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Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus

Luciano Casella 26 anni  S.Agata Militello (Me)    13 dicembre 1977 - 23 ottobre 2004

Luciano_Casella.jpg

Il 23 Ottobre 2004 alle ore 19,00 circa, LUCIANO, rientrava tranquillamente a casa, senza fretta perché la sua ragazza e i suoi amici erano ad un matrimonio. Luciano avrebbe cenato a casa e alle ore 22,00 dopo aver dato le medicine alla nonna sarebbe uscito per rincontrarsi con la sua ragazza e gli amici. Nel percorrere la statale 113 con la sua moto in direzione MESSINA_PALERMO in un lungo rettilineo Luciano effettua una lunga frenata”diritta,perfetta,ragionata,” una frenata da ostacolo.
Dopo altri metri di frenata il volo dalla moto, sull’asfalto del lato opposto alla carreggiata di marcia. Luciano è morto istantaneamente .
L’incidente è stato dichiarato autonomo in quanto due persone che percorrevano quella strada uno direzione MESSINA_PALERMO e l’altro direzione PALERMO_MESSINA hanno dichiarato ai carabinieri che conducevano i rilievi di rito che Luciano è caduto da solo e su quella strada non vi erano altre persone o mezzi coinvolti . Dopo indagini private compiute dagli amici di Luciano è risultata la presenza di un altro mezzo.

I carabinieri dopo le nostre dichiarazioni conducono altre indagini che consegnano alla Procura di Patti la quale apre un procedimento penale contro ignoti, ad oggi continuano le indagini. 

Canzone scritta e interpretata da Valeria, ragazza di Luciano 

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Brano in formato mp4 (1,00 mb)

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Brano in formato mp3 (1,60 mb)


Data di creazione : 30/05/2006 * 14:53
Ultima modifica : 27/11/2007 * 23:54
Categoria : -
Pagina letta 12082 volte


Commenti a questo articolo

Risposta n°13 

con casanto il 21/03/2012 * 20:37
Capo d’Orlando: L’incidente mortale del 2004 e la condanna (con pena sospesa) di un poliziotto. Lettera aperta di Monia Maturi15 marzo 2012 - (880) - Scritto da giuseppelazzaro in News        RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO una lettera aperta da parte dell’insegnante e giornalista MONIA MATURI, di Capo d’Orlando, moglie dell’agente di polizia TANCREDI LI POMI, in forza al commissariato di S.Agata Militello, condannato l’1 febbraio scorso, al tribunale di S.Agata, alla pena, sospesa, di 1 anno e 10 mesi di reclusione, con l’accusa di omicidio colposo, in relazione all’incidente stradale nel quale, la sera del 23 ottobre 2004 in contrada Drago a Capo d’Orlando, perse la vita il dipendente della “Siplast” di Rocca di Caprileone LUCIANO CASELLA (nella foto). Ecco il cappelletto e la lettera di MONIA MATURI, in fondo la ricostruzione della vicenda da parte nostra(g.l.)…Lettera aperta di una cittadina di Capo d’Orlando, MONIA MATURI, la quale dopo aver letto notizia, diffusa dai vari organi di stampa, si chiede cos’è e come funziona la GIUSTIZIA in Italia…Ma è così che si cerca giustizia?…Ma è così che si vuol far giustizia? …In nome della GIUSTIZIA sia reso il “giusto” ai giusti!!! (m.m.)…E’ necessario il dubbio per capire la verità, ma la vita di una persona non ha prezzo,   il ricordo di un figlio che non c’è più, non si vende, non si quantifica, non raggiunge la considerevole cifra di un garage, di un’automobile di lusso, di una vacanza…una persona deceduta, non ritorna!
La verità non si cerca nelle testimonianze dubbie, la verità non si trova nella menzogna, per risalire alla Verità non ci si rivolge agli sciacalli…
Da incidente autonomo si è passati ad incidente causato da un agente di P.S.
Questi l’ho visto subito dopo, si è discusso, mi ha raccontato…sicuramente provato, dispiaciuto per quanto avesse visto, ma non un insensibile, un irresponsabile coinvolto nell’incidente, capace di mentire, far finta di nulla e successivamente pronto a raggiungere la comitiva per una cena tra amici fuori paese.
Omicidio colposo: una condanna che pesa ma allo stesso tempo fa sorridere!- Un’automobile senza nessun segno evidente di uno scontro violento…;
- Non una frenata sull’asfalto…;
- Non un testimone oculare presente…;
- Una versione venuta a galla dopo diversi anni…“A pensar male si fa peccato ma spesso s’indovina!”Mi chiedo il perchè, cosa spinge adire le vie legali…al di là del compenso economico, cosa si vuol ottenere?
Un processo comporta anni e anni di udienze, rinvii, cospicui guadagni per gli avvocati.
Ci si sentirebbe quasi appagati, nel momento in cui il colpevole espiasse la colpa commessa, ma anche in questo caso, una persona deceduta non ritorna!
Con i se, con i ma, i forse…l’inquietudine assale, ti accompagna per il resto dei tuoi giorni, non trovi pace né tranquillità, speri di aver trovato IL COLPEVOLE ma in realtà non ve n’è uno! Un dolore lento e lancinante sconvolge l’interiorità, la pena di un’anima già povera, ignobile, sleale, vivrebbe nell’oscurità, negli abissi infernali…
La battaglia si vince su se stessi, no sugli altri!
Adattarsi a situazioni dolorose, quando non è possibile mutarle, è d’obbligo!
Dubitare della schiettezza di un uomo, è malvagità gratuita!!!
Vergogna!     In fede, Monia Maturi       LA VICENDAIl giudice monocratico di S.Agata Militello Ugo Molina ha condannato, l’1 febbraio scorso, ad 1 anno e 10 mesi di reclusione (pena sospesa), Tancredi Li Pomi, agente di polizia in servizio al commissariato di S.Agata Militello, con l’accusa di omicidio colposo. Li Pomi avrebbe causato l’incidente in cui il 23 ottobre 2004 perse la vita il 24enne Luciano Casella, dipendente della “Siplast”, residente a Rocca di Caprileone. Il giovane si trovava alla guida della sua moto sulla S.S. 113 all’altezza di contrada Drago alla periferia di Capo d’Orlando. In principio si era pensato ad un incidente autonomo ma, soprattutto grazie alla caparbietà della madre della vittima, che ha raccolto diverse testimonianze dei primi soccorritori, si è risaliti alla presenza del poliziotto al momento dell’incidente. Alla famiglia Casella, rappresentata in giudizio dall’avvocato Walter Mangano, è stata corrisposta una provvisionale di 60.000 euro. Tancredi Li Pomi, difeso dall’avvocato Giuseppe Mancuso, ricorrerà in appello(g.l.).

Risposta n°12 

con casanto il 05/02/2012 * 18:14
Si è sollevato un vespaio di polemiche, da una parte e dall’altra, dopo la pubblicazione, da parte nostra e di altri organi di stampa, della notizia relativa alla condanna di un agente di polizia in servizio al commissariato di S.Agata Militello ad 1 anno e 10 mesi con la sospensione della pena con l’accusa di omicidio colposo. Ecco perchè cancelliamo il precente articolo e ne pubblichiamo uno nuovo e con i particolari ed i retroscena emersi al processo. La vicenda è relativa alla morte, a causa di un incidente stradale, dell’impiegato della “Irritec&Siplast” di Rocca di Caprileone LUCIANO CASELLA (foto in alto). Al dibattimento la famiglia della vittima si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato WALTER MANGANO (foto in basso) che ha ottenuto una provvisionale di 60.000 euro. L’imputato, difeso dall’avvocato GIUSEPPE MANCUSO, si era visto chiedere una condanna a 2 anni dal pm LIA. Ecco l’articolo in merito pubblicato oggi su Gazzetta del Sud a sigla del responsabile di questo sito… Il giudice monocratico del tribunale di S.Agata Militello Ugo Molina ha condannato ad un anno e dieci mesi di reclusione (pena sospesa), Tancredi Li Pomi, 42 anni, agente di polizia, in servizio al commissariato di S.Agata Militello, con l’accusa di omicidio colposo. Al termine della requisitoria il pm Alessandro Lia aveva invocato la pena di 2 anni di reclusione, trovando d’accordo la costituita parte civile rappresentata dall’avvocato Walter Mangano mentre, a conclusione dell’arringa, il legale di fiducia del poliziotto, avvocato Giuseppe Mancuso, aveva chiesto l’assoluzione. I fatti accaddero intorno alle ore 19,30 della sera del 23 ottobre 2004 in contrada Drago a Capo d’Orlando, lungo la Strada Statale 113. In quella occasione, a causa di un incidente stradale, perse la vita il giovane Luciano Casella, 24 anni, di Rocca di Caprileone, impiegato presso la “Irritec&Siplast”, che si trovava alla guida della propria moto. Malgrado i rilievi di rito, eseguiti dai carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di S.Agata Militello, per anni il sinistro fu catalogato come autonomo sino a quando le indagini, portate avanti dall’avvocato Mangano insieme alla madre della vittima, non portarono alla scoperta che il Li Pomi, secondo l’accusa sostenuta in udienza, a bordo della propria auto si trovava sul luogo dell’incidente e, sempre secondo il capo d’imputazione, effettuando un sorpasso non si sarebbe accorto della presenza del Casella che, centrato nell’impatto, moriva sul colpo malgrado indossasse il casco protettivo. Determinante è risultata la perizia svolta dall’ingegnere Carlo Antonio Cucinotta. Oltre alla condanna con la sospensione della pena, alla famiglia Casella, costituita parte civile, il giudice ha corrisposto una provvisionale di 60.000 euro. Dopo la tragedia il padre della vittima, Antonino Casella, ha costituito a Rocca di Caprileone la locale sezione dell’Aifvs (Associazione italiana familiari vittime della strada) della quale ne è presidente.            g.l., da Gazzetta del Sud

Edited by, venerdì 3 febbraio 2012, ore 10,23.

SECONDO ME LUCIANO NON TORNA COMUNQUE ……..

LA COSA MOLTO IMPORTANTE è CHE GIUSTIZIA E’ STATA FATTA PER LUCIANO PERPER I FORZE DELL’ORDINE, DEI MAGISTRATI E I TESTIMONI NON OMERTOSI


Risposta n°11 

con Sergio il 22/05/2009 * 06:45
No, non è dimenticato, non temetelo...è con noi tutti, insieme ai nostri, sempre.Non siete soli.Con affetto, Sergio.

Risposta n°10 

con casanto il 21/05/2009 * 21:05

caro Lucio il tempo trascorre velocemente e sono sempre di meno quelli che si ricordano di tè, io sto facendo il possibile affinchè tu venga ricordato.

noi ti abbiamo nel cuore

grazie di quello che fai per me


Risposta n°9 

con antonella78 il 25/12/2008 * 01:56
BUON NATALE!!!

Risposta n°8 

con mediterraneo2004 il 22/04/2008 * 20:07

rinvio dell'udienza preliminare al 1° dicembre 2008 ,  la controparte a richiesto il rito immediato "dammi coraggio Luciano  per non mollare"  

ti voglio tanto bene papà 


Risposta n°7 

con mediterraneo2004 il 24/12/2007 * 11:53

Il 23 Ottobre 2004 alle ore 19,00 circa, LUCIANO, rientrava tranquillamente a casa, senza fretta perché la sua ragazza e i suoi amici erano ad un matrimonio. Luciano avrebbe cenato a casa e alle ore 22,00 dopo aver dato le medicine alla nonna sarebbe uscito per rincontrarsi con la sua ragazza e gli amici. Nel percorrere la statale 113 con la sua moto in direzione MESSINA_PALERMO in un lungo rettilineo Luciano effettua una lunga frenata”diritta,perfetta,ragionata,” una frenata da ostacolo.
Dopo altri metri di frenata il volo dalla moto, sull’asfalto del lato opposto alla carreggiata di marcia. Luciano è morto istantaneamente .
L’incidente è stato dichiarato autonomo in quanto due persone che percorrevano quella strada uno direzione MESSINA_PALERMO e l’altro direzione PALERMO_MESSINA hanno dichiarato ai carabinieri che conducevano i rilievi di rito che Luciano è caduto da solo e su quella strada non vi erano altre persone o mezzi coinvolti . Dopo indagini private compiute dagli amici di Luciano è risultata la presenza di un altro mezzo.

I carabinieri dopo le nostre dichiarazioni conducono altre indagini che consegnano alla Procura di Patti la quale apre un procedimento penale contro ignoti, ad oggi continuano le indagini.
 

Questo fino a pochi giorni fà

adesso cè stata consegnata la notifica dove si evince che una persona (appartenente Alle forze di Polizia) e stata rinviata a giudizio per omicidio colposo per aver causato l'incidente in cui Luciano a perso la vita.

ritengo necessario che per evitare ancora il succedersi di altre storie come queste sia creato un centro di ascolto dove qualcuno di noi sia pronto ad intervenire, con la collaborazione di medici, avvocati e/o personale abbastanza preparato ad affrontare delle situazione dove un familiare preso dallo shoc non puo sapere cosa sia giusto fare nei momenti successivi agli incidenti specialmente se mortali.

questo eviterebbe di aspettare tre lunghi anni per sapere la verità

"NON SEMPRE CHI VA IN MOTO HA TORTO" 


Risposta n°6 

con mediterraneo2004 il 21/10/2007 * 16:30

siamo gia a tre anni dall'incidente, ed ancora non si è scritto la parola fine a questa tragedia.

sicuramente tu non bisogno di sapere come finirà, lo sai gia,  ma io sono armato di pazienza e mi sono abituato ad aspettare, certo non a "rassegnarmi" ma di sapere ufficialmente la verità


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