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Quarto - Fortunato Costa non ce l'ha fatta a sopravvivere alle conseguenze dell'incidente stradale di cui è stato vittima 13 giorni fa. Dopo lunghe sofferenze, nella nottata di oggi le sue gravissime condizioni di salute sono ulteriormente precipitate, determinandone il decesso: troppo gravi le lesioni causate dal l'investimento del motorino che l'ho ha scaraventato in terra causandogli un grave trauma cerebrale.
Intanto continuano senza sosta le indagini per risalire agli autori dell’incidente, che dovranno ora rispondere del delitto di omicidio stradale ed omissione di soccorso. Nella giornata di domani sarà previsto l'esame autoptico della salma, il cui esito ovviamente appare scontato per quanto attiene alla causa del decesso.
Massimo riserbo, ovviamente, da parte degli inquirenti, i quali stanno facendo il possibile per individuare i responsabili. Sono diversi i testimoni che hanno assistito al sinistro, alcuni dei quali hanno anche risposto all'appello dei familiari contattandoli direttamente: tra questi ci sarebbe una persona che ha visto un motorino di colore scuro con a bordo due giovani i quali, dopo l'investimento, si sono allontanati di fretta per evitare di essere individuati.
Sul contributo dei testimoni e sul lavoro degli inquirenti si concentrano le speranze dei familiari del Costa di assicurare alla giustizia la persona che ha causato la morte dell'uomo.
Il  22 dicembre 2016, le vite e la quotidianità della famiglia Costa sono state stravolte a causa di una telefonata inaspettata e che nessuno vorrebbe mai ricevere nella propria vita: la famiglia Costa viene informata, infatti, in merito ad un incidente avvenuto intorno alle 18,15 in via Gandhi  nella città di Quarto (NA) che aveva coinvolto il Signor Costa, cancelliere alla Procura di Napoli. Difatti, Costa F., assicuratosi che le macchine si fossero fermate per dare precedenza, attraversa sulle strisce pedonali ma in maniera del tutto inaspettata, uno scooter scuro con due ragazzi a bordo sfreccia a tutta velocità sul lato destro del veicolo fermo e travolge Costa F., il quale impatta con la testa sul marciapiede. Uno dei due ragazzi cade dal motorino. Sul percorso arriva un altro motorino con altri due ragazzi a bordo, i quali accorgendosi della gravità dell’accaduto, incitano i complici a fuggire. Alcuni passanti chiamano il 118 e avvisano la famiglia, la quale giunge sul posto poco dopo. Il signor Costa era frastornato ma vigile. Viene portato all’ospedale Santa Maria delle Grazie, Pozzuoli, e sottoposto a diversi esami dai quali emergeranno una frattura al naso e un’altra al ginocchio destro. Viene così ricoverato al reparto di ortopedia e assistito dalla moglie durante la notte. Intorno alle 4.00 del 23 dicembre il signor Costa si aggrava cominciando a vomitare fino poi ad addormentarsi e a non rispondere più alle domande della moglie. Viene così fatta un’altra TAC che mostra un’emorragia cerebrale molto estesa e gravissima che richiede un intervento d’urgenza. Dopo un’operazione di circa quattro ore, il signor Costa viene portato in terapia intensiva nel reparto di neurochirurgia del suddetto ospedale in condizioni cliniche disperate. Resta in coma 13 giorni per poi morire il 3 dicembre 2017 intorno le 19,30, addolorando e distruggendo definitivamente la propria famiglia. 
La perdita di un marito dopo anni di vita passati sempre fianco a fianco così come la perdita di un padre amorevole e buono è inaccettabile soprattutto quando i colpevoli sono tuttora a piede libero. Prima di essere marito e padre, il Signor Costa era un cittadino onesto, corretto e con un grande senso civico. Trovare chi ha di fatto investito il Signor Costa e che con vigliaccheria è scappato senza prestar soccorso, non potrà mai riportarlo in vita né cancellare la paura e il conseguente dolore che la famiglia vive dal 22 dicembre ma allo stesso tempo è impensabile che quelle stesse persone, i colpevoli di questa crudeltà, restino impuniti.
Chiunque abbia assistito all’incidente quella sera così trafficata è necessario che si faccia avanti e dia informazioni. Si parla di etica personale. Quella persona investita e morta poteva essere un vostro marito, fratello o padre. È necessario dare una mano ad una famiglia che ha perso il proprio pilastro, una parte della propria esistenza.  
Diego Costa 3281736513


Data di creazione : 06/01/2017 * 12:07
Ultima modifica : 06/01/2017 * 17:11
Categoria : Assistenza - Appelli e ricerca testimoni
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