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Il 60% dei motorini è truccato  -  da Sede_AIFVS_Modena

Il 60% dei motorini è truccato

MotoriniTruccati.jpg
  L'operazione dei carabinieri di Peschiera contro i motorini truccati

"18/09/2010  
Cinquantini" anche a 110 all'ora
I carabinieri di Peschiera sul Garda hanno fermato e controllato numerosi motorini, riscontrando che la maggior parte è stata modificata. Sanzioni amministrative a parte, l'operazione dei militari si è conclusa con il fermo amministrativo di una quarantina di ciclomotori. Un mezzo con la cilindrata di 50 cc non potrebbe per legge superare i 45 all'ora 

Da un controllo dei carabinieri di Peschiera sul Garda, nel Veronese, è emerso che quasi il 60 per cento dei motorini controllati risulta truccato per aumentarne la velocità. Alcuni «cinquantini», che per legge non devono superare i 45 chilometri all'ora, messi sul banco prova (uno strumento che serve per verificare la reale velocità dei ciclomotori) hanno invece superato i 110 all'ora.

Molti i modi per elaborare i motori: si va dal cambio della marmitta a quello del carburatore, dal cambio del variatore di velocità alle aggiunte di centraline elettroniche, oppure più semplicemente si tolgono i fermi che riducono l'afflusso di benzina ai cilindri.

L’operazione dei carabinieri si è conclusa con il fermo amministrativo di circa 40 motorini e sanzioni amministrative per oltre 16.000 euro.

Postato su26/09/2010 17:27  - nessuno commento - |     |
Salve,
volevo segnalare un bellissimo articolo scritto su di un quotidiano locale  (www.sanremonews.it), nella sezione salute e benessere a cura di Pioppo roberto.
Lo trovo esaustivo e profondo, perchè scritto da un infermiere che lavora inrianimazione sul connubio alcol e stragi stradali... a mio avviso, come strenuo sostenitore del vostro duro compito divulgativo, è un articolo da far girare
tra i vostri lettori e non.
segnalo il link:
grazie
Francesco
Postato su15/09/2010 08:44  - nessuno commento - |     |
Togliere la patente per sempre a chi guida e uccide ubriaco  -  da   piodalcin
Da poco ho fondato questo gruppo su Facebook con un preciso scopo: Quello di arrivare ad avereuna legge che di fatto neghi il diritto A VITA alla patente di guida a chi guidando ubriaco, drogato, o per "bullismo stradale" ha già ucciso una volta. Colui che si mette alla guida in stato alterato e uccide, dev'essere considerato alla stregua di un terrorista urbano. So benissimo e non mi illudo che sconti una pena adeguata in prigione (sarebbe troppo bello quanto irreale) ma mi sto battendo perchè non gli sia più restituita la patente. MAI PIU'.
Il gruppo ha già 600 iscritti e i media pian piano si stanno interessando. Spero di potervi dare delle ulteriori notizie buone a riguardo: nel frattempo vi chiedo di iscrivervi per sostenere il gruppo con la forza dei numeri... grazie a tutti
http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=112011118847994
Postato su27/08/2010 00:16  - nessuno commento - |     |
Spot patrocinato dall'AIFVS  -  da   AIFVS_onlus
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 L'associazione italiana familiari e vittime della strada onlus ha patrocinato, chiesto ed ottenuto la messa in onda su tutte le reti mediaset (Canale 5, Italia 1, Rete 4  e premium) dello spot "La mia storia italiana" realizzato da Andrea Vavassori e Gabriella Formica.
Gabriella protagonista dello spot ha purtroppo perso la mamma su quelle maledette  strisce pedonali.
Postato su30/07/2010 23:35  - nessuno commento - |     |
Progetto di prevenzione  -  da   simone_ricchi
buongiorno approfitto di questo spazio per chiedervi un consiglio in merito ad un progetto interessante sulla prevenzione contro alcol e droghe che di riflesso può interessare anche la vs associazione. Si tratta di un gioco di società realizzato dalla Dott.ssa Marina Zaoli, psicoterapeuta e scrittrice di fiabe per bambini, per la LILT in collaborazione con Volontarimini e dedicato alla prevenzione contro l'alcol per bambini delle scuole elementari e medie. Chi potrei contattare della vs associazione per sapere di un vs coinvolgimento nella distribuzione del gioco presso le scuole o altri luoghi aggregativi?Graziee
Postato su29/07/2010 10:37  - nessuno commento - |     |
CODICE DELLA STRADA: INCOMPLETO, INCONGRUENTE MA MEGLIO DI NIENTE  -  da   AIFVS_onlus

COMUNICATO STAMPA
CODICE DELLA STRADA: C’E’ ANCORA DA FARE.
RISCHIO CHIUSURA DI ISORADIO

 

28 luglio 2010
L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada si dichiara soddisfatta per l’approvazione del DDL sulla sicurezza stradale e di alcune norme inserite che aiuteranno a rendere meno pericolose le nostre strade, ma al tempo stesso nota l’incongruenza di alcune restrizioni.
Benissimo i test obbligatori antidroga e antialcol per i neopatentati e per gli autisti professionisti ma, ci si chiede perche’ gli utenti della strada esentati da questa prova possono conseguire e mantenere la licenza di guida anche se dediti all’alcol e alle droghe.
 
Il ritiro a vita della patente per chi abbia commesso per due volte un omicidio colposo causato dal mancato rispetto del codice della strada è considerato da noi un passo in avanti, anche se non del tutto adeguato, poiché l’AIFVS punta sull’incremento del senso di responsabilità del guidatore perché non ci siano vittime. Per questo riproponiamo la perdita definitiva dei punti della patente, la cui entità è da rapportare alla gravità della trasgressione delle norme: una misura adeguata a sollecitare il guidatore a cambiare comportamento se vuole mantenere la patente, e cioè ad osservare le norme e, perciò, a non provocare incidenti.
Sono necessari ulteriori passi per ottenere maggiori risultati di sicurezza: sulle auto la scatola nera deve diventare, da sperimentazione, misura di serie. Non solo, ma la tecnologia deve essere utilizzata per impedire che si superino i limiti di velocità sulle strade, e per permettere il controllo automatico della condotta di guida, visto che la maggiore responsabilità degli incidenti ricade sul comportamento del guidatore.
L’attenzione deve pertanto essere orientata a prevedere misure di aiuto al conducente, riferite alle auto, alle tecnologie, al miglioramento delle strutture, dei controlli e della formazione del guidatore, e perciò alla riqualificazione delle scuole guida, corresponsabilizzandole sulle conseguenze derivanti dall’inadeguata preparazione degli allievi patentati.
Da tempo l’Aifvs sostiene l’urgenza di destinare gli introiti delle multe per mettere in sicurezza le strade, per aumentare i controlli da parte delle forza di polizia e per effettuare campagne di sicurezza stradale sui principali mezzi di comunicazione dalla televisione alla carta stampata, dal cinema alla musica ecc. Al tempo stesso l’Aifvs ha sempre sostenuto, e continuera’ a farlo, che occorre premiare i gestori delle strade che ottengono risultati positivi in termini d’incidentalita’ e punire coloro che fanno registrare aumenti di morti e di feriti sulle strade di loro competenza. Le norme approvate oggi premiano tutti e destinano i proventi delle multe fatte con gli autovelox al 50 per cento agli enti da cui dipende l'organo che accerta l'infrazione e al 50 per cento all'ente proprietario della strada. Chi ci assicura che non andranno a colmare i buchi di bilancio dell’ente accertatore e del proprietario della strada?
 
Da una nostra indagine abbiamo scoperto che nei primi cinque mesi del 2010 sono diminuite le pattuglie sulle autostrade e contestualmente sono aumentate le vittime rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per noi e’ la prova che le norme senza i controlli perdono efficacia.
 
Infine esprimiamo molta preoccupazione per il mancato finanziamento del canale radiofonico Isoradio a cui in un primo momento erano stati destinati 15 milioni e ora rischia di non avere i fondi visto il non rinnovato contratto con Autostrade per l’Italia e l’assenza di una nuova convenzione con il Ministero delle Infrastrutture. Riteniamo indispensabile un canale di pubblico servizio che si occupi di fornire informazioni di viabilità in tempo reale allertando gli utenti della strada delle numerose insidie presenti sulle strade e faccia inchieste e campagne sulla sicurezza stradale.
 
  Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
  presidente AIFVS

Postato su28/07/2010 23:51  - nessuno commento - |     |
Credo che l'unico modo per avere una qualche certezza che gli automobilisti circolanti siano effettivamente idonei alla guida sia quello di togliere l'attività certificativa ai medici di cui all'articolo 119 del Codice della Strada come libero professionale. Tali medici dovrebbero svolgere tale attività dentro le Amministrazioni di appartenenza con un pagamento, tipo tiket, che dovrebbe andare in un fondo unico da redistribuire a tutti i certificatori. Solo in questo modo il medico non avrebbe alcun interesse economico a rinnovare la patente ad un soggetto che non potrebbe guidare per svariati motivi di carattere sanitario.e
Postato su27/07/2010 11:45  - nessuno commento - |     |
Italia sempre più assurda.  -  da   E_Brunello
Nel nostro Bel Paese che si vanta di essere civile, ogni qualvolta una persona ubriaca investe e uccide dei passanti o provoca un incidente mortale, non riceve mai la pena più giusta che gli spetterebbe. Nelle regole del nuovo Codice Strdale, si parla addirittura di zero per mille di alcol a chi è neo patentato e di 0,5 per chi ha la patente da anni. Oltre a denotare questa regola una immensa ignoranza del legislatore che dimostra chiaramente di nonconoscere gli effetti dell'alcol anche con solo lo 0,3 per mille in corpo, dimostra soprattuto l'indulgenza e "bagatellizazione" di un atto gravissimo che dovrebbe essere punito invece non solo con l'Omicidio Colposo, ma anche con la Preterintenzionalità dell'azione in quanto Prima di mettersi ubriaco al volante, questa persona Sobria andando a bere SAPEVA PERFETTAMENTE ciò che si accingeva a fare e di conseguenza non si può parlare poi di una "ridotta capacità di intendere e volere", proprio perchè ormai tutti sanno quali siano gli effetti che l'alcol produce sulle persone, per cui uscire in compagnia e bere sino ad essere ubriachi è un gesto più che mai Intenzionale e Voluto, assumendosi inconsciamente in pieno le eventuali responsabilità delle sue azioni una volta che si siede al volante in stato di ubriachezza.
Semmai chi merita un'accusa di Ridotta Capacità di Intendere e Volere sono gli avvocati che difendono questi sporchi assassini e chi li giudica dimostrando indulgenza verso di loro con pene irrisorie, e forse perchè loro stessi sono tra i primi che bevono volentieri e dopo vanno a casa guidando la propria auto.
Una cosa deve essere chiara a tutti: un Paese Civile ha come regola stradale lo ZERO PER MILLE per chi guida, ovvero che al volante si deve essere lucidi e presenti senza influssi di alcol o droghe. Al di fuori di ciò, tutto ciò che viene causato da persone con alcol in corpo deve essere sanzionato con la precisa volontà di voler far del male, di ammazzare da parte di chi ha causato un incidente essendo ubriaco o drogato. Oggi non è più come 40 anni fa che non lo si sapeva. Oggi sappiamo tutti quali sono gli effetti dell'alcol e delle droghe e quindi farne uso o bere sono il frutto di scelte COSCIENTI E CONSAPEVOLI, da parte di chi le effettua.
Postato su23/07/2010 14:35  - nessuno commento - |     |
Assolto per insufficienza di prove!!!!!  -  da Anna_Barbieri__AIFVS_Ferrata
Ferrara, lì 14/07/20010
 
SENTENZA   SCONCERTANTE E INGIUSTA
“Una sentenza sconcertante” , “Una sentenza ingiusta” questi i titoli dei commenti pubblicati sulla stampa locale dopo la sentenza emessa dal Tribunale di Ferrara il 23 giugno c.a. E’ stato assolto per insufficienza di prove il conducente di un furgone che in data 11 marzo 2009 alle h.6.40 del mattino ha investito, uccidendolo, lo studente camerunese Gilles Donald di 24 anni mentre stava percorrendo in bicicletta Via S.Giacomo a Ferrara diretto alla stazione.
Il processo si è svolto in rito abbreviato, condizionato dall’esecuzione di una perizia cinematica che ha ricostruito la dinamica del sinistro.
Il conducente del furgone , accusato di omicidio colposo, andava a più di 70 km/h in una via della città dove il limite sono i 50 km/h, quindi ad una “velocità non consona allo stato dei luoghi”, come è emerso dal processo, il ciclista sbucò all’improvviso.
Ma il perito ha spiegato che anche ad una velocità più contenuta non è detto che si sarebbe potuto evitare l’impatto e nemmeno escludere lesioni mortali causate dallo stesso. In altre parole, anche se la velocità del veicolo fosse stata inferiore, lo studente, che si era immesso sulla strada con la bici, non necessariamente si sarebbe salvato.
La collisione fu violentissima. Il furgone che procedeva nella stessa direzione, urtò il velocipede con lo spigolo anteriore. Il ragazzo fu prima catapultato sul parabrezza e dopo un volo tremendo finì sul selciato. Soccorso immediatamente dai sanitari del 118, non ci fu nulla da fare.
Gilles Donald viveva da anni a Ferrara, in condizioni di legalità, iscritto alla Facoltà di Ingegneria informatica dell’Università di Ferrara (il suo sogno era di migliorare le condizioni socio economiche del Camerun suo Paese natale) e la sera lavorava in una pizzeria per potersi mantenere agli studi. Nel 2008 era stato Presidente dell’ASCAF (Associazione Studenti del Continente Africano di Ferrara), una persona intelligente, carismatica.
Il 29 giugno viene pubblicata una lettera dell’Associazione Amici della Bicicletta: “Gilles, questa la motivazione del perito fatta propria dal GUP, probabilmente sarebbe morto anche se il furgone che lo investì, avesse proceduto nei limiti di velocità di 50 km/h……… Le sentenze dei tribunali dovrebbero essere emesse sulla base dei dati oggettivi e non delle supposizioni e i dati oggettivi, come è emerso dal processo, dicono che il furgone procedeva a 70 km/h, ad una velocità non consona allo stato dei luoghi………Vogliamo pur ammettere che vi fu un concorso di colpa per la condotta del ciclista, ma ciò non rende meno grave la colpa di chi, con un mezzo motorizzato,, procedeva in città oltre i limiti consentiti……”
La settimana scorsa è stata pubblicata un’altra lettera di una lettrice “……a dimostrare l’arbitrarietà della sentenza nella quale si è sostenuto che se anche l’automobilista avesse rispettato il limite di velocità avrebbe comunque investito quel povero ragazzo, mi basta opporre questa semplice considerazione basata sulla fisica elementare: se l’automobilista avesse rispettato i 50km/h, non si sarebbe trovato in quello stesso momento nel medesimo punto in cui si trovava quel povero ragazzo che ora sarebbe in vita”
La risposta del giornalista è stata che, seguendo il principio della perizia fatta propria dal GUP, “il conducente sarebbe stato assolto anche se avesse percorso Via S.Giacomo ai 130km/h con il suo furgone e il povero Donald fosse sbucato all’improvviso davanti a lui. La sentenza è destinata a fare giurisprudenza a livello nazionale e sarà quindi possibile replicarla in casi simili”
Proprio per evitare questo e al contrario dare rilevanza a questa vicenda in termini di ingiustizia subita dalla vittima, propongo tale sentenza all’attenzione della Presidente e dell’intera nostra Associazione, compresi gli Avvocati convenzionati, tramite pubblicazione sul nostro sito internet. Lascio a Voi tutti i commenti.
La mia personale opinione è compresa in poche righe scritte dal Dott. P.Marturano, Ingegnere Direttore del Ministero Infrastrutture e Trasporti, in uno dei suoi tanti articoli, con le quali concludo.
“La riduzione delle velocità medie è uno dei fattori principali per il contenimento di questi incidenti ( tra mobilità motorizzata e quella non motorizzata). Ricerche scientifiche di riconosciuta validità hanno dimostrato che per un pedone il rischio di morte (per impatto con un veicolo) è del 10% ad una velocità di 30 km/h, del 30% a 40km/h e sale all’80% a 50km/h. Ciò significa una riduzione del 50 % del rischio di morte se le velocità di punta in zona urbana si riducessero di soli 10 km/h. Ciò potrebbe essere ottenuto con un maggiore rispetto del limite di 50 km/h in zona urbana che potrebbe contribuire a salvare molte vite, ogni anno.”
 
Assolto per insufficienza di prove!!!!!
 
Anna Barbieri
Responsabile AIFVS Ferrara
Postato su15/07/2010 09:22  - nessuno commento - |     |
Morti due ragazzi di Maddaloni  -  da Don_Nicola_Lombardi
Ieri, nel primo pomeriggio a Caivano si è verificato un terribile incidente stradale in cui hanno perso la vita due giovani che si trovavano in sella a una moto. Le due vittime sono Modestino Stefanelli, 21 anni, di Maddaloni (Caserta) ed Ornella Mandato, 21, anche lei di Maddaloni. I due viaggiavano a bordo di un' "Honda Sh 300".
Nei pressi del Parco Verde, sullo svincolo che immette sulla Statale 87, la moto si è scontrata frontalmente con un autocarro "Fiat 190" guidato da un uomo di 70 anni, P.A, di Napoli, che procedeva in direzione contraria. Nel violento impatto il giovane, che indossava il casco protettivo come la ragazza, è morto. La ragazza è stata trasportata in gravissime condizioni all'ospedale "San Giovanni di Dio" di Frattamaggiore, dove è morta poche ore più tardi.
La Polizia Stradale di Napoli, diretta da Paolo Fassari, è intervenuta sul posto per compiere i rilievi è sta ricostruendo nei dettagli la dinamica dell'incidente.
 
Fonte: Napoli Today, 14 luglio 2010.
 
Postato su15/07/2010 09:14  - nessuno commento - |     |