala Cirica Camillo Togni 
Conferenza per un progetto di tutela della vita sulla strada

pdf.gif
Clicca qui per visualizzare la locandina del programma

copertina-graffiti.jpgLe intense pagine di questo volume nascono dalle centinaia di dediche scritte sui muri fuori dai Centri di Rianimazione degli Spedali Civili di Brescia. Parole nate dal cuore di chi aspetta impotente di fronte alla vulnerabilità della vita, frasi terribili e allo stesso tempo meravigliose che sono state immortalate su pellicola fotografica dai due autori. Il lavoro pubblicato rimane quindi una delle poche testimonianze sulle vittime stradali degli ultimi sette anni presso gli Spedali Civili di Brescia. La ristrutturazione dei reparti ospedalieri ha infatti portato alla distruzione dei vecchi muri, cancellando proprio ciò che il libro vuole invece salvare: un patrimonio di sentimenti e di esperienze che siano monito per chi legge queste pagine. I graffiti esposti, parlano quindi di vita, di speranza e di morte. I genitori raccontano la loro sofferenza , ma anche i giovani stessi, i superstiti degli incidenti del “sabato sera”, i compagni di classe, gli amici di tutti i giorni rivelano le loro emozioni davanti ad un evento che lacera da un lato e unisce dall’altro … L’intenso reportage contenuto in queste pagine, fatto di tribolazione e di amore, ha dunque lo scopo di sensibilizzare i giovani su una tematica di grande attualità, utilizzando proprio il loro stesso linguaggio affinché alla guida di un veicolo non compiano scelleratezze tali da portare a conseguenze irrimediabili, come dimostrano le testimonianze rese nel libro. Per dare completezza a questo intento, la diffusione del volume, sarà poi accompagnata da una serie di conferenze itineranti all’interno di alcuni Istituti superiori italiani, per sensibilizzare i ragazzi ad una guida più responsabile, puntando sulle immagini e sulle testimonianze di chi ha vissuto in prima persona il dramma di un incidente stradale (Il progetto avrà vita anche grazie alla collaborazione dell’Associazione Nazionale Famigliari Vittime della Strada ONLUS).

graffiti.jpgLibro-iniziativa , dal titolo “Graffiti dell’anima”. Cos’ha di particolare il libro di cui stò raccontando? Ha il particolare di raccontare le numerose poesie, frasi, frammenti di canzoni, centinaia di dediche scritte sui muri fuori dai Centri di Rianimazione degli Spedali Civili di Brescia, ma che universalmente rappresentano il quotidiano dolore vissuto in tanti nosocomi Italiani. Le intense pagine di questo volume nascono dalle Parole nate dal cuore di chi aspetta impotente di fronte alla vulnerabilità della vita,frasi terribili e allo stesso tempo meravigliose che sono state immortalate direttamente dai muri del nosocomio,alla macchina fotografica, per essere un patrimonio di sentimenti e di esperienze che siano monito per chi sfoglia le pagine di questo libro intitolato appunto “Graffiti dell’anima”. Gli autori delle frasi scritte su quei muri, sono i giovani: "Svegliati"; "Quando ti svegli" "Ti stiamo aspettando, basta dormire". "Sbrigati, abbiamo bisogno di te". "Non lasciarmi". "Apri gli occhi".. Sono le grida di chi sta su quelle scale, fuori dalle sale operatorie, per un casco non indossato, un acceleratore premuto, un bicchiere di troppo. "I tuoi bei pensieri mi mancano, chissà cosa starai pensando ora. Svegliati presto così potrai raccontarlo. Ciao, la tua sorellina". E ancora "15 anni sono troppo pochi per lasciarci, svegliati, torna con noi". Oppure "E' già il 5° giorno che dormi: svegliati, non pensi che possa bastare?". Si legge un po' di tutto su quei muri d'ospedale, dove quelle scritte urlavano e dove un occhio attento le ha colte prima che i muratori le cancellassero per i lavori di ripulitura degli intonaci.  Grida mute di dolore e speranza, graffiate sul muro di un ospedale. Parenti, madri, padri, compagni e amici di ragazzi la cui vita si sta spezzando per un incidente stradale che scrivono nell'attesa messaggi d'amore. Dediche universali raccolte nelle pagine di un volume che strazia e coinvolge anche chi a quel dolore specifico non partecipa. Fra quelle pareti mamme e papà, compagni di scuola o di lavoro, amici d’infanzia, del bar o della discoteca hanno trepidato, sperato, invocato, pianto. E le lunghe attese, la disperazione della morte o il sorriso per una vita salvata, hanno spinto molti a «graffiare», nelle spasmodiche attese dove i minuti sembravano ore, la pagina bianca del muro con scritte. Quelle testimonianze drammatiche lasciate sulle pareti, quel libro a pagine sempre aperte dei sentimenti, è diventato davvero un   volume.  I graffiti esposti, parlano quindi di vita, di speranza e di morte. I genitori raccontano la loro sofferenza, ma anche i giovani stessi, i superstiti degli incidenti del “sabato sera”, i compagni di classe, gli amici di tutti i giorni rivelano le loro emozioni davanti ad un evento che lacera da un lato e unisce dall’altro.

 
Insomma, quale altro miglior mezzo per far CAPIRE davvero ai giovani adolescenti e agli adulti che la strada è un luogo in cui tutti devono rispettare tutti ed in cui, una banale disattenzione potrebbe diventare un errore FATALE ALLA PROPRIA VITA?
 
Ma il libro da solo , non basta….. Per dare completezza all’operazione, io stessa, come autrice del libro, ed al supporto di molti enti, fra cui l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, gli Spedali Civili di Brescia, la Provincia di Brescia e l’Aci di Brescia, è il volume «Graffiti dell’anima», è diventato protagonista dell’azione di prevenzione che coinvolgerà i  giovani delle scuole superiori italiane nel tentativo di trasformarlo in efficace strumento di prevenzione. Infatti, per iniziativa della Provincia, in collaborazione col Centro Servizi Amministrativi e con la Casa Editrice, sono stati programmati incontri itineranti nelle scuole superiori , per ora della Lombardia(durante ognuno degli interventi all’interno delle scuole, gli enti che ci ospiteranno, dovranno acquistare sia i volumi da distribuire all’interno delle scuole che ci vede protagonisti, sia un “gettone” per il pagamento delle spese dei relatori alla conferenza).
 
Lo strumento prescelto per stimolare giuste vibrazioni, capaci di scuotere le coscienze dei giovani bresciani, è quello, appunto dei graffiti. Quelli che una sorta di accumulazione storica aveva depositato sulle pareti della sala d’aspetto e delle scale di accesso al  reparto di rianimazione dell’Ospedale Civile di Brescia. Giornate per indurre a riflettere, ma soprattutto per convogliare gli forzi e le idee che sottendono una volontà comune fattasi ormai pressante: dare una svolta culturale a quel fenomeno di morte sull’asfalto che da anni ormai è tristemente protagonista delle cronache. A Brescia,  Durante le presentazioni di tale iniziativa, direttamente negli Istituti scolastici, vedranno come ospiti, L’assessore ai Lavori pubblici della Provincia di Brescia, Mauro Parolini, un medico o un rianimatore, l’autrice del libro, il presidente dell’Associazione familiari e vittime della strada, un responsabile di Bip Bip Onlus (Associazione per la prevenzione dei traumi cranici e spinali) accompagnati quando possibile anche da un giovane sopravissuto a un grave incidente.

Il libro "Graffiti dell'anima" lo si può ordinare  in tutte le librerie d'Italia, oppure ordinarlo collegandosi al sito http://www.vanninieditrice.it/legati_alla_vita/ Il libro è dedicato a tutti i ragazzi morti sulle strade... a tutti coloro che ancora viaggiano sulla strada il sabato sera... a tutti coloro che scono il lunedì pomeriggio e, che, intendono tornarci sani e salvi!!

 Angela Gio Ferrari (autrice del  libro)


Data di creazione : 27/12/2005 * 15:31
Ultima modifica : 03/01/2008 * 11:11
Categoria : -
Pagina letta 25933 volte


Commenti a questo articolo

Risposta n°14 

con FRANCESCO il 23/03/2011 * 17:47
SICUREZZA STRADALE   Martedì 22 marzo 2011 ho partecipato alla serata dedicata al progetto STRASICURA, proposto dalla provincia di Lodi e dedicato ai ragazzi adolescenti delle scuole medie superiori della provincia. La serata in questione era però dedicata agli amministratori pubblici provinciali indetta dai LIONS CLUB della provincia di lodi e con la partecipazione delle autorità territoriali di pubblica sicurezza. Dopo una breve introduzione delle autorità presenti, la dottoressa Ferrari, che lavora al reparto di chirurgia psichiatrica dell’ospedale maggiore di Brescia, ha incominciato la serata illustrando le problematiche e snocciolando tutti i dati sugli incidenti stradali. Per un genitore come me, padre di quattro bimbe, la serata è stata una coltellata, i pensieri che sono giunti al cervello, durante la conferenza della dottoressa, sono stati solo negativi. Sono infatti venute alla mente le cattive abitudini che, anche noi avevamo, quando, da giovani spensieratamente, ci mettavamo alla guida, quindi alcool e droga, ma anche solo e semplice stanchezza o alte velocità perché in ritardo, abitudini che, a poco a poco, abbiamo soppiantato con il passare degli anni. Mica ci siamo disciplinati però, ne abbiamo prese delle altre, come il mancato utilizzo delle cinture e dei seggiolini auto per bambini ma, soprattutto, l’uso del telefonino alla guida senza l’auricolare. Il mancato buon esempio da parte di noi adulti, purtroppo, in questo campo è determinante e sempre più assente, vuoi per lo stress che il frenetico modo di vivere odierno ci costringe ad assumere, vuoi per le sempre più rare volte in cui la famiglia tutta riesce ad essere unita, l’assenza di punti di riferimento genitoriali sono sempre meno. Poi, son tornato a casa. Nel tornare ho rivisto il mio comportamento e mi è venuto in mente il terribile incidente di cui sono stato protagonista. Mi sono venute in mente tutte quelle scene, che pensavo erano scomparse dal mio cervello ma, al contrario, a poco a poco venivano fuori come se fossero accadute ieri. Quindi eccomi uscire dal locale e dire ai miei amici di andare a casa con qualcun altro, ho solo bevuto ma, l’ho fatto tante volte e non è un problema per me, dico alla macchina con cui mi sono accompagnato ad essere in quel posto di precedermi in strada fino a casa e poi, eccomi alla guida. La mia stupenda macchina rossa, velocissima e da tanto tempo desiderata e la radio ad alto volume che rimbomba, supero una macchina, riesco perfino a ricordare colore e modello, i miei amici sempre lì davanti poi… La strada si fa più sfocata ed ecco la prima curva e taglio la seconda curva ma,… la macchina va troppo veloce!,… ho paura!,… frenooooo!…. Ecco, spengo la radio e appoggio la mano destra sullo specchietto retrovisore che cade sul tappetino dell’abitacolo poi… Mario, un amico che fa il volontario in Croce Bianca, che mi prende per le spalle poi… Luci e… luci e… luci, poi… Marco, mio fratello che mi guarda… sogghigna, dice qualcosa ma, le uniche parole che sento sono… -          ma se Bettega g’ha mis cinch’ani a’pmarà a guidala, ti, te vurevi ves bon da fal in quaranta dì –……… Ora sono a casa, non dormo, mi viene in mente che io e quelli che sono stati coinvolti siamo qua a raccontarlo, quanti non hanno avuto questa fortuna, quanti…? Mi ritengo un miracolato, sono qui e la vita mi ha dato moltissimo, amici, famiglia, persone che mi vogliono bene. Molte volte mi sono ritrovato a pensare come ad altri le cose sono e stanno andando meglio che a me,…balle! Oggi più che mai sono sicuro di essere un sopravvissuto, un ragazzo fortunato, uno che ha avuto un’altra possibilità. Per finire questo racconto dirò che, solo pochi mesi dopo, Bettega, pilota professionista di rally, proprio con quella macchina, durante una gara, uscì in una scarpata, senza avare un’altra possibilità.                       &nbs p;                   CERRI FRANCESCO

Risposta n°13 

con Arianna il 14/03/2011 * 18:07
Buongiorno, sono una studentessa del liceo classico Novello di Codogno e oggi ho assistito alla conferenza da lei organizzata nella scuola superiore ITAS Tosi.Innanzitutto vorrei porgerle i miei complimenti per l'ottimo lavoro svolto... quei flash di pensieri e immagini  sono stati incredibilmente forti. Pungenti. Crudi. Eppure necessari a noi ragazzi (soprattutto ai neopatentati).In secondo luogo mi piacerebbe sapere dove potrei trovare il video, mostrato stamattina, realizzato dai ragazzi italiani che hanno vinto un premio a New York.Quello in cui in una scena si vedeva come al guidatore di un veicolo appariva la strada dopo uno, due, tre bicchieri di birra.Grazie mille per la disponibilità.
Arianna

P.S.
Mi complimento anche con Miguel per il suo coraggio.

Risposta n°12 

con silvia il 09/11/2010 * 18:48
volevo farti i complimenti per oggi perchè durante la conferenza a scuola ho visto molti ragazzi ma soprattutto ragazze asciugarsi le lacrime davanti ai video che ci hai mostrato e alle tue parole...compresa io!è stato davvero utile e io sto riflettendo ancora ora su questo .grazie

Risposta n°11 

con ANGIE il 21/04/2007 * 00:55

LA LETTURA DI QUESTO FANTASTICO LIBRO AIUTA A STARE IN SILENZIO E RACCOGLIERE I PENSIERI PROPRIO COME CHI LEGGE SOLO CON IL PENSIERO E NON AD ALTAVOCE.... LA NOSTRA VITA NON E' SOLO UN "GRAFFITO" SU UN MURO, MA IL DONO PIU' PREZIOSO, UNICO E MERAVIGLIOSO CHE POTESSERO FARCI, PERCIO' NON BUTTIAMOLO, PENSIAMOCI!

GRAZIE GIO'               

                        &nb sp;                        ANGIE 

 


Risposta n°10 

con Antonietta il 02/02/2007 * 10:02

Devo ammettere che dopo aver letto Graffiti, evito molto più spesso certe manovre che in realtà non mi portano proprio da nessuna parte e non mi fanno guadagnare niente se non il rischio di schiantarmi contro qualcuno che arriva dall'altra parte.

Grazie per aver dato voce ai muri

Antonietta


Risposta n°9 

con SIMONEDAC il 05/12/2006 * 01:10
ANGELA,GRAZIE A TE PER AVERLO SCRITTO... UN ABBRACCIO

Risposta n°8 

con ferrari il 30/11/2006 * 15:12

il libro "Graffiti dell'anima" lo si può ordinare  in tutte le librerie d'Italia, oppure ordinarlo collegandosi al sito http://www.vanninieditrice.it/legati_alla_vita/ Il libro è dedicato a tutti i ragazzi morti sulle strade... a tutti coloro che ancora viaggiano sulla strada il sabato sera... a tutti coloro che scono il lunedì pomeriggio e, che, intendono tornarci sani e salvi!!


grazie per aver letto il libro...

A. Gio Ferrari

(l'autrice)


Risposta n°7 

con SIMONEDAC il 10/11/2006 * 19:37
DI NIENTE PASQUALE.. BESOS

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