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Nuovo  Campagna sulla buona strada 2019 - il 15/07/2019 * 11:56

Uso dello smartphone alla guida

Cinture

Pedoni

Velocità

Nel 2019 prosegue la campagna di comunicazione istituzionale sulla sicurezza stradale “Sulla Buona Strada” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Scopo dell’iniziativa, che rappresenta una ulteriore fase della campagna iniziata nel 2009, è quello di creare maggior consapevolezza dei rischi legati all’incidentalità stradale derivanti dal mancato rispetto delle norme del codice della strada, sensibilizzando l’opinione pubblica al fine di promuovere comportamenti  e stili di guida corretti.

La strategia di comunicazione punta a sottolineare la relazione tra le scelte compiute dagli utenti della strada e le conseguenze che esse hanno sulle proprie e altrui vite.

Le scelte che le persone compiono e i comportamenti che ne derivano sono in grado di modificare il corso degli eventi in positivo così come in negativo.

Il concetto federatore individuato, nonché l’insight strategico del progetto di comunicazione si può riassumere nella frase:

“UN INCIDENTE NON È UN CASO.”

Protagonisti quattro diversi personaggi, ognuno con le proprie passioni, aspettative e i propri desideri, che raccontano quanto una scelta sbagliata, dovuta alla distrazione o al mancato rispetto delle regole del Codice della Strada, possa influire per sempre sulla loro vita.

La campagna fa leva su aspetti emotivamente forti per stimolare una riflessione finalizzata ad ottenere una modifica dei comportamenti scorretti alla guida.

Obiettivi

L’azione di comunicazione, realizzata mediante  spot che siano in grado di attivare la leva emotiva e generare un processo di identificazione, ha come obiettivo quello di sensibilizzare il target di riferimento su comportamenti maggiormente a rischio al fine di acquisire una reale consapevolezza della necessità di adottare condotte di guida sicure.  

Target

Target di riferimento della campagna sono tutti gli utenti della strada di volta in volta direttamente interessati dallo specifico rischio oggetto del messaggio.

Contenuto del messaggio

I temi trattati sono:

  • distrazione alla guida con riferimento all’uso dello smartphone;
  • uso dei sistemi di ritenuta sedili posteriori (adulti e bambini);
  • elevata velocità in ambito urbano ed extraurbano e mancato rispetto della distanza di sicurezza;
  • attenzione all’utenza pedonale.

Il messaggio ha l’obiettivo primario di suscitare un’emozione riflessiva.

Vediamo una serie di sequenze in cui ciascuno, facilmente, può identificarsi. Sono i momenti emotivamente importanti della vita delle persone comuni.

Tali momenti sono il frutto di scelte, quindi di un modo di essere e di rapportarsi con gli altri e con la realtà.

Dopo alcune sequenze, che una voice over accompagna descrittivamente, qualcosa turba l’attenzione.

È una scelta diversa dalle altre: i protagonisti degli spot, ad un certo punto, “scelgono” di fare qualcosa di non corretto che riguarda la guida.

Questa scelta, in quanto tale, ha delle conseguenze negative. Il fatto negativo è avvenuto perché i protagonisti hanno “scelto” un comportamento rischioso, sottovalutandone le conseguenze.

È qui il punto focale del messaggio: guidare è un’attività importante e quotidiana rispetto alla quale le nostre scelte possono avere delle conseguenze gravi per sé e per gli altri.

L’incidente non è un “incidente”, ma una scelta.

Scegliere di seguire la Buona Strada dipende solo da noi.

Il cittadino automobilista viene responsabilizzato, il messaggio gli comunica che gli incidenti non avvengono per caso ma sono il frutto di azioni deliberate, come le altre scelte della propria vita.


La morte dei due cuginetti di Vittoria (RG)

Il sinistro stradale a Vittoria con la morte dei due bambini dimostra che per le istituzioni la prevenzione non è un obiettivo prioritario, sono inadeguati l’organizzazione, i controlli e gli istituti sanzionatori

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni presidente Associazione italiana familiari e vittime della strada (AIFVS onlus)


Vittoria (RG) Suv uccide undicenne - il 12/07/2019 * 19:18

Vittoria (RG) Suv uccide undicenne 

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L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, sconvolta per il tragico incidente stradale che nel centro storico di Vittoria ha tolto la vita all’undicenne Alessio D’Antonio e ridotto in condizioni gravissime il suo cuginetto Simone, è sentitamente vicina al dolore dei familiari. 
Conosciamo per esperienza il vuoto incolmabile della perdita e riteniamo che quanto successo sia una sconfitta per le istituzioni, poiché conferma che sulle nostre strade i criminali, certamente noti alle forze dell’ordine, possono ancora liberamente scorrazzare e non sono contrastati o fermati né dai controlli e né dalle sanzioni.
Nel nome di Alessio che ha perduto la sua giovanissima vita, e di Simone che sta lottando per la vita, chiediamo alle persone ed alle istituzioni di riflettere per porre al primo posto nelle loro scelte il valore della vita: dobbiamo interrogarci su che cosa ciascuno di noi non ha fatto per impedire che ciò che è successo avvenisse. 
Nell’intensificare il nostro impegno per fermare la strage stradale, chiediamo un confronto con le istituzioni del territorio, Prefettura ed Ente locale, come già chiesto dal nostro responsabile di sede AIFVS in provincia di Ragusa, signor Biagio Lisa, ed offriamo il nostro aiuto solidale alla famiglia, costretta a sopportare gli effetti devastanti della strage stradale. 

12/07/2019


Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS



Le comunicazioni contrastanti del Ministro dell’Interno Matteo Salvini

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27/6/2019

Le comunicazioni contrastanti del Ministro dell’Interno Matteo Salvini

Creano disorientamento e perplessità nell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada le comunicazioni del Ministro dell’Interno, che deve avere a cuore la prevenzione: un giorno assicura nuove assunzioni di uomini in divisa, perché bisogna garantire nel territorio la sicurezza dei cittadini, un altro giorno sostiene che per combattere l’abusivismo bisogna togliere il divieto di vendere o somministrare alcolici nelle discoteche dopo le ore tre. 

Da un Ministro attento alla sicurezza non ci saremmo aspettati l’annuncio dell’annullamento di un divieto di legge, ma un più stringente impegno contro l’uso di bevande alcoliche in sinergia con il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità ed il Ministero dell’Istruzione.

E invece riscontriamo che nell’incontro con il Silb Fipe il Ministro dell’Interno era con il Prefetto dott. Gabrielli ed il Capo di Gabinetto della Presidenza dott. Piantedosi, “per finalizzare la forma del protocollo tra il Ministero dell’Interno e la categoria degli imprenditori del ballo e dell’intrattenimento”.

Chiediamo al Ministro Salvini di riflettere sui dati presentati in occasione della XVII Edizione dell’Alcohol Prevention Day ed elaborati dall’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA), direttore Emanuele Scafato: in Italia sono 8,6 milioni i consumatori a rischio di alcol confermati dai dati del 2016, di cui 1,7 milioni hanno un’età compresa tra gli 11 e i 25 anni, di essi 830.000 hanno 17 anni, e sono in aumento rispetto all’anno precedente. 

Sono in aumento i consumatori occasionali e i binge drinkers (quelli che bevono per ubriacarsi), sono circa 4 milioni quelli che bevono fino all’intossicazione e di essi 900.000 hanno tra gli 11 e i 25 anni. In questo contesto sono 41 mila gli accessi al pronto soccorso anche di minori in coma etilico.
I consumatori di alcol tra i 40 e i 60 grammi di alcol al giorno con un danno d’organo e necessità di trattamento sono oltre 650 mila. Di questi solo il 10% sono in carico al servizio sanitario nazionale con un costo di 8 milioni di euro solo per il trattamento farmacologico in un anno. Per almeno 57mila consumatori l’alcol è causa di ricovero.

Il Rapporto nelle conclusioni evidenzia “l’esigenza urgente di rinnovati sforzi di iniziative di prevenzione, informazione, comunicazione, rivolte all’intera popolazione” ed in particolare ai giovani, per i quali il consumo di “bevande alcoliche risulta essere la prima causa di mortalità, morbilità, disabilità”.
Di fronte a questi dati chi ha responsabilità pubbliche non potrà mai prendere partito a favore dell’alcol.
Giuseppa Cassaniti
Presidente AIFVS


L'uccisione del Carabiniere  Emanuele Anzini

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18/06//2019                                                                                                              

Il cordoglio dell’AIFVS alla Famiglia del Carabiniere Emanuele Anzini, ucciso in servizio

Ricordiamo con grande sconforto l’uccisione del Carabiniere Emanuele Anzini, ieri 17 giugno, mentre svolgeva il servizio notturno di prevenzione: all’intimazione dell’alt il guidatore non si ferma, anzi lo travolge e lo uccide. Era un uomo di 41 anni che svolgeva con serietà e professionalità il suo lavoro, un ottimo elemento, come lo definisce il colonnello Paolo Storoni, un padre di famiglia che stava lavorando per la nostra sicurezza.

E il guidatore? Un trentaquattrenne ubriaco alla guida che, apprendiamo dall’Eco di Bergamo, aveva avuto già dei precedenti: “l’anno scorso gli era stata tolta la patente per un mese per omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza, e per un mese tra gennaio e febbraio di quest’anno gli era stata sospesa la patente per eccesso di velocità”.

E i nostri politici?

Dai social apprendiamo le espressioni dei due Vicepremier, di cordoglio, di ringraziamento alle persone che tutelano la nostra sicurezza, con l’indicazione che chi sbaglia deve pagare, ma tuttavia ci aspettiamo ancora che riflettano seriamente sull’efficienza dell’organizzazione e sull’efficacia degli istituti sanzionatori, visto che quelli applicati non hanno sortito effetto di prevenzione, come dimostrano le recidive.

Solo con decisioni serie i politici potranno testimoniare alla Famiglia, all’Arma ed all’Italia che quel sacrificio non sarà stato vano.

Giuseppa Cassaniti

Presidente AIFVS


Iniziativa sede AIFVS di Macerata Piero Bonarini

Un importante convegno dell’Università Politecnica delle Marche 

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Un importante convegno dell’Università Politecnica delle Marche 

"I PERCORSI DELLA TOSSICOLOGIA FORENSE PER LA TUTELA DELLA COLLETTIVITÀ"
Ancona, AUDITORIUM MONTESSORI  Facoltà  di Medicina e  Chirurgia, polo Murri  (ad est Ospedali riuniti Torrette)Università  Politecnica delle  Marche   via  Tronto,10  AN  
17 maggio 2019  ore   8.30 

L’AIFVS, interessata alla diffusione di buone pratiche, ha inviato a tutte le Procure Generali e le Regioni d’Italia, invitando ad adottarlo, il Protocollo operativo frutto della collaborazione tra la Regione Lazio, la Magistratura e la Polizia di Stato e finalizzato a rendere effettiva l’applicazione delle circostanze aggravanti per la guida in stato psicofisico alterato da alcol o droghe previste dalla legge 41/2016.
Il responsabile della sede AIFVS di Porto Potenza Picena, signor Piero Bonarini, ha attivamente sostenuto presso la Regione Marche il Protocollo operativo sul prelievo ematico e sugli accertamenti necessari nei casi di omicidio e lesioni personali stradali gravi e gravissime, come da legge 41/2016. 
Ha inviato le istanze e la relativa documentazione (già esistente nelle regioni Lazio, Toscana e Veneto) al Procuratore Generale presso la Corte d’Appello delle Marche ed al Presidente della Giunta Regionale delle Marche, che hanno ritenuto giusto ed opportuno accoglierle.
Il Protocollo, sostenuto dall’autorevole consulenza del prof. Raffaele Giorgetti, Ordinario di Medicina Legale presso l’Università Politecnica delle Marche e responsabile scientifico del convegno in oggetto, è in fase conclusiva per l’adozione ed applicazione uniforme in tutta la Regione Marche.
Il convegno, aperto alla partecipazione di tutte le persone interessate, in particolare le Forze dell’Ordine, prevede crediti formativi, iscrizione e pasto gratuiti. 

L’iscrizione al convegno è prevista online al link:
https://www.congressare.it/eventi-ecm/318-i-percorsi-della-tossicologia-forense-per-la-tutela-della-collettivita

Brochure
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Iniziativa sede AIFVS Comiso (RG) resp. Biagio Lisa

Iniziativa sede AIFVS Comiso (RG) resp. Biagio Lisa
Bambini, genitori e insegnanti a Comiso al Parco della sicurezza stradale. È l'iniziativa "Giocando si Impara", che è stata inaugurata venerdì 10 maggio alle ore 10.00 nell'area dell'aeroporto di Comiso, patrocinata da prefettura di Ragusa, comune di Comiso, Aeroporto "Pio La Torre", Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada, Memoriam Book e altre associazioni. L'evento rientra nel piano di azione europeo sulla sicurezza stradale per gli anni 2011-2020, finalizzato a raggiungere il dimezzamento del numero degli incidenti. Il Parco tematico è rivolto ai bambini che vanno dai due agli undici anni di età; questi ultimi potranno interagire sia con i genitori che con gli insegnanti, grazie ai percorsi stradali configurati, che consentono con l'impegno ludico l'apprendimento delle nozioni sulla corretta circolazione attraverso la conoscenza della segnaletica stradale e con l'utilizzo anche di veicoli ad hoc, elettrici e a pedali. La struttura risulta come il più grande parco tematico presente al centro/sud e quale centro permanente di divulgazione di educazione stradale.


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