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Nella foto Giorgio Rizzetto, papà di Marco ucciso il 2 maggio 2014

Il_luogo_dellincidente.jpgNel ricordare Marco Rizzetto,
Un padre costretto a sopportare la perdita del figlio per omicidio stradale, la mancanza di verità, il mancato soccorso, il calvario della giustizia ingiusta, il dolore che pesa nel suo cuore, viene denunciato da chi ha compiuto il reato perché ha parlato dell’incidente e di chi l’ha causato.
Si può ridurre al silenzio un genitore che soffre? E querelarlo non significa  offendere la sua dignità di padre e infliggergli ulteriori sofferenze?
Noi riteniamo che l’imputato anziché avere l’ardire di compiere un simile gesto, avrebbe fatto meglio a scrivere una lettera di scuse e di pentimento ai genitori di Marco.
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni presidente AIFVS onlus

La lettera del sig Rizzetto Giorgio al PM incaricato dell’indagine. 
Egr. Dott.ssa …….
Le rubo pochi minuti del suo prezioso tempo per chiarire la mia posizione in merito alla denuncia per minacce presentata nei miei confronti dall'avvocato Lanfranco Sette per conto della sua cliente, Rosanna Tabino: la donna che ha ucciso mio figlio.

Mi si imputa di aver offeso questa “signora”, ma io non le ho dato altri “titoli” se non quelli che si convengono a chi ammazza un ragazzo di 23 anni con colpa e, invece di chiedere scusa e perdono, pretende che finisca tutto nel dimenticatoio, in un silenzio “tombale”: ma nella tomba, signor Magistrato, c'è finito mio figlio Marco, e solo a causa della negligenza di questa donna e di chi fin da subito ha pensato solo a tutelare se stessa a scapito degli altri. Colei che ha investito mio figlio si è messa d'accordo con l'amante, con il quale si era appartata in macchina, per dargli il tempo di fuggire, raccontando un sacco di bugie. Menzogne finalizzate a ritardare l'ora dell'incidente e a far credere di essere una “poveretta” che si era persa; “reticenze” e depistaggi, come quello di aver consegnato ad arte agli inquirenti, dei suoi due cellulari, solo quello che le faceva più comodo, appunto, per procrastinare l'orario del sinistro e per renderlo più compatibile con una morte sul colpo, e non quello segreto che condivideva con l'amante, per non farsi scoprire dal marito, e da cui è poi emersa una tempistica ben diversa. Chi ha messo in atto tutto questo non è forse diabolico?

E' uno strazio continuo per me e per mia moglie sapere che questa persona, che guidava anche sotto l'effetto di psicofarmaci, non solo ha travolto e ucciso il mio ragazzo, ma, pur potendo, non ha fatto nulla per salvarlo, come gli altri suoi “amici” coinvolti in questa ignobile vicenda. Non è vero che era incastrata nella sua macchina: le portiere si aprivano, è riportato nel rapporto dei carabinieri. Rosanna Tabino si è rotta soltanto un piede, non ha perso conoscenza: poteva e doveva fare di più per mio figlio e, soprattutto, doveva chiamare immediatamente il 118 e non, dopo quasi un'ora, il suo medico di base. 

Se i protagonisti di questo misfatto si fossero comportati da persone umane, noi in religioso silenzio avremmo capito. E forse anche perdonato. Ma come si può perdonare di fronte a tutte le bugie e le versioni contrastanti sui fatti di quella sera, smentite dalla stessa Tabino o dagli inquirenti: “mi seguiva un'auto”, “mi sono persa”, “non so che strada ho preso”, “non conosco la zona”, “soffro di attacchi di panico”, “quando sono triste mi piace fare dei giretti da sola in posti tranquilli" (questa la giustificazione fornita al marito). Il tutto tacendo con spudoratezza sulla presenza di Daniele Colautto, il suo amante, a bordo. E senza mai mostrare alcun rimorso, alcun pentimento, alcuna vergogna, anzi arrivando a sostenere di non avere colpe sulla morte del mio Marco. E a chiedersi perché noi genitori “la facciamo tanto lunga”. Questa persona ritiene di aver saldato il suo debito con la giustizia: ha patteggiato 21 mesi - un patteggiamento chiesto da lei, noi avremmo preferito un processo “normale” e ci siamo opposti energicamente - per aver mandato in una bara un ragazzo di 23 anni, senza fare un giorno di carcere. Mi chiedo come faccia a dormire la notte. Altro che “poverina”. 

Perché dunque ho scritto alla persona che ha ucciso mio figlio? Noi siamo stati zitti per qualche mese per darle modo di riflettere, ma visto che il tempo non ha portato consiglio le ho inviato alcune lettere sperando di farle venire un rigurgito di coscienza e che si decidesse a parlare di quell' auto che la inseguiva, che le avrebbe fatto perdere la testa e che, data la dinamica del sinistro, non poteva certo essere quella di mio figlio: non si può fare un incidente con un auto se si scappa dalla parte opposta. Sono ancora qui che aspetto di sapere chi la guidava, quella macchina, perché possa pagare anche lui per quello che ha commesso. In queste lettere però, ci tengo a chiarire, ci siamo sempre attenuti a quello che era scritto e sentenziato nei rapporti degli inquirenti o negli atti giudiziari.  

Mi accusano di averla minacciata, ma semmai siamo noi, io, mia moglie e l'unico figlio che mi è rimasto, a essere le vittime dello stalking. L'avvocato Sette nei mesi successivi a questa tragedia immensa per la nostra famiglia ha continuato a mandarci raccomandate sostenendo l'infondatezza degli assunti, cioè la totale assenza di responsabilità della sua assistita nell'incidente. Sapendo bene che ha saltato non uno ma due “Stop”, viceversa non sarebbe potuta arrivare all'impatto a quella velocità di quasi cento km all'ora – non c'era strada sufficiente, lo dicono le perizie -, e  che, dopo aver lasciato sull'asfalto una frenata di quasi 6 metri, ha impattato in pieno contro la vettura di mio figlio sulla fiancata lato guida. Perché questa condotta folle se non per il fatto che pensava solo a fuggire e, così come il suo amante, a controllare chi li seguiva, al punto a non accorgersi che sulla corsia con diritto di precedenza sopraggiungeva mio figlio?

Allo stesso modo, il legale della signora ha telefonato ai dirigenti delle compagnie assicurative, asserendo addirittura che la sua cliente aveva ragione, e ha avuto l'ardire di rimandare indietro il verbale di sanzione che le avevano elevato i carabinieri, contestando pure questo. Ci ha persino fatti chiamare dal giudice di pace, rimediando peraltro un figuraccia. L’avvocato Sette e la sua assistita erano perfettamente a conoscenza che la velocità a cui procedeva mio figlio era ininfluente di fronte al palese salto di stop, ma hanno anche eccepito su un presunto limite di 50 km orari in quel tratto, che invece non esisteva. Niente di tutto questo ha giovato alla nostra elaborazione del lutto.

Mi si accusa di di “linciaggio” morale nei confronti della “signora” Tabino, che non potrebbe più uscire di casa perché al centro, con suo marito e la sua famiglia, di chiacchiere di paese e di derisione. Ma i telefonini dedicati per lei e per il Colautto li ha acquistati già nel 2012: prima che l'incidente rivelasse urbi et orbi la loro tresca, a Ronchis lo sapevano già tutti. A verbalizzarlo è il suo medico di base, la dottoressa Scibetta, e in un paese piccolo quando lo sanno il dottore, il sindaco e il prete lo sanno tutti. Dunque, non se la prenda con me: chi è causa del suo mal pianga se stesso recita l'adagio. Ci vuole proprio un bel coraggio, dopo avermi ucciso un figlio, ad affermare che la colpa di questa situazione è mia e non della sua condotta. 

Ma quello che proprio non posso accettare è che il legale della controparte arrivi a paventare che potrebbe scapparci un altro morto:  in questa ignobile vicenda la vittima è una sola, mio figlio, e con lui noi che da quel giorno abbiamo finito di vivere, ma non di subire schiaffi anche dalla giustizia. 
Con stima Distinti saluti 
Portogruaro 21/09/ 20016                                                                            
Rizzetto Giorgio

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Il_luogo_dellincidente.jpgNel ricordare Marco Rizzetto,
Un padre costretto a sopportare la perdita del figlio per omicidio stradale, la mancanza di verità, il mancato soccorso, il calvario della giustizia ingiusta, il dolore che pesa nel suo cuore, viene denunciato da chi ha compiuto il reato perché ha parlato dell’incidente e di chi l’ha causato.
Si può ridurre al silenzio un genitore che soffre? E querelarlo non significa  offendere la sua dignità di padre e infliggergli ulteriori sofferenze?
Noi riteniamo che l’imputato anziché avere l’ardire di compiere un simile gesto, avrebbe fatto meglio a scrivere una lettera di scuse e di pentimento ai genitori di Marco.
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni presidente AIFVS onlus

La lettera del sig Rizzetto Giorgio al PM incaricato dell’indagine. 
Egr. Dott.ssa …….
Le rubo pochi minuti del suo prezioso tempo per chiarire la mia posizione in merito alla denuncia per minacce presentata nei miei confronti dall'avvocato Lanfranco Sette per conto della sua cliente, Rosanna Tabino: la donna che ha ucciso mio figlio.

Mi si imputa di aver offeso questa “signora”, ma io non le ho dato altri “titoli” se non quelli che si convengono a chi ammazza un ragazzo di 23 anni con colpa e, invece di chiedere scusa e perdono, pretende che finisca tutto nel dimenticatoio, in un silenzio “tombale”: ma nella tomba, signor Magistrato, c'è finito mio figlio Marco, e solo a causa della negligenza di questa donna e di chi fin da subito ha pensato solo a tutelare se stessa a scapito degli altri. Colei che ha investito mio figlio si è messa d'accordo con l'amante, con il quale si era appartata in macchina, per dargli il tempo di fuggire, raccontando un sacco di bugie. Menzogne finalizzate a ritardare l'ora dell'incidente e a far credere di essere una “poveretta” che si era persa; “reticenze” e depistaggi, come quello di aver consegnato ad arte agli inquirenti, dei suoi due cellulari, solo quello che le faceva più comodo, appunto, per procrastinare l'orario del sinistro e per renderlo più compatibile con una morte sul colpo, e non quello segreto che condivideva con l'amante, per non farsi scoprire dal marito, e da cui è poi emersa una tempistica ben diversa. Chi ha messo in atto tutto questo non è forse diabolico?

E' uno strazio continuo per me e per mia moglie sapere che questa persona, che guidava anche sotto l'effetto di psicofarmaci, non solo ha travolto e ucciso il mio ragazzo, ma, pur potendo, non ha fatto nulla per salvarlo, come gli altri suoi “amici” coinvolti in questa ignobile vicenda. Non è vero che era incastrata nella sua macchina: le portiere si aprivano, è riportato nel rapporto dei carabinieri. Rosanna Tabino si è rotta soltanto un piede, non ha perso conoscenza: poteva e doveva fare di più per mio figlio e, soprattutto, doveva chiamare immediatamente il 118 e non, dopo quasi un'ora, il suo medico di base. 

Se i protagonisti di questo misfatto si fossero comportati da persone umane, noi in religioso silenzio avremmo capito. E forse anche perdonato. Ma come si può perdonare di fronte a tutte le bugie e le versioni contrastanti sui fatti di quella sera, smentite dalla stessa Tabino o dagli inquirenti: “mi seguiva un'auto”, “mi sono persa”, “non so che strada ho preso”, “non conosco la zona”, “soffro di attacchi di panico”, “quando sono triste mi piace fare dei giretti da sola in posti tranquilli" (questa la giustificazione fornita al marito). Il tutto tacendo con spudoratezza sulla presenza di Daniele Colautto, il suo amante, a bordo. E senza mai mostrare alcun rimorso, alcun pentimento, alcuna vergogna, anzi arrivando a sostenere di non avere colpe sulla morte del mio Marco. E a chiedersi perché noi genitori “la facciamo tanto lunga”. Questa persona ritiene di aver saldato il suo debito con la giustizia: ha patteggiato 21 mesi - un patteggiamento chiesto da lei, noi avremmo preferito un processo “normale” e ci siamo opposti energicamente - per aver mandato in una bara un ragazzo di 23 anni, senza fare un giorno di carcere. Mi chiedo come faccia a dormire la notte. Altro che “poverina”. 

Perché dunque ho scritto alla persona che ha ucciso mio figlio? Noi siamo stati zitti per qualche mese per darle modo di riflettere, ma visto che il tempo non ha portato consiglio le ho inviato alcune lettere sperando di farle venire un rigurgito di coscienza e che si decidesse a parlare di quell' auto che la inseguiva, che le avrebbe fatto perdere la testa e che, data la dinamica del sinistro, non poteva certo essere quella di mio figlio: non si può fare un incidente con un auto se si scappa dalla parte opposta. Sono ancora qui che aspetto di sapere chi la guidava, quella macchina, perché possa pagare anche lui per quello che ha commesso. In queste lettere però, ci tengo a chiarire, ci siamo sempre attenuti a quello che era scritto e sentenziato nei rapporti degli inquirenti o negli atti giudiziari.  

Mi accusano di averla minacciata, ma semmai siamo noi, io, mia moglie e l'unico figlio che mi è rimasto, a essere le vittime dello stalking. L'avvocato Sette nei mesi successivi a questa tragedia immensa per la nostra famiglia ha continuato a mandarci raccomandate sostenendo l'infondatezza degli assunti, cioè la totale assenza di responsabilità della sua assistita nell'incidente. Sapendo bene che ha saltato non uno ma due “Stop”, viceversa non sarebbe potuta arrivare all'impatto a quella velocità di quasi cento km all'ora – non c'era strada sufficiente, lo dicono le perizie -, e  che, dopo aver lasciato sull'asfalto una frenata di quasi 6 metri, ha impattato in pieno contro la vettura di mio figlio sulla fiancata lato guida. Perché questa condotta folle se non per il fatto che pensava solo a fuggire e, così come il suo amante, a controllare chi li seguiva, al punto a non accorgersi che sulla corsia con diritto di precedenza sopraggiungeva mio figlio?

Allo stesso modo, il legale della signora ha telefonato ai dirigenti delle compagnie assicurative, asserendo addirittura che la sua cliente aveva ragione, e ha avuto l'ardire di rimandare indietro il verbale di sanzione che le avevano elevato i carabinieri, contestando pure questo. Ci ha persino fatti chiamare dal giudice di pace, rimediando peraltro un figuraccia. L’avvocato Sette e la sua assistita erano perfettamente a conoscenza che la velocità a cui procedeva mio figlio era ininfluente di fronte al palese salto di stop, ma hanno anche eccepito su un presunto limite di 50 km orari in quel tratto, che invece non esisteva. Niente di tutto questo ha giovato alla nostra elaborazione del lutto.

Mi si accusa di di “linciaggio” morale nei confronti della “signora” Tabino, che non potrebbe più uscire di casa perché al centro, con suo marito e la sua famiglia, di chiacchiere di paese e di derisione. Ma i telefonini dedicati per lei e per il Colautto li ha acquistati già nel 2012: prima che l'incidente rivelasse urbi et orbi la loro tresca, a Ronchis lo sapevano già tutti. A verbalizzarlo è il suo medico di base, la dottoressa Scibetta, e in un paese piccolo quando lo sanno il dottore, il sindaco e il prete lo sanno tutti. Dunque, non se la prenda con me: chi è causa del suo mal pianga se stesso recita l'adagio. Ci vuole proprio un bel coraggio, dopo avermi ucciso un figlio, ad affermare che la colpa di questa situazione è mia e non della sua condotta. 

Ma quello che proprio non posso accettare è che il legale della controparte arrivi a paventare che potrebbe scapparci un altro morto:  in questa ignobile vicenda la vittima è una sola, mio figlio, e con lui noi che da quel giorno abbiamo finito di vivere, ma non di subire schiaffi anche dalla giustizia. 
Con stima Distinti saluti 
Portogruaro 21/09/ 20016                                                                            
Rizzetto Giorgio

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Il “Pane in Piazza” a Vigevano (PV) - con AIFVS_onlus_Pavia il 15/09/2016 * 11:22

Sedi AIFVS PV

locandinaPaniInPiazza.jpg

Il “Pane in Piazza” a Vigevano (PV) è una manifestazione a scopo benefico ed è giunta alla 26° edizione, ove si vedono coinvolti panificatori che giungono dall’Italia (Puglia, Emiglia, Lombardia, Liguria, Calabria ….) e dall’estero (Germania, Spagna, Ungheria).

La manifestazione, nata con un piccolo gazebo, oggi è uno dei più importanti e prestigiosi eventi che si svolgono a Vigevano all’interno della Piazza Ducale, con la durata di tre giorni 16 – 17 - 18 settembre 2016, all’interno di una struttura coperta di 500 mq., e sforna, sul posto, per poi porre in vendita numerosi quintali di pane di tutti i tipi, dolci, pizze, focacce, e i mitici bomboloni.

Il ricavato viene sempre devoluto in beneficenza a favore di associazioni vigevanesi impegnate in ambito sociale.

Quest’anno, per la prima volta, vedrà anche la partecipazione l’AIFVS che sarà presente con un gazebo con lo scopo di dare visibilità al meritorio operato dell’Associazione stessa e contribuire ad un momento di riflessione sulle stragi che quotidianamente avvengono sulle strade.

Nella conferenza stampa di presentazione dell’Evento “Pane in Piazza”, tenutasi il 12/9/16 presso la Sala Giunta del Comune di Vigevano, il Presidente del Lions Club Vigevano Colonne che cura l’Evento stesso, ha dato ampio spazio all’importanza sociale dell’AIFVS motivando così la presenza di un gazebo ad essa dedicato nell’ambito della manifestazione.

Sedi AIFVS PV

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Il “Pane in Piazza” a Vigevano (PV) è una manifestazione a scopo benefico ed è giunta alla 26° edizione, ove si vedono coinvolti panificatori che giungono dall’Italia (Puglia, Emiglia, Lombardia, Liguria, Calabria ….) e dall’estero (Germania, Spagna, Ungheria).

La manifestazione, nata con un piccolo gazebo, oggi è uno dei più importanti e prestigiosi eventi che si svolgono a Vigevano all’interno della Piazza Ducale, con la durata di tre giorni 16 – 17 - 18 settembre 2016, all’interno di una struttura coperta di 500 mq., e sforna, sul posto, per poi porre in vendita numerosi quintali di pane di tutti i tipi, dolci, pizze, focacce, e i mitici bomboloni.

Il ricavato viene sempre devoluto in beneficenza a favore di associazioni vigevanesi impegnate in ambito sociale.

Quest’anno, per la prima volta, vedrà anche la partecipazione l’AIFVS che sarà presente con un gazebo con lo scopo di dare visibilità al meritorio operato dell’Associazione stessa e contribuire ad un momento di riflessione sulle stragi che quotidianamente avvengono sulle strade.

Nella conferenza stampa di presentazione dell’Evento “Pane in Piazza”, tenutasi il 12/9/16 presso la Sala Giunta del Comune di Vigevano, il Presidente del Lions Club Vigevano Colonne che cura l’Evento stesso, ha dato ampio spazio all’importanza sociale dell’AIFVS motivando così la presenza di un gazebo ad essa dedicato nell’ambito della manifestazione.

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Sede AIFVS Bologna resp Gabriele Torsello
 Bologna:
Gabriele Torsello  cell. 340.7107763

VOLONTASSOCIATE 2016 – 12^ FESTA DELL’ASSOCIAZIONISMO E DEL VOLONTARIATO DELL’AREA METROPOLITANA BOLOGNESE

LogoVolontassociateWeb.jpg Bologna | Giardini Margherita |  Domenica 18 settembre | 11.00 – 18.30

(In caso di maltempo è rinviata a domenica 9 ottobre)

Domenica 18 settembre circa 110 associazioni dell’area metropolitana bolognese invitano la città alla 12^ edizione di Volontassociate, la tradizionale festa dell’associazionismo e del volontariato  che trasformerà i Giardini Margherita in un villaggio della solidarietà e della socialità dalle 11.00 fino al tramonto.

I viali del parco saranno allestiti con tre punti spettacolo e i banchetti delle associazioni, dove i cittadini potranno fermarsi, chiacchierare con i volontari, conoscere le attività, ascoltare le loro storie e, perché no?, dare inizio alla propria esperienza di volontariato!

Volontassociate propone un ricco programma di iniziative e idee per esplorare il mondo del non profit: danza, sport, discipline orientali, musica, dimostrazioni, mostre fotografiche, laboratori creativi, giochi.

Piazzale Jacchia ospiterà una kermesse di spettacoli dalle 11.00 alle 18.30: ginnastica ritmica e a corpo libero, danza, zumba, tango e tanta musica di diversi generi. Nei dintorni del piazzale ci sarà il Prato dell’Assistenza dove  si troveranno le associazioni che si occupano di primo soccorso, protezione civile e ambientale che durante la giornata faranno dimostrazioni dei loro interventi, delle loro tecniche e attrezzature.

Al Prato dell’Infanzia, in viale Lossanti, i più piccoli potranno divertirsi con laboratori, letture, giochi, peluches giganti, trucca-bimbi e palloncini. Il prato dell’infanzia ospiterà anche il baratto del libro di Bibli-os’ per lettori  giovani e giovanissimi e, alle ore 17.00, AGEOP che proporrà lo spettacolo “Chichì e Chicò” del Teatro Ambaradan.

Porta Santo Stefano diventerà Prato dei popoli con laboratori, giochi sulla cultura ispanoamericana, percussioni africane, cittadinanza attiva e promozione della salute in africa.

Scendendo poi in viale Meliconi, il Prato del benessere ospiterà yoga, calcio a cinque, tai chi, tecniche di riequilibrio armonico, reiki, mandala e tante altre discipline orientali.

Procedendo verso Porta Castiglione incontreremo il Villaggio del sostegno a distanza, dove l’Associazione Amici dei Popoli proporrà un laboratorio sui temi dell’intercultura e dei diritti dell’infanzia. Alla Porta del Suono ci sarà la marching band del Centro Musicale Preludio ma anche la “voce” di una APP per i non vedenti sviluppata da UNIVOC. Ancora musica e spettacolo al Laghetto con i concerti open air di Musicarti e il laboratorio teatrale per ultrasessantacinquenni proposto da MUVet.

E ancora durante la giornata ci saranno esibizioni di balli country, mostre fotografiche, la Biblioteca dei Libri Viventi di ANTEAS, lezioni di musica e percussioni per bambini, mostre e giochi sui funghi, esposizioni di orchidee, dimostrazioni di lavorazioni del legno, test di valutazione della memoria, mostre di armi e armature medievali, e molto altro ancora.

Quest’anno parteciperà a Volontassociate anche Ananda Marga Festival proponendo, alle Serre dei Giardini, incontri e laboratori su yoga, meditazione, volontariato e arte.

 Volontassociate da dodici anni è ormai un appuntamento fisso per la città e, grazie all’impegno e alla partecipazione di tutti, riscuote un successo che cresce nel tempo. Volontassociate è  la festa del volontariato e l’associazionismo che sogna e promuove “una cittadinanza che sa star bene insieme”.

La manifestazione è promossa dalla Città metropolitana di Bologna, i Comuni dei Distretti di Casalecchio di Reno, Imola, Pianura Est, Pianura Ovest, Porretta Terme, San Lazzaro di Savena, il Comune di Bologna, le Associazioni di Promozione Sociale e le Organizzazioni di Volontariato della provincia di Bologna, VOLABO – Centro Servizi per il Volontariato.

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 Bologna:
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VOLONTASSOCIATE 2016 – 12^ FESTA DELL’ASSOCIAZIONISMO E DEL VOLONTARIATO DELL’AREA METROPOLITANA BOLOGNESE

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(In caso di maltempo è rinviata a domenica 9 ottobre)

Domenica 18 settembre circa 110 associazioni dell’area metropolitana bolognese invitano la città alla 12^ edizione di Volontassociate, la tradizionale festa dell’associazionismo e del volontariato  che trasformerà i Giardini Margherita in un villaggio della solidarietà e della socialità dalle 11.00 fino al tramonto.

I viali del parco saranno allestiti con tre punti spettacolo e i banchetti delle associazioni, dove i cittadini potranno fermarsi, chiacchierare con i volontari, conoscere le attività, ascoltare le loro storie e, perché no?, dare inizio alla propria esperienza di volontariato!

Volontassociate propone un ricco programma di iniziative e idee per esplorare il mondo del non profit: danza, sport, discipline orientali, musica, dimostrazioni, mostre fotografiche, laboratori creativi, giochi.

Piazzale Jacchia ospiterà una kermesse di spettacoli dalle 11.00 alle 18.30: ginnastica ritmica e a corpo libero, danza, zumba, tango e tanta musica di diversi generi. Nei dintorni del piazzale ci sarà il Prato dell’Assistenza dove  si troveranno le associazioni che si occupano di primo soccorso, protezione civile e ambientale che durante la giornata faranno dimostrazioni dei loro interventi, delle loro tecniche e attrezzature.

Al Prato dell’Infanzia, in viale Lossanti, i più piccoli potranno divertirsi con laboratori, letture, giochi, peluches giganti, trucca-bimbi e palloncini. Il prato dell’infanzia ospiterà anche il baratto del libro di Bibli-os’ per lettori  giovani e giovanissimi e, alle ore 17.00, AGEOP che proporrà lo spettacolo “Chichì e Chicò” del Teatro Ambaradan.

Porta Santo Stefano diventerà Prato dei popoli con laboratori, giochi sulla cultura ispanoamericana, percussioni africane, cittadinanza attiva e promozione della salute in africa.

Scendendo poi in viale Meliconi, il Prato del benessere ospiterà yoga, calcio a cinque, tai chi, tecniche di riequilibrio armonico, reiki, mandala e tante altre discipline orientali.

Procedendo verso Porta Castiglione incontreremo il Villaggio del sostegno a distanza, dove l’Associazione Amici dei Popoli proporrà un laboratorio sui temi dell’intercultura e dei diritti dell’infanzia. Alla Porta del Suono ci sarà la marching band del Centro Musicale Preludio ma anche la “voce” di una APP per i non vedenti sviluppata da UNIVOC. Ancora musica e spettacolo al Laghetto con i concerti open air di Musicarti e il laboratorio teatrale per ultrasessantacinquenni proposto da MUVet.

E ancora durante la giornata ci saranno esibizioni di balli country, mostre fotografiche, la Biblioteca dei Libri Viventi di ANTEAS, lezioni di musica e percussioni per bambini, mostre e giochi sui funghi, esposizioni di orchidee, dimostrazioni di lavorazioni del legno, test di valutazione della memoria, mostre di armi e armature medievali, e molto altro ancora.

Quest’anno parteciperà a Volontassociate anche Ananda Marga Festival proponendo, alle Serre dei Giardini, incontri e laboratori su yoga, meditazione, volontariato e arte.

 Volontassociate da dodici anni è ormai un appuntamento fisso per la città e, grazie all’impegno e alla partecipazione di tutti, riscuote un successo che cresce nel tempo. Volontassociate è  la festa del volontariato e l’associazionismo che sogna e promuove “una cittadinanza che sa star bene insieme”.

La manifestazione è promossa dalla Città metropolitana di Bologna, i Comuni dei Distretti di Casalecchio di Reno, Imola, Pianura Est, Pianura Ovest, Porretta Terme, San Lazzaro di Savena, il Comune di Bologna, le Associazioni di Promozione Sociale e le Organizzazioni di Volontariato della provincia di Bologna, VOLABO – Centro Servizi per il Volontariato.

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Il flop delle riflessioni sull’omicidio stradale

L’AIFVS e l’omicidio colposo

L’articolo di Tommaso Canetta su Linkiesta del 19 agosto 2016 ore 11, dà voce al flop delle riflessioni sull’omicidio stradale, figlie di una cultura conservatrice, finalizzata a mantenere le disuguaglianze esistenti nelle leggi e ad affondare nell’onda emotiva le richieste sociali di giustizia.

Mi sarei aspettato che un giovane e serio giornalista, nel riscontrare che la strage stradale continua il suo corso, si impegnasse non a criminalizzare l’omicidio stradale, ma  ad utilizzare i dati per analizzare le situazioni concrete e distinguere meglio significati, cause e campi di intervento.

I tempi e le consapevolezze sociali sono cambiati, debbono cambiare le leggi e la cultura dei professionisti della giustizia perché l’amministrazione della legge garantisca giustizia per tutti.

Si tratta di uscire dai luoghi comuni e di approfondire i significati: non si può sottovalutare la gravità della colpa, che non è un fatto residuale nel diritto, come ha affermato il procuratore generale di Cassazione Mazzotta, ma indica una precisa responsabilità personale nella trasgressione delle norme.

Smettiamola con il dire che le pene sono sproporzionate rispetto alla gravità della condotta: teniamo presente che sull’altro piatto della bilancia ci sta un omicidio, sia esso colposo o doloso, ed è incivile uccidere e non espiare alcuna pena. Spetta al magistrato tradurre le norme generali ed astratte nella giustizia del caso concreto, nel quale non c’è solo l’imputato ma c’è anche la vittima!

Sosteniamo, pertanto, il rispetto dei valori fondamentali, la dignità umana, la vita, la salute, l’osservanza delle leggi, l’impegno a fare in ciascun campo la propria parte: non riportiamo ad una sola causa il mantenimento della strage, piuttosto chiediamo al Premier Renzi di lanciare l’input adeguato per mobilitare tutti i contesti territoriali a prevenire l’incidente stradale, “perché non ci siano né vittime e né imputati”. E nel ritenere urgente per la prevenzione l’attività di informazione-formazione, l’AIFVS ha chiesto alla presidenza della Rai l’istituzione di una rubrica fissa televisiva, nei tempi di maggiore ascolto, sul tema della sicurezza stradale. In questo campo il giornalista Tommaso Canetta si potrebbe adoperare perché ciò avvenga.  

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

Presidente AIFVS

19/8/2016

Link articolo: http://www.linkiesta.it/it/article/2016/08/19/omicidio-stradale-la-legge-e-un-flop-boom-di-omissioni-di-soccorso-e-f/31521/

FlopOmicStrad.jpg

Il flop delle riflessioni sull’omicidio stradale

L’AIFVS e l’omicidio colposo

L’articolo di Tommaso Canetta su Linkiesta del 19 agosto 2016 ore 11, dà voce al flop delle riflessioni sull’omicidio stradale, figlie di una cultura conservatrice, finalizzata a mantenere le disuguaglianze esistenti nelle leggi e ad affondare nell’onda emotiva le richieste sociali di giustizia.

Mi sarei aspettato che un giovane e serio giornalista, nel riscontrare che la strage stradale continua il suo corso, si impegnasse non a criminalizzare l’omicidio stradale, ma  ad utilizzare i dati per analizzare le situazioni concrete e distinguere meglio significati, cause e campi di intervento.

I tempi e le consapevolezze sociali sono cambiati, debbono cambiare le leggi e la cultura dei professionisti della giustizia perché l’amministrazione della legge garantisca giustizia per tutti.

Si tratta di uscire dai luoghi comuni e di approfondire i significati: non si può sottovalutare la gravità della colpa, che non è un fatto residuale nel diritto, come ha affermato il procuratore generale di Cassazione Mazzotta, ma indica una precisa responsabilità personale nella trasgressione delle norme.

Smettiamola con il dire che le pene sono sproporzionate rispetto alla gravità della condotta: teniamo presente che sull’altro piatto della bilancia ci sta un omicidio, sia esso colposo o doloso, ed è incivile uccidere e non espiare alcuna pena. Spetta al magistrato tradurre le norme generali ed astratte nella giustizia del caso concreto, nel quale non c’è solo l’imputato ma c’è anche la vittima!

Sosteniamo, pertanto, il rispetto dei valori fondamentali, la dignità umana, la vita, la salute, l’osservanza delle leggi, l’impegno a fare in ciascun campo la propria parte: non riportiamo ad una sola causa il mantenimento della strage, piuttosto chiediamo al Premier Renzi di lanciare l’input adeguato per mobilitare tutti i contesti territoriali a prevenire l’incidente stradale, “perché non ci siano né vittime e né imputati”. E nel ritenere urgente per la prevenzione l’attività di informazione-formazione, l’AIFVS ha chiesto alla presidenza della Rai l’istituzione di una rubrica fissa televisiva, nei tempi di maggiore ascolto, sul tema della sicurezza stradale. In questo campo il giornalista Tommaso Canetta si potrebbe adoperare perché ciò avvenga.  

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

Presidente AIFVS

19/8/2016

Link articolo: http://www.linkiesta.it/it/article/2016/08/19/omicidio-stradale-la-legge-e-un-flop-boom-di-omissioni-di-soccorso-e-f/31521/

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Che valore diamo alla vita umana? - con AIFVS il 17/08/2016 * 10:06

Che valore diamo alla vita umana?RizzettoWeb.jpg

Papà di Marco ai signori Avvocati Giudici e pubblici ministeri

E’ uno strazio e un tormento continuo nel dovermi battere continuamente e in tutti i modi per far riconoscere l'omissione di soccorso nei tuoi confronti  Marco, sei stato abbandonato dopo l’incidente senza che i tuoi carnefici si curassero minimamente della tua situazione creata dalla loro negligenza e, gli stessi autori del misfatto, addirittura, hanno cercato fin da subito di fuorviare l’accaduto per proteggersi le spalle. Qualcuno ha inoltre cercato di far in modo di non apparire nel luogo dell’incidente e tu figlio mio lasciato solo con urgentissimo bisogno di soccorso, non si sono degnati nemmeno di vedere il tuo stato, fino a lasciarti morire. "Ti hanno chiamato a distanza", rivolgendosi come a un essere non degno di attenzione e oggetto di ripugnanza.

Oggi 14/08/ 2016 sento il grande "clamore" per un cane abbandonato vivo, gara di solidarietà per adozione di questo animale. Sono pienamente d’accordo per la condanna di abbandono per questi esseri a dir poco "schifosi”, si parla di un anno di reclusione, e 10.000 € di multa. OK giusto queste cose non si fanno, i miei animali sono parte della mia famiglia e non li abbandonerò mai, rinuncio anche alle ferie e tanto altro.

Però devo dire con amarezza che non altrettanto clamore sia fatto per l’abbandono e il mancato soccorso per una persona umana, esanime dentro una macchina o al ciglio della strada. Da 2 anni e mezzo sto combattendo contro PM e i Giudici che dicono: “tuo figlio è morto sul colpo”, peraltro senza che sia stata disposta nessuna autopsia e l'accertamento della morte veniva fatta dopo circa 2 ore dall’incidente, dal dottore della guardia medica ( solo constatazione di morte ecc. ecc.). 

Chi fugge dall’incidente non si accerta minimamente dei feriti, se sono vivi o morti e se la da a "gambe". L' ultima parola per la verità spetta ancora ai Giudici, che non si sono ancora espressi in merito, nonostante le nostre obiezioni e deduzioni.

Purtroppo come andata fino adesso, devo dedurre:

“che la vita umana con queste leggi valga meno di un cane???!!!

Che valore diamo alla vita umana?RizzettoWeb.jpg

Papà di Marco ai signori Avvocati Giudici e pubblici ministeri

E’ uno strazio e un tormento continuo nel dovermi battere continuamente e in tutti i modi per far riconoscere l'omissione di soccorso nei tuoi confronti  Marco, sei stato abbandonato dopo l’incidente senza che i tuoi carnefici si curassero minimamente della tua situazione creata dalla loro negligenza e, gli stessi autori del misfatto, addirittura, hanno cercato fin da subito di fuorviare l’accaduto per proteggersi le spalle. Qualcuno ha inoltre cercato di far in modo di non apparire nel luogo dell’incidente e tu figlio mio lasciato solo con urgentissimo bisogno di soccorso, non si sono degnati nemmeno di vedere il tuo stato, fino a lasciarti morire. "Ti hanno chiamato a distanza", rivolgendosi come a un essere non degno di attenzione e oggetto di ripugnanza.

Oggi 14/08/ 2016 sento il grande "clamore" per un cane abbandonato vivo, gara di solidarietà per adozione di questo animale. Sono pienamente d’accordo per la condanna di abbandono per questi esseri a dir poco "schifosi”, si parla di un anno di reclusione, e 10.000 € di multa. OK giusto queste cose non si fanno, i miei animali sono parte della mia famiglia e non li abbandonerò mai, rinuncio anche alle ferie e tanto altro.

Però devo dire con amarezza che non altrettanto clamore sia fatto per l’abbandono e il mancato soccorso per una persona umana, esanime dentro una macchina o al ciglio della strada. Da 2 anni e mezzo sto combattendo contro PM e i Giudici che dicono: “tuo figlio è morto sul colpo”, peraltro senza che sia stata disposta nessuna autopsia e l'accertamento della morte veniva fatta dopo circa 2 ore dall’incidente, dal dottore della guardia medica ( solo constatazione di morte ecc. ecc.). 

Chi fugge dall’incidente non si accerta minimamente dei feriti, se sono vivi o morti e se la da a "gambe". L' ultima parola per la verità spetta ancora ai Giudici, che non si sono ancora espressi in merito, nonostante le nostre obiezioni e deduzioni.

Purtroppo come andata fino adesso, devo dedurre:

“che la vita umana con queste leggi valga meno di un cane???!!!

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Provincia di Pavia: una strage senza precedenti - con admin il 12/08/2016 * 14:58

Strade pavesi: Agosto 2016, sette morti sulle strade pavesi, una strage senza precedenti.

Prov.Pav.Home.jpg


Neanche il tempo di celebrare i funerali delle ultime cinque vittime in dieci giorni, ed ecco che stamani un'altra tragedia ha portato via la vita ad altre due persone 
Sette morti in dodici giorni di agosto.

Nei giorni scorso avevamo allertato le istituzioni e la stampa che la situazione pavese è diventata insostenibile e che bisognava  correre ai ripari per arginare questa strage, proprio ieri avevamo diffuso un nostro comunicato con una lettera aperta al presidente della provincia, della quale riportiamo un passaggio. 

"Da molti anni l'AIFVS cerca di far pervenire agli organi preposti il grido d'allarme di quanto sia importante la messa in sicurezza delle strade per contribuire a fermare una strage quotidiana.
La messa in sicurezza delle strade non può sempre diventare un balzello di responsabilità tra Comuni, Province e Stato.
Ogni Sindaco deve essere responsabile del proprio territorio e della sicurezza dei propri cittadini e quindi adoperarsi per trovare i fondi necessari, in primis utilizzando i proventi derivati dalle multe e chiedendo e pretende il doveroso aiuto delle Province e dello Stato."


Oggi siamo ancora qui a contare i morti e chiederci se ciò si poteva evitare.

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus
Sedi AIFVS di Vigevano e Cassolnovo (PV)

pdf_icon.gif  Articolo stampa della "La Provincia Pavese" del 12/08/2016 dove si da ampio risalto alla drammatica situazione degli incidenti stradali nel pavese.
 

Strade pavesi: Agosto 2016, sette morti sulle strade pavesi, una strage senza precedenti.

Prov.Pav.Home.jpg


Neanche il tempo di celebrare i funerali delle ultime cinque vittime in dieci giorni, ed ecco che stamani un'altra tragedia ha portato via la vita ad altre due persone 
Sette morti in dodici giorni di agosto.

Nei giorni scorso avevamo allertato le istituzioni e la stampa che la situazione pavese è diventata insostenibile e che bisognava  correre ai ripari per arginare questa strage, proprio ieri avevamo diffuso un nostro comunicato con una lettera aperta al presidente della provincia, della quale riportiamo un passaggio. 

"Da molti anni l'AIFVS cerca di far pervenire agli organi preposti il grido d'allarme di quanto sia importante la messa in sicurezza delle strade per contribuire a fermare una strage quotidiana.
La messa in sicurezza delle strade non può sempre diventare un balzello di responsabilità tra Comuni, Province e Stato.
Ogni Sindaco deve essere responsabile del proprio territorio e della sicurezza dei propri cittadini e quindi adoperarsi per trovare i fondi necessari, in primis utilizzando i proventi derivati dalle multe e chiedendo e pretende il doveroso aiuto delle Province e dello Stato."


Oggi siamo ancora qui a contare i morti e chiederci se ciò si poteva evitare.

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus
Sedi AIFVS di Vigevano e Cassolnovo (PV)

pdf_icon.gif  Articolo stampa della "La Provincia Pavese" del 12/08/2016 dove si da ampio risalto alla drammatica situazione degli incidenti stradali nel pavese.
 

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Mettiamo in sicurezza le nostre strade! - con AIFVS-PV il 06/08/2016 * 16:46

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus - sedi PV

Comunicato stampa AIFVS (sedi PAVIA) del 06/08/2016
Mettiamo in sicurezza le nostre strade!

CanaleGambolo.jpg

Vigevano 06/08/2016

Ai Signori Sindaci dei Comuni di Garlasco e di Gambolò e ai responsabili degli Uffici Tecnici

Alla Procura della Repubblica di Pavia

Alla Stampa

Ogg.: incidenti stradali e responsabilità degli enti gestori delle strade

Mettiamo in sicurezza le nostre strade!

La provincia di Pavia ancora una volta risulta tra le province con più incidenti stradali mortali, + 3% rispetto all’anno precedente.

Il 3 agosto scorso a Garlasco ha perso la vita Gabriele Berti, un operaio addetto alla manutenzione della strada, travolto e ucciso da un camionista distratto.

Il 5 agosto sulla circonvallazione di Gambolò ha perso la vita Carla Bertoglio ex insegnante.

Grande lo sconcerto per queste tragedie che sembrano casuali ma che di fatto non lo sono. Infatti:

  • nel primo caso in cui ha perso la vita Gabriele Berti, la segnaletica era insufficiente o non posizionata a debita distanza per proteggere con largo margine di sicurezza gli addetti alla manutenzione;
  • nel secondo caso, che ha causato la morte della sig.ra Bertoglio, non esiste il guardrail all’ angolo della strada, e da notare che non si tratta di una stradina di campagna ma di una strada collegata con la trafficatissima circonvallazione di Gambolò, già teatro di gravissimi incidenti mortali; il piccolo guardrail esistente non protegge nulla, e finire nel canale adiacente, come abbiamo visto, non è impossibile.

Questi due incidenti mortali erano ampiamente evitabili, e richiamano la responsabilità degli enti gestori:

  1. Mettere in sicurezza gli operai che lavorano per la manutenzione è un obbligo di Legge, invece vediamo che questi cantieri improvvisati e non sufficientemente segnalati, spesso causano incidenti mortali.
     
  2. Mettere delle protezioni adeguate per garantire la vita e la salute degli utenti della strada è un obbligo da parte di chi gestisce le strade, ricordandoci che finire in un canale è più facile di quanto si possa immaginare.

La presente comunicazione, oltre a richiamare l’obbligo dei comuni a destinare i proventi delle multe alla sicurezza stradale, costituisce una specifica richiesta dell’AIFVS rivolta ai Sindaci ed ai responsabili degli uffici tecnici dei comuni interessati perché mettano in sicurezza le strade.

La presente viene anche inviata alla Procura della Repubblica di Pavia per riscontrare eventuali responsabilità anche degli enti gestori in questi recenti casi mortali 

            Sedi AIFVS PAVIA
            Giorgio Giunta  
            Liliana Aguggiaro

Gambolo.jpg

_____________________________________________________________________________________________

Ricordiamo che nello stesso tratto a c.a. 200 metri di strada e con identiche modalità ha perso la vita il pilota e collaudatore di F. 1 Mauro Pane, qui non possiamo certamente dire che mancava l'esperienza.

Vigevano 13 febbraio 2014.
Un tragico incidente stradale. E' stata questa la causa della morte del pilota Mauro Pane, 50 anni di Sannazzaro (Pavia), trovato senza vita nell'abitacolo della sua vettura in una roggia ai lati della strada che collega Gambolò (Pavia) a Tromello (Pavia), nella zona della Lomellina. Pane era conosciuto anche come controfigura di Daniel Bruehl nel ruolo di Niki Lauda in diverse scene del film Rush, di Ron Howard,

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus - sedi PV

Comunicato stampa AIFVS (sedi PAVIA) del 06/08/2016
Mettiamo in sicurezza le nostre strade!

CanaleGambolo.jpg

Vigevano 06/08/2016

Ai Signori Sindaci dei Comuni di Garlasco e di Gambolò e ai responsabili degli Uffici Tecnici

Alla Procura della Repubblica di Pavia

Alla Stampa

Ogg.: incidenti stradali e responsabilità degli enti gestori delle strade

Mettiamo in sicurezza le nostre strade!

La provincia di Pavia ancora una volta risulta tra le province con più incidenti stradali mortali, + 3% rispetto all’anno precedente.

Il 3 agosto scorso a Garlasco ha perso la vita Gabriele Berti, un operaio addetto alla manutenzione della strada, travolto e ucciso da un camionista distratto.

Il 5 agosto sulla circonvallazione di Gambolò ha perso la vita Carla Bertoglio ex insegnante.

Grande lo sconcerto per queste tragedie che sembrano casuali ma che di fatto non lo sono. Infatti:

  • nel primo caso in cui ha perso la vita Gabriele Berti, la segnaletica era insufficiente o non posizionata a debita distanza per proteggere con largo margine di sicurezza gli addetti alla manutenzione;
  • nel secondo caso, che ha causato la morte della sig.ra Bertoglio, non esiste il guardrail all’ angolo della strada, e da notare che non si tratta di una stradina di campagna ma di una strada collegata con la trafficatissima circonvallazione di Gambolò, già teatro di gravissimi incidenti mortali; il piccolo guardrail esistente non protegge nulla, e finire nel canale adiacente, come abbiamo visto, non è impossibile.

Questi due incidenti mortali erano ampiamente evitabili, e richiamano la responsabilità degli enti gestori:

  1. Mettere in sicurezza gli operai che lavorano per la manutenzione è un obbligo di Legge, invece vediamo che questi cantieri improvvisati e non sufficientemente segnalati, spesso causano incidenti mortali.
     
  2. Mettere delle protezioni adeguate per garantire la vita e la salute degli utenti della strada è un obbligo da parte di chi gestisce le strade, ricordandoci che finire in un canale è più facile di quanto si possa immaginare.

La presente comunicazione, oltre a richiamare l’obbligo dei comuni a destinare i proventi delle multe alla sicurezza stradale, costituisce una specifica richiesta dell’AIFVS rivolta ai Sindaci ed ai responsabili degli uffici tecnici dei comuni interessati perché mettano in sicurezza le strade.

La presente viene anche inviata alla Procura della Repubblica di Pavia per riscontrare eventuali responsabilità anche degli enti gestori in questi recenti casi mortali 

            Sedi AIFVS PAVIA
            Giorgio Giunta  
            Liliana Aguggiaro

Gambolo.jpg

_____________________________________________________________________________________________

Ricordiamo che nello stesso tratto a c.a. 200 metri di strada e con identiche modalità ha perso la vita il pilota e collaudatore di F. 1 Mauro Pane, qui non possiamo certamente dire che mancava l'esperienza.

Vigevano 13 febbraio 2014.
Un tragico incidente stradale. E' stata questa la causa della morte del pilota Mauro Pane, 50 anni di Sannazzaro (Pavia), trovato senza vita nell'abitacolo della sua vettura in una roggia ai lati della strada che collega Gambolò (Pavia) a Tromello (Pavia), nella zona della Lomellina. Pane era conosciuto anche come controfigura di Daniel Bruehl nel ruolo di Niki Lauda in diverse scene del film Rush, di Ron Howard,

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Comunicato utilizzo pericoloso app pokemon go - con admin il 28/07/2016 * 19:51

POKEMON GO

pokemon-go-incidenti.jpg

Nonostante sia risaputo, provato, evidenziato, sottolineato quanto la guida “distratta” dall’uso dei cellulari sia la causa, sempre più frequentemente, di incidenti stradali mortali e con gravi e/o gravissime conseguenze fisiche senza che nessun organo deputato e preposto alla sicurezza stradale intervenga con sanzioni pesanti, ora ci si ritrova a combattere con una new entry “POKEMON GO” un App assurda e pericolosissima per chi la utilizza sulle strade: automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni. Tutti potenziali VITTIME e CARNEFICI, già alcuni articoli di stampa ne evidenziano l’incidentalità.

L’AIFVS che da anni cerca di fermare la strage quotidiana sulle nostre strade CHIEDE a gran voce che IL GOVERNO in primis e i Vertici delle forze di Polizia tutte, INTERVENGANO con pesanti sanzioni a chiunque utilizzi il cellulare in modo inappropriato e pericoloso e fermi in ogni modo questa nuova App “Pokèmon go”.

L’AIFVS CHIEDE che l’Italia non segua questa “moda” e che sia completamente cancellato ed impedito l’uso di questa App.

Un gioco assurdo, stupido e pericolosissimo non deve circolare in un Paese di diritto. Il diritto alla vita e alla salute è al primo posto!

L’Italia non deve GIOCARE A “POKEMON GO” non abbiamo bisogno di altre vittime sulle strade.

A TUTTE LE  ISTITUZIONI CHIEDIAMO DI

INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE

perché l’Italia sia esempio per tutti gli altri Paesi inibendo su tutto il territorio nazionale la “App: Pokemon Go”, considerandolo pericoloso con tutte le conseguenze di legge.

Comunicato inviato al presidente del consiglio, al ministro dell'interno e alla stampa  pdf_icon.gif

POKEMON GO

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Nonostante sia risaputo, provato, evidenziato, sottolineato quanto la guida “distratta” dall’uso dei cellulari sia la causa, sempre più frequentemente, di incidenti stradali mortali e con gravi e/o gravissime conseguenze fisiche senza che nessun organo deputato e preposto alla sicurezza stradale intervenga con sanzioni pesanti, ora ci si ritrova a combattere con una new entry “POKEMON GO” un App assurda e pericolosissima per chi la utilizza sulle strade: automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni. Tutti potenziali VITTIME e CARNEFICI, già alcuni articoli di stampa ne evidenziano l’incidentalità.

L’AIFVS che da anni cerca di fermare la strage quotidiana sulle nostre strade CHIEDE a gran voce che IL GOVERNO in primis e i Vertici delle forze di Polizia tutte, INTERVENGANO con pesanti sanzioni a chiunque utilizzi il cellulare in modo inappropriato e pericoloso e fermi in ogni modo questa nuova App “Pokèmon go”.

L’AIFVS CHIEDE che l’Italia non segua questa “moda” e che sia completamente cancellato ed impedito l’uso di questa App.

Un gioco assurdo, stupido e pericolosissimo non deve circolare in un Paese di diritto. Il diritto alla vita e alla salute è al primo posto!

L’Italia non deve GIOCARE A “POKEMON GO” non abbiamo bisogno di altre vittime sulle strade.

A TUTTE LE  ISTITUZIONI CHIEDIAMO DI

INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE

perché l’Italia sia esempio per tutti gli altri Paesi inibendo su tutto il territorio nazionale la “App: Pokemon Go”, considerandolo pericoloso con tutte le conseguenze di legge.

Comunicato inviato al presidente del consiglio, al ministro dell'interno e alla stampa  pdf_icon.gif

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Conferenza stampa

CamDeputati21_07_16.JPG

Oggi l’AIFVS ha partecipato alla conferenza stampa per la presentazione della proposta di legge  3837 del 17 maggio 2016, per l’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada.

E’ un primo passo per dare risposta ai diritti delle vittime e rendere concreti gli impegni della prevenzione, come ha sottolineato la Presidente Cassaniti durante il suo intervento di oggi.

L’appello è rivolto alle istituzioni: si sveglino dal loro torpore e si annullino le distanze tra gli organi di base che avanzano richieste e istituzioni che non danno risposte!

http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0042340.pdf

Conferenza stampa

CamDeputati21_07_16.JPG

Oggi l’AIFVS ha partecipato alla conferenza stampa per la presentazione della proposta di legge  3837 del 17 maggio 2016, per l’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada.

E’ un primo passo per dare risposta ai diritti delle vittime e rendere concreti gli impegni della prevenzione, come ha sottolineato la Presidente Cassaniti durante il suo intervento di oggi.

L’appello è rivolto alle istituzioni: si sveglino dal loro torpore e si annullino le distanze tra gli organi di base che avanzano richieste e istituzioni che non danno risposte!

http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0042340.pdf

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L’AIFVS ha partecipato alla Conferenza Aci-Istat

Incidenti stradali 2015 dati provvisori

A fronte del calo degli incidenti (-1,8%), e dei feriti (-2%), si registra l’aumento dei morti dell’1,1% e dei feriti gravi del 6%.

Dati inquietanti che, pur se provvisori, consentono ai relatori di affermare che l’Italia si allontana dall’obiettivo europeo 2020.

Tali dati, che generano sconcerto nell’AIFVS, sono frutto in Italia di una politica di prevenzione assente o inadeguata. E nel richiamare i parametri fondamentali per la prevenzione, l’AIFVS ha espresso nella conferenza la necessità che gli obiettivi da raggiungere nel territorio vengano indicati dal centro, come pure le sanzioni per il loro mancato conseguimento, puntando sulla funzione di coordinamento e di controllo dei Prefetti nel territorio.

E’ tempo di passare da interventi di prevenzione a “macchia di leopardo” sostenuti da strutture di base, ad interventi “a tappeto”, frutto di consapevolezze e scelte istituzionali, perché il cambiamento diventi sistema in ogni campo. Per modificare i comportamenti non bastano i controlli e l’eventuale deterrenza dell’omicidio stradale, bisogna piuttosto puntare sull’informazione-formazione a tappeto, perché le persone e i giovani in particolare si rendano conto dei pericoli legati alla trasgressione delle norme, dei danni che l’alcol e la droga arrecano alla salute, dei valori da difendere: un impegno sistematico non affidato solo agli organismi educativi, alla scuola di base e superiore, ma anche alla  tv, considerata “scuola parallela”, capace di raggiungere grandi numeri.

Alla Presidenza della Rai abbiamo rivolto la richiesta di una rubrica fissa televisiva che tratti in maniera sistematica e nei tempi di maggiore ascolto tutti gli aspetti legati alla sicurezza stradale secondo un programma costruito anche con l’apporto degli organismi sociali. E nel contempo chiediamo il sostegno dell’iniziativa all’Aci, alla Croce Rossa Italiana e a tutti coloro che hanno a cuore la difesa del valore della vita: un’iniziativa che nel trattare il problema della strage, fa riferimento a tutti gli altri aspetti che incidono sulla sicurezza stradale.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

Presidente AIFVS

L’AIFVS ha partecipato alla Conferenza Aci-Istat

Incidenti stradali 2015 dati provvisori

A fronte del calo degli incidenti (-1,8%), e dei feriti (-2%), si registra l’aumento dei morti dell’1,1% e dei feriti gravi del 6%.

Dati inquietanti che, pur se provvisori, consentono ai relatori di affermare che l’Italia si allontana dall’obiettivo europeo 2020.

Tali dati, che generano sconcerto nell’AIFVS, sono frutto in Italia di una politica di prevenzione assente o inadeguata. E nel richiamare i parametri fondamentali per la prevenzione, l’AIFVS ha espresso nella conferenza la necessità che gli obiettivi da raggiungere nel territorio vengano indicati dal centro, come pure le sanzioni per il loro mancato conseguimento, puntando sulla funzione di coordinamento e di controllo dei Prefetti nel territorio.

E’ tempo di passare da interventi di prevenzione a “macchia di leopardo” sostenuti da strutture di base, ad interventi “a tappeto”, frutto di consapevolezze e scelte istituzionali, perché il cambiamento diventi sistema in ogni campo. Per modificare i comportamenti non bastano i controlli e l’eventuale deterrenza dell’omicidio stradale, bisogna piuttosto puntare sull’informazione-formazione a tappeto, perché le persone e i giovani in particolare si rendano conto dei pericoli legati alla trasgressione delle norme, dei danni che l’alcol e la droga arrecano alla salute, dei valori da difendere: un impegno sistematico non affidato solo agli organismi educativi, alla scuola di base e superiore, ma anche alla  tv, considerata “scuola parallela”, capace di raggiungere grandi numeri.

Alla Presidenza della Rai abbiamo rivolto la richiesta di una rubrica fissa televisiva che tratti in maniera sistematica e nei tempi di maggiore ascolto tutti gli aspetti legati alla sicurezza stradale secondo un programma costruito anche con l’apporto degli organismi sociali. E nel contempo chiediamo il sostegno dell’iniziativa all’Aci, alla Croce Rossa Italiana e a tutti coloro che hanno a cuore la difesa del valore della vita: un’iniziativa che nel trattare il problema della strage, fa riferimento a tutti gli altri aspetti che incidono sulla sicurezza stradale.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

Presidente AIFVS

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Sede legale viale Africa 112 – 00144 Roma 
Codice. Fiscale 97184320584

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