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Vergogne 2008

 Denuncia pubblica dell’AIFVS 

Ecco i nomi, i volti e l’appartenenza politica di coloro che hanno votato l’emendamento per l’abolizione del divieto di alcolici dopo le ore 2.
Assieme a Beppe Severgnini diciamo: siamo in democrazia……, ci ricorderemo dei loro nomi

d16850 Tassone Mario, UDC.jpg 
Tassone Mario
UDC

 d300599 Pedrini Egidio Enrico, Italia dei Valori.jpg
Pedrini Egidio Enrico
Italia dei Valori

 Uggè Paolo, FI
Uggè Paolo
Forza Italia

d301070 Moffa Silvano, AN.jpg 
Moffa Silvano
Alleanza Nazionale

 d301409 Meta Michele Pompeo, PD - l Ulivo.jpg
Meta Michele Pompeo
PD - l' Ulivo

d302049 Barbi Mario, PD-l Ulivo.jpg 
Barbi Mario
PD - l' Ulivo

d302091 Beltrandi Marco, Socialisti e Radicali, RNP.jpg 
Beltrandi Marco
Socialisti e Radicali

 d302120 Ricci Mario, Rif. Comunista.jpg
Ricci Mario
Rif. Comunista

 d39380 Zeller Karl, SVP.jpg
Zeller Karl
SVP

d50138 Caparini Davide, Lega Nord.jpg 
Caparini Davide
Lega Nord

 d50293 Attili Antonio, Sinistra Democratica.jpg
Attili Antonio
Sinistra Democratica

 


Data di creazione : 25/01/2008 * 20:39
Ultima modifica : 25/01/2008 * 23:31
Categoria : -
Pagina letta 10226 volte


Commenti a questo articolo

Risposta n°13 

con PaoloDOnofrio il 22/02/2008 * 21:54
Una notizia NON proprio curiosa sul SIGNOR paolo uggè! Leggete il link


Risposta n°12 

con BLINDSIGHT il 18/02/2008 * 16:53
sono d'accordo con tutto, ma sentendo che comunque i chioschi facevano affari d'oro, direi che rimane sempre più importante, anzichè il proibizionismo, il controllo all'uscita dei locali e sulle strade: lo so è un impegno "enorme" ma ci costerebbe molto meno che pagare certi politici, incapaci non tanto di mantenere la parola, ma di risolvere un problema così grande pur percependo stipendi da capogiro (intendo tutti, compresi coloro che si discolpano in tutti i modi).
l'acool è non solo legale, pur essendo una "droga" catalogata tra le "pesanti", ma anche pubblicizzato: la sicurezza stradale dipende anche dai controlli, proibire ancora significherebbe spostare a questo punto il mercato da una parte all'altra, senza il rischio di incidente, come invece succede per chi beve e chi ne fa le spese.
i politici come possono permettere, intendo sempre tutti, che sia ancora legale la pubblicità di alcolici? già senza la pubblicità molti consumatori sarebbero meno invogliati, e se un dj invoglia nella sua discoteca, sarebbe da punire chi fuori da questa non ha fermato gli ubriachi.
al posto di tante spese inutili, quali molti stipendi di politici o pseudo politici, da anni si aspetta una campagna a tappeto, pagata con i nostri soldi, cioè con le nostre tasse, invece siamo pieni di dibattiti, polemiche, campagna elettorali piene di finte promesse, e pubblicità per droghe che portano non solo ad avere incidenti, ma anche alla dipendenza.
non auguro mai niente a nessuno, se non il bene e la ragione, quindi auguro a tutti i politici di prendere in considerazione questo aspetto delle dipendenze, così come fecero a loro volta per il fumo.
laura raffaeli

Risposta n°11 

con Biby il 17/02/2008 * 17:32
A volte penso al proverbio "soldi e dolori chi ce li ha..se li tiene!!!" Questi vivono con i nostri soldi...e dei nostri dolori non gliene frega niente!!!!!! Non auguro del male a nessuno..perchè sò cosa significa vivere con un fardello grosso nella vita... ma mi auguro con tutto il cuore che prima o poi possano CAPIRE la BOIATA che hanno fatto!!!!e al prossimo brindisi gli vada di traverso quel che bevono!!!!!!!!!!!!

Risposta n°11 

con RGiorgio il 04/02/2008 * 18:22
No, mi dispiace Giampiero opinione num. 2.
Io mi auguro che questi abbiano lutti in famiglia a causa di ubriachi al volante. Troppo comodo fare le leggi infami e farne subire le conseguenze agli altri.In questo augurio accomuno i venditori di alcool e i proprietari di quelle discoteche ( non tutte ) che fanno orari di morte.

Risposta n°9 

con giunta il 01/02/2008 * 00:16

Da: LA NAZIONE – IL GIORNO – IL RESTO DEL CARLINO

Ecco la lobby che ha affondato il giro di vite sull’alcol

Divieto di vendita dopo le 2: il ribaltone in commissione trasporti.

Voto bipartisan in barba ai morti dopo lo sballo

La chiameremo “nazionale del ribaltone”. Ve la dimostriamo nella pagina a fianco: difficile trovare In Italia una squadra così bipartisan. È composta da undici politici: dalla sinistra estrema alla destra ci sono proprio tutti. Il 2 ottobre 2007 i1 nostro Parlamento firmava il divieto imposto ai locali di intrattenimento di vendere alco1ici dopo le due di notte; il 17 gennaio - cioè giovedì scorso, cioè 107 giorni dopo quella decisione – la politica si è rimangiata tutto. I capigruppo della commissione Trasporti della Camera - la nazionale di cui sopra - hanno votato all’unanimità con un emendamento (il 24.34) la cancellazione di quel divieto. La decisione dovrà passare si all’esame di camera e Senato, ma dopo questa vertiginosa piroetta all’insegna dello “scusateci, abbiamo sbagliato”, improbabile che l’emendamento possa essere bocciato. Anche se i dati ufficiali di polizia e carabinieri dicono che negli ultimi tre mesi de1 2007, cioè con il divieto in vigore, ha perso la vita sulle strade dei week end quasi il 30% di persone in meno.

E allora: che cos’è successo davvero nelle segrete stanze della politica romana? Il furioso Carlo Giovanardi (Udc) parla delle potentissime pressioni delle solite lobby dei discotecari. E’ vero? che vuoi dire? La commissione nel mirino (46 membri) è presieduta dal Pd Michele Pompeo Meta composta anche dai quattro deputati di An (Silvano Moffa, Carlo Ciccioli, Mario Landolfi e Vincenzo Nespoli) promotori a inizio ottobre del blitz che introduceva, nel decreto legge di Amato sulla sicurezza stradale, il divieto alcolico. Ora è curioso il fatto che proprio Moffa abbia in pratica votato contro se stesso. “Quella norma di ottobre - si spiega Moffa - era stata dribblata con mille stratagemmi. Dopo le due, in realtà, si beveva lo stesso, ovunque. Era quindi diventata una legge inutile, si penalizzavano solo certi locali. Il numero degli incidenti è calato drasticamente? Credo sia merito dei maggiori controlli delle forze dell’ordine”.

Eppure un mese fa Moffa diceva (verbale ufficiale della commissione) che “l’introduzione del divieto di vendita degli alcolici recava in sé un principio di cui non si può disconoscere la sostanza. La mera soppressione della disposizione costituisce una riposta troppo limitata”. Sempre in dicembre anche Mario Tassone (Udc) esprimeva perplessità circa la soluzione di togliere il divieto alcolico”. Giovedì scorso le sue perplessità sono evidentemente cadute. Carlo Ciccioli (An) è l’unico altro membro della commissione che a dicembre si era detto decisamente contrario alla cancellazione della norma. E diceva: “La sua mera soppressione rappresenta una sconfitta del Parlamento di fronte alle lobbies scese in campo” Anche lui ha parlato di lobbies. E l’unico che oggi conferma: “Giovedì scorso non sono andato in commissione, ero arrabbiato, non mi andava di essere lì quando si firmava quell’emendamento. È inutile nasconderlo: un po’ tutti i partiti hanno ricevuto pressioni fortissime. Si sono mossi anche molti pezzi grossi. La commissione è stata influenzata dall’alto. Io sono il primo a dire che la norma di ottobre andrebbe rivista e adattata. Non cancellata in cinque minuti”. Da ottobre a oggi ne sono successe tante. Qualcuno parla anche di minacce ai politici. “Minacce no, insulti sì: tanti” sorride Ciccioli.

“Mi è arrivata - dice ancora Ciccioli - anche la seguente e-mail dal titolare di un locale: ‘Mi vergogno come marchigiano di avere lei come parlamentare’. In tante discoteche italiane era anche scattato come un tam-tam per il quale a un certo punto il dj faceva i nomi del sottoscritto, di Moffa, di Landolfi e di Nespoli, e poi diceva: ‘È per colpa di questi signori che non potete più bere in discoteca’”.

E poi la presunta lobby dei discotecari ha snocciolato per mesi i suoi dati: “Mandate sul lastrico 70mila famiglie, abbiamo già perso il 60% degli incassi, in Friuli metà dei locali si sono già trasformati in circoli privati, i chioschi fuori dalle discoteche di Milano hanno aumentato il fatturato del 400 per cento, la gente beve lo stesso, magari si porta le bottiglie da casa. Perché volete rovinare solo noi?”. Le lobby votano, e fanno votare: i morti sulle strade, no. E così alla fine la politica ha ceduto.

Autore: Massimo Pandolfi


Risposta n°8 

con Salvodeluso il 31/01/2008 * 18:21
x colpa di un alcoolizato ho perso un amico (fratello) da quando siamo nati oggi 43 ciascuno,
ho 2 meravigliosi figli di 18 & 16 spero DIO me li guardi tutti i santi giorni,mi immagino ogni giorno della mia vita come si sta con un genitore senza un figlio,voglio rispondere a quel signore che ha scritto < ma le avete visto i volti ? si io li guardo spesso questi volti parlamentari.... e sapete cosa ne deduco, che non hanno figli, e se li hanno sono di un'altro padre non certo loro, e che loro sono i primi alcolizati D'ITALIA: e se vogliono ammazzarsi che dopo le 2 di notte vadano a farsi un giro x le vie della loro citta ...... in fede Salvo Randazzo ( brisighella ) ITALIA

Risposta n°7 

con GiovanniDomenella il 31/01/2008 * 17:41

Ci ricorderemo? Come? ed in quanti saremo?

Propongo di fare di più. Segnalare la cosa alla segreteria del partito di appartenenza, invitando il partito stesso a rettificare il mal operato del proprio parlamentare avvertendo che in difetto la associazione farà una campagna di dissuasione dal voto non tanto del candidato ma dello stesso partito. E' credo questo l'unico modo per avviare una moralizzazione della vita pubblica. 

Coraggio

Gianni Domenella


Risposta n°6 

con angeloantonio il 29/01/2008 * 18:15

 

 

Nessuno può uccidere in noi la fiducia, la speranza, la fede certa che tutte le bestie ingorde saranno macinate dalla loro stessa ingordigia. A nessuno daremo più il compito di risollevare le nostre sorti. Siamo nel terzo millennio ed è annunziata in tutti i libri sacri la fine di questo sporco mondo ’umano’. Affonderanno tutti in fretta nel loro marciume, tutti, anche coloro che al sicuro delle loro case compiono delitti immondi credendo di essere coperti dall’invisibilità.
E’ in noi che con coraggio dobbiamo alimentare la forza di giungere all’essenza dell’esistenza. E’ il nostro compito Siate certi, di questo incubo non resterà pietra su pietra.
       


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