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Comunicato stampa

ROBERTA CARACCI: UN’ALTRA VITTIMA DELLA GUIDA AZZARDATA E DELLA GIURISPRUDENZA ONDIVAGA

7 aprile 2013

Venerdì scorso, 5 aprile, la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di appello emessa per l’uccisione di Roberta Caracci, 24 anni. La giovane perdeva la vita in uno scontro frontale, avvenuto la sera del 31 ottobre 2008 a Bollate, nell'hinterland milanese, causato da un sorpasso a folle velocità, operato da un 31enne, Alessandro Mega. Dalle indagini risultava che Mega si era messo alla guida sotto effetto di cannabis e tranquillanti e senza patente, perché gli era stata ritirata.
In ragione della gravità del fatto, la Corte d’assise d’Appello di Milano aveva riconosciuto la sussistenza del dolo eventuale nella condotta tenuta dall’imputato, ritenendo congrua una pena di 14 anni.

L’AIFVS prende atto con viva preoccupazione della pronuncia della Cassazione ed attende, nei 30 giorni previsti dalla legge, il deposito delle motivazioni della stessa: vogliamo conoscere le ragioni che hanno indotto la Cassazione a ritenere che il deliberato utilizzo di un’autovettura come un’arma non comporti, di per sé, l’accettazione dei rischi che ne derivano. È una decisione che ci riporta indietro a livello non solo giurisprudenziale ma anche sociale, perché ignora lo stigma ormai diffuso verso i comportamenti irresponsabili alla guida.

Al contempo, rappresentiamo la sofferenza dei familiari che, nella ricerca di giustizia, sopportano sulla propria pelle gli effetti di una giurisprudenza ondivaga. Le contraddizioni non sono solo tra i diversi gradi del singolo processo (nel caso di Roberta, in ciascun grado è stata data una qualificazione diversa), ma anche all’interno dello stesso grado, come evidenziato dai molteplici ripensamenti in materia della stessa Cassazione nella trattazione di diversi casi.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS