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La news attive sono posteriori al 31/12/2010 * 00:00
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Tutti condannati i dirigenti del consorzio autostrade siciliane per omicidio colposo

Incidenti stradali Tutti condannati i dirigenti del consorzio autostrade siciliane per omicidio colposo plurimo
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Sentenza storica della Corte d'Appello di Messina che, finalmente, riconosce e punisce le responsabilita' dei gestori di strade e autostrade.

Un anno e sei mesi a tutti i dirigenti imputati del Consorzio Autostrade Siciliane: il Commissario Straordinario Benedetto Dragotta , il Direttore generale Ubaldo Luxi, il Direttore Tecnico e di Esercizio Felice Siracusa, il Direttore dei Servizi Tecnici Gaspare Sceusa. 
La Corte di Appello di Messina ha accolto l´Appello della Procura della  Repubblica e delle parti civili, tra cui l´AIFVS Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, contro la sentenza di assoluzione di primo grado del Tribunale, ribaltando il verdetto.
La Corte di Appello di Messina ha accolto l´Appello della Procura della  Repubblica e delle parti civili, tra cui l´AIFVS Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, contro la sentenza di assoluzione di primo grado del Tribunale, ribaltando il verdetto.
La condanna in appello evidenzia la condotta  omissiva da parte degli imputati, i quali "avevano il preciso obbligo di vigilare sull´efficienza e l´inidoneità delle barriere presenti sul viadotto "Ritiro", e accertatane la palese inadeguatezza, provvedere alla tempestiva sostituzione" e, nell´impossibilità economica di sostituire le barriere esistenti con altre di nuova generazione, "avrebbero dovuto quanto meno apprestare rimedi provvisori e cautelativi, segnalando il pericolo agli automobilisti" atti a limitare la velocità di transito dei veicoli sul viadotto, stante anche le condizioni di particolare pericolo dovuto alla considerevole altezza dell´impalcato e alla presenza di abitazioni in prossimità della base del viadotto.
Il 2 maggio del 2006 alle ore 4 del mattino, un´Audi A4 percorreva la tangenziale A/20 in direzione di Palermo, sul viadotto denominato "Ritiro" e, molto probabilmente per un colpo di sonno o per una distrazione, ha strisciato con la parte laterale destra contro il guard-rail posto sul margine destro e ha iniziato a sbandare in direzione della barriera posta sul margine sinistro. L´urto e´ stato inevitabile e dopo aver abbattuto 12 m di barriera e 5 pannelli di rete metallica, l´autovettura e´ volata nel vuoto per 52 metri nel terreno sottostante. Nell´impatto i quattro occupanti, Alberto Giacoppo, Antonino Pino, Cesare Paone, Salvatore Ordile hanno perso la vita.
L´avvocato  Gianmarco Cesari del Foro di Roma della Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, difensore anche dei familiari di Salvatore Ordile, ha strenuamente lottato, insieme agli avvocati dei familiari delle altre 3 vittime, per la ricerca della verità. L’impegno dell’avvocato per conto dell’Aifvs e’ stato finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo dell’Associazione che persegue senza sosta da anni: sensibilizzare i responsabili della rete autostradale al problema della protezione degli utenti correlato al rispetto degli obblighi normativi e dei contratti di servizio attraverso l´adeguamento delle barriere e dei dispositivi di sicurezza ai margini delle strade, problema che ha acquistato sin dagli anni 80 un` importanza sempre maggiore per il continuo incremento dei veicoli in circolazione e per il crescente numero dei sinistri mortali per barriere pericolose, inadeguate e salti da viadotto.

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Articolo stampa la gazzetta del sud