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Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus

La vita ha precedenza assoluta, non tu

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Chi scrive è una madre alla quale hanno portato via la sua unica ragione di vita: il suo unico figlio Stefano.
-
Io non ho più nessuno di cui preoccuparmi, nessuno da proteggere, nessuno per cui lottare, insisterò  affinché l’omicidio colposo venga abolito e trasformato in delitto, in modo che chi ha creato le condizioni che hanno causato la morte venga condannato penalmente e non “assolto” come avviene nell’omicidio colposo dove si sostiene che chi  uccide non ne avesse l’intenzione e perciò è libero di vivere a fianco delle persone che più ama.

Chi viene ucciso sicuramente non voleva morire ma ciò non gli consente di riprendersi la vita, mentre il fatto che chi uccide non volesse uccidere consente agli assassini di restare liberi.

Non siamo tutti cittadini? Non abbiamo tutti gli stessi diritti? E allora perché conta solo la volontà di chi uccide?

Ritenere che negli incidenti non ci sia la volontà di uccidere, ha fatto sì che in tutti gli individui nascesse la convinzione che è una volontà divina a volere queste morti; ha portato tutti a credere che la responsabilità che hanno provocato la morte non è nostra ma di un Destino, di una volontà del Signore.

Se ciò fosse vero, vuol dire che tutto ciò che succede è voluto da Dio e allora il Paradiso è assicurato a tutti e inoltre il Signore dovrà anche spiegarci perché ci ha usati per portare morte, dolore e disperazione.

Ma ci siamo dimenticati che il Signore ci ha concesso la libertà di scegliere tra il bene e il male? Incolpare il Destino è solo un modo per assolvere gli assassini e mettere a tacere la coscienza di chi uccide.

Ho voluto scrivere questa lettera affinché, anche tu che stai leggendo, rifletta attentamente e ti unisca a noi, alle associazioni per le vittime, perché tutti insieme possiamo far abolire questa pena di morte invisibile, ma legalizzata dallo Stato dove i condannati sono sempre degli innocenti.

Io ho deciso di farlo per salvare te, tuo figlio, una qualsiasi  vita e sicuramente, tu che hai la fortuna di avere accanto ancora le persone che ami, hai interesse più di me per far sì che nessuno un giorno possa sbarrare la strada del ritorno a casa di un tuo caro solo perché non ha nessun motivo legale per salvargli la vita. Già, proprio così, io l’ho scoperto con la morte di mio figlio. Nessuno ha un motivo per uccidere, ma cosa ancora più vera è che nessuno ha un motivo per preoccuparsi di dover salvare una vita perché se ammazzi con un mezzo (soprattutto se sei nel pieno delle facoltà mentali) non paghi alcun prezzo, non farai un solo giorno di carcere.

La mia domanda è questa: “Perché salvare una vita umana, se quando ammazzi in qualsiasi luogo, circostanza, modo, la vita non cambia?”

Quante belle parole da parte dei nostri politici per la moratoria contro la pena di morte dove i condannati sono criminali assassini, quante belle parole sul diritto alla vita dove in nome di una legge nessun individuo può essere condannato a morte, ma poi la legge italiana lascia libero un qualsiasi individuo di condannare a morte un suo simile.
E’ stato posto divieto di fumo perché il fumo passivo potrebbe causare la morte di chi ha scelto di non fumare; ma 6000-8000 vittime sulla strada non sono abbastanza per riconoscere che i mezzi di trasporto sono usati come delle vere e proprie armi con i quali si uccide con troppa superficialità?

Sempre quei politici che parlano dei diritti alla vita hanno legalizzato l’uso personale di stupefacenti pur sapendo che rendono (anche se momentaneamente) incapaci di intendere e volere concedendo al tempo stesso il rilascio della patente. Questa non è forse una pena di morte legalizzata? Cosa serve revisionare l’auto ogni due anni se non si “revisiona” chi ne è alla guida?

Basterebbero test clinici che escludano l’uso di alcool, droghe e determinati farmaci prima del rilascio della patente, un rinnovo biennale almeno sino ai 30 anni e forse tuo figlio potrebbe essere salvato anche dal tunnel dell’alcool o droghe.

Allo Stato non interessa salvare vite umane, interessa solo sanzionare le infrazioni al codice della strada perché ciò porta molto denaro nelle casse pubbliche, ma quando queste infrazioni causano morte assolve gli assassini per salvaguardare i notevoli interessi economici di certe categorie e lascia che la vita di un tuo caro sia usata come “carne da macello” per farle arricchire.

Tu puoi essere la nostra forza, unisciti a noi perché solo se cambieranno queste leggi puoi essere certo di aver accanto le persone che ami, solo costringendo quelli che disprezzano la vita degli altri a dover salvare la loro libertà, salveranno la vita ai tuoi cari e se sei uno di quelli che non vuole sentirsi libero di poter uccidere, sono certa che ti unirai a noi, non ti costa niente, ma puoi salvare la vita di tuo figlio perché quello che ieri è successo a me, a mio figlio, domani potrebbe accadere a te e mentre la tua vita diventa un calvario, l’assassino vive in piena libertà.

Non permettere che ciò avvenga, aiutaci a lottare per il diritto alla vita, un diritto sacro e inviolabile. Non essere il primo ad assolvere chi si sporca la coscienza con il sangue degli altri, perché “gli altri “ sei anche tu. Vivere è un diritto di tutti, non può dipendere da un “atto di carità” da parte degli altri.

La vita è una sola e perciò chi vi pone fine, in qualunque modo, con qualunque arma o mezzo lo faccia, deve essere condannato e giudicato in un solo modo: delitto.

Ricordati che dalle tue scelte, dalle tue azioni, dai tuoi comportamenti, non dipende solo la tua vita ma anche e soprattutto quella degli altri e allora dovunque tu sia e qualunque cosa tu stia facendo scegli per la vita.

La vita ha la precedenza assoluta, non tu.

P. E.


Data di creazione : 12/03/2008 * 19:33
Categoria : -
Pagina letta 6177 volte


Commenti a questo articolo

Risposta n°2 

con angelididio il 09/06/2008 * 14:09
Salve Signora,
sono una ragazza di 20 anni, ho perso un caro amico In un incidente. Era andato fare un giro sul lungomare prima di tornare a casa dove lo aspettavano i suoi cari per il pranzo, ma Simone,21 anni, che aveva detto "Papà vi raggiungo tra 5 minuti a casa", a casa non è mai tornato. Colpa della strada, colpa dell'asfalto,colpa del comune che al posto di un lungomare ha creato una superstrada e non ha provveduto a mettere dei dossi. Sono passati 2 anni e nessuno ha fatto niente per migliorare le condizioni di quella strada, e  a Novembre quasi nello stesso punto ha perso la vita Pasquale, 17 anni, che poco prima aveva chiamato la nonna dicendo "Nonna metti la pasta  sto arrivando a casa", ma un auto gli ha tagliato la strada, il forte impatto lo ha scaraventato su una seconda auto, Pasquale era in fin di vita; l'ambulanza che sbaglia strada creando un incidente, pochi minuti di ritardo, Pasquale non ce l'ha fatta. Il padre malato di tumore era andato con il resto della famiglia a Padre Pio, Pasquale non era voluto andare, ed era rimasto con la nonna. I genitori appena arrivati a Padre Pio hanno avuto l'orribile telefonate. Tutti conoscevano Simone e Pasquale, ragazzi allegri, solari, conosciuti da tutti per il loro grande cuore. Nostante siano state spezzate due vite quella strada non è stata rivista secondo il codice stradale. E mi chiedo fin quanto ancora deve diventare il cimitero di giovani ragazzi pieni di vita, con tanti sogni e progetti da realizzare. Proprio per questi incidenti ho deciso di scrivere un libro, affinchè il sacrificio di ragazzi che ancora avevano una vita davanti non sia dimenticato, affinchè il loro sacrificio serva a salvare altre vite, affinchè questi giovani angeli dalla vita spezzata continuino a vivere nel ricordo delle persone. Perchè le persone non smettono di vivere quando smette di battere il cuore, ma quando non vengono più ricordate. Nel ricordarli li rendiamo ancora vivi, li abbiamo vicini. E non dobbiamo dimenticarsi che anche se quando muoiono si portano via un pò di noi, ci lasciano un pò di loro..e quel pò è un grande tesoro da tenerci stretto. Non basta la storia di Simone e Pasquale a dare una svolta affinchè siano salvate altre vite, ma avrei bisogno del vostro aiuto, della storia dei vostri angeli, così da poter cambiare le cose, e nello stesso tempo, il ricordo dei vostri angeli in un libro sarà eterno e ricordato da tutti coloro che lo leggeranno. Mi potete contattare all'indirizzo e-mail: angelididio@libero.it
Vi prego di darmi il vostro aiuto e sostegno. Contattatemi per qualsiasi motivo.
Salil

Risposta n°1 

con giovanna il 20/03/2008 * 23:43
Ciao,leggendo te è come leggere i miei pensieri.Mio figlio è "partito" tempo fa ,per colpa di qualcuno che aveva bevuto e andava troppo veloce.Sono diventata un'altra persona e vivo un'altra vita:sento, leggo ,ascolto le opinioni delle stragi sulla strada:PAROLE VUOTE, tutti parlano,giudicano ,ma alla fine ogni giorno decine di giovani vite vanno via e non ci sono provvedimenti capaci per fermarle.Dopo quello che mi è accaduto sono arrivata alla conclusione: fortunata quella madre che sente rincasare suo figlio.magari ubriaco,ma rientra.I nostri figli non rientreranno più e le leggi non servono,perche' ,purtroppo i delitti della strada sono delitti di secondo ordine,e  anche i nostri figli, agli occhi della legge lo sono. Tutti i morti non sono uguali.n

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