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Benvenuto su Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus

   Sito ufficiale AIFVS onlus

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus

Ogni anno scompare un paese di cinquemila persone

moto.jpgTante sono le vittime delle strade italiane; 300.000 sono i feriti, ed oltre 20.000 i disabili gravi prodotti da questa guerra non dichiarata.
Il parlamento Europeo ha chiesto all’Italia di ridurre del 40% in dieci anni questi numeri. A ciò lo stato italiano ha risposto con un sempre calante presidio del territorio e con un grave ritardo nell’adeguamento degli organici delle forze dell’ordine e delle norme del Codice della strada.
Dopo ogni incidente grave, inizia un doloroso ed estenuante iter legale che dovrebbe portare alla individuazione delle responsabilità, alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati, e ad assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo. Anche in questo campo l’Italia si distingue negativamente dal resto d’Europa, con una giustizia lenta ed approssimativa, che calpesta continuamente la dignità dell’uomo e quei valori che la nostra costituzione dovrebbe tutelare. I problemi della sicurezza stradale e della giustizia riguardano tutti, nessuno escluso! Noi ci siamo uniti per fermare la strage ed affermare il diritto alla vita e alla giustizia. Unisciti a noi ! Dai il tuo contributo alla crescita 
del nostro paese ! 

 

Comunicato stampa del 01/07/2014
COMUNICATO STAMPA
 
IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, FEDERICA GUIDI, CONTRO LE VITTIME DELLA STRADA
 
Oggi all’assemblea dell’ANIA abbiamo sentito affermare dal Ministro Guidi che bisogna abbassare il risarcimento del danno alla persona per potere ridurre le tariffe assicurative.
Per il Ministro ha valore l’utile e il denaro, non la persona con suoi problemi.
Il Ministro non ha tenuto conto che negli ultimi 10 anni i sinistri si sono ridotti del circa 50% e, gli utili del settore RCAuto hanno raggiunto la cifra di quasi 2 miliardi e mezzo di euro. Anziché riferirsi alla mancanza di concorrenza su un mercato concentrato su tre compagnie, ritiene di sacrificare i diritti delle vittime della strada in nome di dati forniti dagli studi di consulenza che lavorano per le assicurazioni e di insostenibili confronti tra paesi europei.
Abbiamo più volte espresso che l’unico punto di riferimento per il risarcimento del danno alla salute, è basato sulle tabelle di Milano, che offrono certezza dei parametri risarcitori evitando le lungaggini dei contenziosi, a cui le esporrebbero tabelle inadeguate.
Le tabelle di Milano sono adottate da tutti i tribunali superando ogni sperequazione.
L’associazione, che aderisce alla carta di Bologna, condivide con tanti attori una serie di proposte con il fine di aumentare la concorrenza nel mercato assicurativo a cui consegue l’abbassamento dei premi e la garanzia dei diritti delle vittime. 
01/07/2014
                                                                                                                                                                                                                                               Giuseppa Cassaniti Mastrojeni 
                                                                                                                                                                                                                                                          Presidente AIFVS

 

 

Comunicato stampa AIFVS del 27/06/2014

Ancora omicidi di bambini pedoni, ieri un bambino di due anni.

Perché?

Una domanda che diventa stringente non solo perché non è accettabile che sulle strade si distrugga la vita, ma perché la mancata tutela dell’utenza debole nelle città chiama in causa anche la responsabilità delle istituzioni, che sottovalutano le indicazioni del Piano Europeo 2011-2020, il cui obiettivo è la “Visione Zero” e la “sicurezza per tutti”.

Dentro tale obiettivo assume particolare valenza l’utenza debole, sulla cui tutela vanno misurati gli interventi di prevenzione.

L’AIFVS, nel rilevare che il problema della sicurezza per tutti è un obiettivo di cui in Italia non si ha ancora consapevolezza, auspica che almeno gli omicidi di bambini avvenuti con continuità spingano le istituzioni ad uscire dalla superficialità nella trattazione del problema della strage stradale, a livello di territorio, di comunicazione e di giustizia. Osservare un giorno di lutto cittadino, come è avvenuto ad Iesolo, deve significare non solo vicinanza al dolore, ma anche il primo passo al quale deve seguire l’impegno a rendere le città sicure, vivibili e a misura d’uomo. Le possibilità esistono, è necessario analizzare il territorio, eliminare le situazioni di rischio nelle infrastrutture e nella mobilità, utilizzare controlli diretti e dispositivi tecnologici che aiutino a prevenire l’incidente.

La semplice presenza delle strisce pedonali non è sufficiente a dare adeguate condizioni di sicurezza specie agli utenti più deboli: è ormai necessario prevedere  in modo diffuso la costruzione  di un marciapiede salvagente centrale tra le due corsie opposte che assicuri un punto di sosta per attraversare la carreggiata in sicurezza. Ci sono anche dispositivi luminosi verticali da utilizzare in prossimità delle strisce, che segnalano la presenza del pedone, indicando al guidatore di fermarsi.

Stesso criterio (marciapiede) andrebbe adottato per tutte le intersezioni a “T” con le Provinciali e le Statali superando l’inadeguata segnalazione mediante  sola verniciatura  della corsia di uscita e di immissione nella strada.

Ma tutto ciò non basta per la sicurezza, poiché le situazioni concrete sono complesse, come l’ultimo episodio del bimbo di due anni che muore perché in modo improvviso è sfuggito alla tenuta della madre.

Riteniamo, pertanto, che, oltre a corrette progettazioni e controlli, ci sia urgente bisogno di un’informazione formativa, che raggiunga tutti e solleciti anche il pedone a sentirsi parte di una rete di relazioni complesse che richiede conoscenze e grande senso di responsabilità. Ed è per questo che chiediamo alla tv di dare spazio, nei tempi di maggiore ascolto televisivo, ad una comunicazione sistematica sulla sicurezza, individuando cause e responsabilità, problemi e soluzioni.

Non è mai troppo tardi per la sicurezza stradale.

 

                                                                                                           Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

                                                                                                                    Presidente AIFVS

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