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Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus

Francesco Martelli 30 anni  -  5 novembre 1976  -  19 gennaio 2007

Francesco Martelli.jpg“Il Campione è come il sole

può tramontare,

ma ci lascia una luce nel cuore”

(B.Antonacci – Il campione)

 

 22 gennaio 2007

 

Ciao Ciccio!

 

Sei andato via da soli tre giorni e già sentiamo forte la tua mancanza. Non avremmo mai pensato di ritrovarci qui a parlarti per dirti quelle cose che, forse, non ti abbiamo mai detto.
Grazie per tutto quello che da te abbiamo imparato.
Guardandoti, vedevamo la forza con cui affrontavi gli ostacoli, il coraggio con cui prendevi le decisioni più difficili, la passione che dedicavi ai tuoi amori: le moto, le auto… e noi! Quante volte ti abbiamo visto stringere i denti per non lamentarti se soffrivi, ma molte altre, sorridere per i tuoi traguardi.
La tua felicità la dividevi con noi ma le sofferenze no,quelle le tenevi per te, per non vederci soffrire, ma noi che conoscevamo i tuoi occhi, sapevamo, forse, ciò di cui avevi bisogno.
Sei sempre stato un ragazzo con la testa sulle spalle.
Fin da ragazzino hai sempre saputo quello che volevi dalla vita, nonostante quel tuo essere innocente eri, sei e sarai più maturo dell’età che avevi.
Cresciuto dall’infanzia con le auto, nell’officina di papà, non potevi far altro che apprendere quel mestiere.
Tu volevi essere in tutte le tue cose preciso e caparbio, ma questo era anche un dono di natura: riuscire dove gli altri non sapevano andare oltre.
Questa tua qualità ti ha portato dove sei arrivato e ad essere amato e benvoluto da tutti. Davi: rispetto, sincerità e la tua amicizia senza riserve, ed era ciò che pretendevi anche per te.
Nonostante tanti incidenti e i conseguenti problemi, non hai mai voluto mollare la tua più grande passione. Noi ti siamo stati vicini in tutto, sempre.
Quel fine estate del 2002, quel brutto incidente ti riduce in fin di vita.
Anche quella volta insieme a tutti i soccorsi e i soccorritori c’eravamo noi con te.
Qualcuno da lassù ti ha aiutato, e dopo molta sofferenza con tanta forza di volontà ti sei rialzato e sei tornato a casa. La tua vita era il più bel grazie da dire alle tante persone che ti sono state vicino.
Le gare non le hai mai mollate, neppure allora. Le salite non erano ciò che volevi, ma la pista era la tua sfida…
Anche se sapevi di non poter dare il massimo, perché quei problemi te lo impedivano, tu davi il TUO MASSIMO, rincorrevi i tuoi limiti e li superavi. Ogni volta. E noi ne eravamo sempre più orgogliosi. Le prime vittorie seguenti l’incidente erano proprio frutto del tuo coraggio e della tua forza.
Poi quella domenica, una tranquilla passeggiata in gruppo con le moto, la breccia, la scivolata, la rotonda e quel palo al posto sbagliato. Come sempre c’eravamo noi lì con te. La corsa in ospedale, la corsa per trovare un posto in rianimazione, perché tu meritavi sempre il meglio. Abbiamo fatto il possibile per te, come sempre, ma forse dato il bravo ragazzo che eri il Signore ti ha voluto con Se. Lui ha bisogno di campioni come te.
Anche se la moto ti ha portato via da noi, tu non ce l’avrai mai con lei perché l’amavi troppo. Il senso di libertà, il brivido del ginocchio sull’asfalto, la brezza del vento e il calore del sole, la vista degli immensi paesaggi, ti facevano sentire parte della natura, del creato, del mondo: VIVO.
Sai Ciccio, per descrivere la tua vita insieme a noi sarebbe servito viverla. Ora che non abbiamo più la tua presenza fisica capiamo ancor più il tuo valore. Il vuoto che hai lasciato è un abisso.
Ora che non ci sei più mancherà una parte di noi nella quotidianità della vita…
A chi Giuseppe e Riccardo faranno ora i loro dispetti? Chi ci chiamerà più, la sera, per stare tutti insieme? Non riceveremo più i tuoi messaggi scherzosi…
Ci mancherà tutto questo, ma TANTO TANTO TANTO altro di TE...
Noi non potremo mai dimenticarti, non lo vogliamo e non ne saremo mai capaci perché è come un sogno, un brutto sogno, non vero, dal quale vorremmo svegliarci e ridere insieme a te.
Da quando te ne sei andato, nel cielo brilla una stella in più. Sei TU che ci guardi.

Ciao CAMPIONE TI VOGLIAMO BENE…

 


Data di creazione : 22/05/2008 * 09:49
Ultima modifica : 22/05/2008 * 09:50
Categoria : -
Pagina letta 6169 volte


Commenti a questo articolo

Risposta n°6 

con Roberta74 il 09/08/2009 * 20:51

Ciao Francesco...sono rimarrai un campione sempre...nei cuori di chi ti sa sempre ti ama  e da chi come me...ti legge di te attraverso le memorie di chi continua a vivere nel tuo ricordo.

Un caro pensiero per i tuoi cari.Roberta.


Risposta n°5 

con Sergio il 06/06/2009 * 11:59
Un pensiero per te francesco ed un abbraccio ai tuoi cari.Nessuno deve negare mai come vivere ad altro. Se vi fosse sicurezza "statica" sulla strada, se chiunque guidi una qualsiasi cosa lo facesse con l'attenzione ed il rispetto necessario verso gli altri, saremmo liberi di muoverci con ogni mezzo, in tutta sicurezza.I miei fratelli son scomparsi in moto e non per colpa loro, mentre tranquillamente se ne andavano per la loro strada..Lasciamo perdere gli "estremismi", le "utopie". Questa è la nostra attuale società e deve essere garantita la sicurezza, sulla strada, sul lavoro, ovunque.Un abbraccio a  tutti voi da un ex motociclista. Grazie Francesco.

Risposta n°4 

con antonella78 il 25/12/2008 * 02:24
BUON NATALE!!!

Risposta n°3 

con sissi il 18/07/2008 * 18:38

E' passato già un anno e 6 mesi e tutto sembra un sogno,vorrei svegliarmi e dire..."meno male era solo un sogno"!...ma invece,sembra che non è così,  ci manchi TANTO... e ora come si fa ad andare avanti? ogni giorno è sempre più difficile per la tua famiglia...ma io sono sicura che tu li aiuti SEMPRE in ogni istante!!!tu sei il MASSIMO per tutti NOI e la MOTO è la tua grande PASSIONE, qui tutto parla di te, per un istante vorrei riabbracciarti x' manchi tanto anche a me!!!è difficile non pensarti...non si può e non VOGLIO sei un ragazzo che entra nel cuore delle persone,proprio quello che hai fatto a me soltanto col tuo sorriso e modi di fare...e poi ora chi mi stuzzicherà?la sera se alzo gli occhi al cielo so che ci sei,che ci vedi, x' tu 6 la STELLA più LUMINOSA che ci possa essere!proteggi sempre la tua famiglia che ti pensa OGNI ISTANTE!  sissi


Risposta n°2 

con Biby il 02/07/2008 * 16:38
La foto di Francesco credo faccia veramente capire la PASSIONE per quello che faceva..giusta o no,amava queste cose...e con la propria vita ha pagato per questo...Non è giusto COMUNQUE....Bello,solare,con in mano una coppa ambita fin da quando ha acceso il motore...è stato premiato..e nel suo cuore batteva la soddisfazione di essere vincitore quel giorno...Ricordiamolo così...con la sua felicità...la moto gli ha rubato per sempre quel sorriso...ma riderà ancora in un posto dove non esistono pericoli...sono la pace...abbraccio con affetto la sua famiglia che continua a chiamarlo CAMPIONE perchè così deve essere...per alimentare sempre la sua FELICITA'....con affetto Biby

Risposta n°1 

con anna il 28/06/2008 * 17:04
Che dire... evviva le moto?Nonostante tanti incidenti, niente, ci voleva l'incidente definitivo?Sono attonita. Sembra quasi uno scherzo. Il ragazzo si schianta, si ri-schianta, soffre, per cosa? Per la goduria del ginocchio sull'asfalto? Per un senso di libertà che non è libertà da niente, è libertà che sei lì che guidi? Ma la famiglia gli è vicina sempre, fino al suo ultimo schianto.... praticamente lo ha accompagnato al palo...
Io e mio marito siamo stati investiti che eravamo fermi in moto quando avevamo 26 anni io e 25 lui, una moto affittata in vacanza per muoversi, perché né io né lui abbiamo mai avuto passione né per moto né per auto.... Mio padre una volta che tornai a casa con un ragazzo in moto, da giovane, scese le scale e a momenti lo ammazza: "se torni a far salire mia figlia in moto ti metto le mani addosso".... Ah che bravo il mio papi... lo avessi ascoltato... Io le moto le odio e odio le auto, e penso che siano oggetti indegni di una civiltà che voglia definirsi tale. Penso che siano oggetti ingordi di spazio e di salute e di sangue e che sarebbe veramente ora si lavorasse per toglierle di mezzo e rendere disponibili sistemi di trasporto progettati a zero morti. Altro che.
Poi non so che breccia e che palo ci fossero, oltre alla moto, ma chiaro che finché avremo tutta questa gente appassionata delle moto, anziché di un trasporto a zero morti dove ti siedi e non c'è palo e non c'è breccia, insomma: staremo sempre qua a raccontarci com'erano pieni di vita i nostri morti!!!! ... Argh.... n

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